Moggi: “Senza di me non c'è più la nazionale del 2006, ora si esulta per un pareggio”

di Redazione, @forzaroma

“L’Italia si è comportata bene, ma non paragoniamola a quella del 2006. Quella era una squadra di campioni con un pallone d’oro e un vice pallone d’oro. Quella di quest’anno è una squadra di buoni giocatori”.

Luciano Moggi è intervento questa mattina a Tgcom24:
“La padronanza del pallone è stata sempre degli spagnoli, ma noi abbiamo risposto con intelligenza. Sinceramente non capisco come abbia fatto Del Bosque a giocare senza punte. È bastato mettere in campo Torres, che non è un fulmine di guerra, per cambiare il volto alla partita”. L’ex dg bianconero non ha risparmiato le critiche all’attaccante Balotelli: “Ha sbagliato per paura di fare di gol. Si è fatto rimontare da Sergio Ramos in maniera indegna per un campione”.

Il punto di forza della nazionale secondo Moggi resta la difesa con un De Rossi che ieri non ha fatto rimpiangere gli assenti. E sulla Croazia, futura avversaria dell’Italia, commenta: “Sono combattivi, ma hanno difensori alti più di un metro e ottanta e credo che lì potranno fare male giocatori con i piedi sensibili come Giovinco. Con la Croazia bisognerà fare la partita. In questo caso Pirlo potrebbe subire una pressione agonistica fortissima e non riuscire a fare gioco a centrocampo”.

Ecco poi il confronto con la squadra vincitrice della coppa del mondo nel 2006. “Quando abbiamo vinto il mondiale avevamo una squadra di campioni. Ora solo buoni giocatori. Per quanto ci sia l’agonismo, non si potrà colmare il divario tecnico. La Germania ha già dimostrato grande solidità. Adesso aspettiamo Francia e Inghilterra, ma teniamo d’occhio la Russia. Tra i favoriti non direi la Spagna, non mi è piaciuta”.

Dal calcio giocato alle scommesse. Con una difesa di Gigi Buffon. “La polemica su Buffon non ha una logica. La gente potrà pensare che in un momento in cui non si ha di che mangiare, questo qui scommette un milione di euro. Ma non è da Buffon, lui non scommette. Per capire chi è questo giocatore basta vedere cosa ha fatto ieri sera fermando Torres come fosse un terzino”.

La discussione si sposta poi su Calciopoli: “La sentenza sportiva ha detto che il campionato era regolare. Adesso non c’è più Moggi e infatti non c’è più la nazionale del 2006. Adesso basta un pareggio per esultare. Da questo punto di vista sono mancato al calcio italiano. Per far partire tutto è bastata la morte dell’avvocato Agnelli, ma qui mi fermo con la polemica”.

L’ex dirigente bianconero non manca di criticare in modo piccato i vertici del calcio italiano: “Ci sono persone che da anni siedono al comando del calcio nonostante sconfitte come l’eliminazione dell’under dalle Olimpiadi, la figuraccia al mondiale africano e la perdita della possibilità di ospitare l’Europeo in Italia a scapito della Polonia e dell’Ucraina. La presenza di Abete, seppur scontata, non dà quella sicurezza che invece andrebbe data all’industria del calcio”.

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