Real contestato dopo la sconfitta nel Clasico. Danneggiate le auto di Bale e Jesé

Dopo la partita esplode la rabbia dei tifosi madridisti. Recatisi al centro sportivo della squadra, prendono a calci i veicoli dei giocatori che provano ad evitare il confronto. Sergio Ramos a colloquio con i contestatori

di Redazione, @forzaroma

Dopo la sconfitta del Real Madrid nel Clasico, ieri sera nella capitale spagnola è scoppiata una bolla. Al termine della partita i tifosi dei blancos si sono recati al centro sportivo di Valdebebas, dove i giocatori erano in tenti a recuperare le loro auto per tornare a casa, e hanno danneggiato a calci i veicoli di Bale e Jesé Rodriguez. Sergio Ramos si è poi fermato a parlare con un gruppo di contestatori, i quali da più di una settimana puntano il dito contro la squadra, ma soprattutto contro Ancelotti.

I blancos arrivano da un periodo negativo: il passaggio ai quarti di Champions è arrivato con molta fatica (e una figuraccia in casa) contro lo Shalke 04, il ruolino di marcia in campionato recita 10 punti nelle ultime 7 partita, con 8 gol fatti e 8 subiti, e “solo” tre marcature da parte di Cristiano Ronaldo, raggiunto e superato da Messi nella classifica cannonieri. A ciò va aggiunto il triplo scontro con l’Atletico, il quale ha prodotto per Ancelotti e i suoi un umiliante 4-0 al Vicente Calderon in campionato, nonché l’eliminazione dalla Copa del Rey.

Il Real comunque è ancora in corsa per la Liga, secondo a quattro punti dal Barcellona. Si trova tra le otto migliori squadre d’Europa e, nel caso dovesse passare il turno ancora una volta in doppio derby contro i cugini, riscatterebbe con gli interessi le delusioni vissute fin qui. A guardarla oggettivamente sembra difficile di parlare di “periodo negativo“, visto che per il resto del mondo calcistico una situazione come quella in cui si trova il Real oggi, a questo punto della stagione, sarebbe considerata tra il positivo e il normale.

Si sa però che “normale”, nella Madrid bianca, è un aggettivo visto poco di buon occhio. In questi giorni in cui si parla di Roma come della “piazza più difficile del mondo“, osservare ciò che succede nel regno dove “galattico” è lo standard minimo richiesto costantemente, è interessante e suscita spunti di riflessione.

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