L'Equipe boccia Ancelotti

di Redazione, @forzaroma

(gazzetta.it) La prima stoccata è arrivata lunedì, dopo il 2-1 a Lilla: “Il Psg non merita lo scudetto”.

Un breve commento post partita per spiegare che anche se magari il Psg alla fine sarà campione di Francia, “nel corso di tutta la stagione il club della capitale ha mostrato una povertà collettiva ricorrente e da qualche settimana una reale fragilità mentale”. Oggi, il quotidiano, l’unico, sportivo francese, tramite la firma di Damien Degorre, specialista del Psg da quasi dieci anni, spara dritto su Ancelotti e il suo “effetto retrò”.

n pratica, Ancelotti non fa meglio di Kombouaré, ma forse pure peggio (peggio nel gioco e a livello classifica). Sul piano statistico, infatti, il Psg del girone di ritorno arriverà al massimo a 39 punti, contro i 40 di Kombouaré, ma è soprattutto l’assenza di gioco a indisporre l’Equipe: “La squadra di Ancelotti non ha mai mostrato fluidità per 90? e il difetto della prima parte di stagione si riproduce come un calco sulla seconda”. Per l’Equipe non c’è neanche una vera differenza a livello di animazione offensiva: “La relazione tra Pastore e Nené è inesistente, Gameiro non si fa mai trovare e Menez si distingue solo per le sue prestazioni individuali”.

E pure da un punto di vista difensivo il Psg “è meno solido” perché “a forza di moltiplicare gli esperimenti in difesa centrale, Ancelotti non ha contribuito alla serenità del reparto. Ancelotti esita, prova, barcola nel buio, in quattro mesi ha provato sei cerniere centrali diverse e forse anche per questo Sirigu ha perso in efficacia”. E quando la difesa tiene, è destabilizzata dai cambi di Ancelotti, come a Nancy e soprattutto ad Auxerre. Infine, sotto accusa finisce anche il rapporto con Pastore che gioca anche quando non è efficace dando l’impressione che “sia guidato da motivazioni più politiche che sportive”, per via dei 43 milioni spesi per comprare l’argentino.

Quando invece, Sakho e Gameiro sono finiti in panchina proprio perché non performanti in campo. E per l’Equipe invece è il chiaro segno che non c’è parità di trattamento in spogliatoio. Magari stasera, con una vittoria sul St Etienne e il Montpellier di nuovo a tre punti, quindi a portata scudetto, tutto questo diventerà totalmente retrò.

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