Malagò: “Italiani troppo tifosi e poco sportivi”

di finconsadmin

«Non cambierei la mia carica con nessun’altra carica del Paese». Lo ha dichiarato il presidente del Coni, Giovanni Malagò in una intervista al Corriere della Sera, soddisfatto di quanto fatto fino ad ora alla guida del Comitato Olimpico italiano. «Sono molto soddisfatto di aver trasferito la mia mentalità a chi si è trovato a lavorare con me. Al Coni ho scoperto entusiasmo e voglia di fare». Malagò ha apportato con coraggio dei cambiamenti, anche se federazioni come Calcio, Basket e Nuoto non si sono trovate d’accordo con la sua riforma della giustizia sportiva. «Ogni tanto bisogna avere il coraggio di cambiare. In Italia cambiare è sempre complicato, essere tutti d’accordo impossibile. Sono convinto che il tesserato del calcio e delle bocce abbiano identici diritti e doveri. La preoccupazione delle tre federazioni è immotivata», prosegue il numero uno del Coni. Con la riforma della giustizia sportiva, Tnas e Alta Corte saranno sostituiti dal Collegio di Garanzia. In attesa l’Alta Corte si è dimessa in blocco. «Rispetto la decisione e vado avanti. Uno dei miei obbiettivi è avere nei nostri organi di giustizia giudici dedicati esclusivamente allo sport e non più professionisti, per quanto prestigiosi, in prestito».

 

 

Il presidente del Coni ha già chiare in mente le prossime tre azioni da intraprendere. «Razionalizzare la struttura per liberare risorse per lo sport, gli sportivi; rendere più forte il legame col territorio perchè in Italia le eccellenze nascono quasi sempre in enclavi, in realtà locali che vanno rispettate e premiate; lo sport nelle scuole». «Con lo sport nelle scuole spenderemmo meno, avremmo più campioni e miglioreremmo la nostra cultura sportiva: oggi, purtroppo, gli italiani sono molto più tifosi che sportivi». Infine una richiesta alla politica italiana. «Sensibilità e rispetto, con Letta e Delrio il rapporto è ottimo, stabilità sul medio, lungo termine. E spero, al più presto, di poter fare una legge quadro nella quale mettere tutto, dalla fiscalità, allo sport nella scuola». «Cosa chiedo al 2014? Vincere a Sochi più medaglie di quelle vinte a Vancouver, un salto di qualità nella cultura sportiva, almeno dei segnali per un possibile accordo sullo sport nelle scuole e un nuovo campione», conclude Malagò. (Adnkronos)

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