L'ad bianconero: "Grande delusione. Dovremo fare qualche cessione in più, ma non ci indeboliremo e il progetto resta lo stesso, vincere". Poi spiega l'ingresso nel settlement agreement
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Beffa atroce per la Juve, che dopo essere stata a un passo dalla Champions l'ha vista sfumare nelle ultime settimane, soprattutto per la battuta d'arresto in casa col Verona e il ko con la Fiorentina, a vantaggio anche della Roma. A pochi giorni dalla chiusura della stagione, l'ad Damien Comolli ha parlato alla stampa per fare un bilancio di questa annata e chiarire alcune questioni relative al futuro, compreso l'ingresso nel settlement agreement e le discussioni con la Uefa. "Per noi, per la Juventus e per la maggior parte dei nostri tifosi, questa stagione è stata una grande delusione. Sapevamo che ci sarebbero state difficoltà, ma non ci aspettavamo di trovarci in una situazione in cui non saremmo riusciti a vincere certe partite, senza mancare di rispetto agli avversari. Il lavoro fatto in questa stagione rappresenta una base per il futuro, ma allo stesso tempo non possiamo nasconderci dietro questo: sul campo abbiamo fallito. Non parlo solo per me. Se sentite Luciano dire che non dorme, vi dico che probabilmente nessuno di noi ha dormito davvero nelle ultime due o tre settimane. È un dolore vero, quasi fisico. Mi sveglio con un dolore fisico, con un peso addosso per non essere riuscito a portare la squadra dove avremmo dovuto portarla. Non avevo mai provato una sensazione simile nella mia carriera".
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Sul futuro. "Esiste un piano: riportare la Juventus al successo, costruire una squadra che possa competere al livello più alto e per tutti i trofei. Questo non cambia. La nostra ambizione non cambia. Dobbiamo forse affrontare le cose in modo diverso, dobbiamo adattarci un po', ma il pensiero, il progetto e l'ambizione restano gli stessi: mettere la squadra nelle condizioni di vincere. Non abbasseremo le nostre ambizioni perché non giocheremo la Champions League per una stagione. Continueremo a seguire le nostre ambizioni e il nostro piano. Potremo fare alcuni aggiustamenti, ma l'obiettivo finale resta lo stesso. È difficile entrare nei dettagli, ma in termini di aggiustamenti forse dovremo vendere un po' di più rispetto a quello che avevamo previsto. Non sarà una rivoluzione. Parlo di un giocatore in più, non di nomi specifici, ma di necessità finanziarie per far funzionare il progetto. Se dovremo vendere un giocatore, quel giocatore sarà sostituito da un altro dello stesso livello o di un livello superiore".
Spalletti ha detto che senza i ricavi della Champions League bisogna essere doppiamente bravi per costruire una squadra competitiva. Qual è la difficoltà? C'è anche il settlement agreement con la UEFA. Quest'anno dovrete fare player trading, vendere per poter comprare? E dopo il bilancio al 30 giugno può essere necessaria una ricapitalizzazione della società? "Non c'è bisogno di un aumento di capitale al 30 giugno. Va ricordato che noi chiudiamo i conti al 30 settembre, non al 30 giugno. Quindi non c'è necessità di un aumento di capitale. Per quanto riguarda la UEFA, nei nostri documenti finanziari abbiamo annunciato che stiamo negoziando un accordo. Abbiamo un dialogo aperto con la UEFA e una decisione arriverà entro il 30 giugno. La discussione è iniziata da alcune settimane e continuerà fino alla fine di giugno. Il funzionamento è questo: se entreremo in un accordo, ci saranno due conseguenze. La prima è una sanzione economica di base, una parte incondizionata e una parte condizionata. Se firmeremo l'accordo nelle prossime settimane, dovremo pagare una sanzione. Poi c'è un secondo livello, legato alle possibili sanzioni sportive. Per rispondere alla vostra domanda, si guarda alla lista A UEFA che viene presentata a inizio settembre. Se un giocatore esce, deve essere sostituito da un giocatore che abbia un costo compatibile. Quando parlo di costo, intendo il costo complessivo annuo del giocatore: ammortamento più salario. Non solo il cartellino e non solo lo stipendio. Per esempio: se il giocatore A costa 5 milioni all'anno, 2,5 milioni di ammortamento e 2,5 milioni di salario, e quel giocatore parte, allora il giocatore B che entra deve costare al massimo una cifra simile. Se costa 4,999 milioni, va bene. Questo è il modo in cui funziona. L'accordo con la UEFA si basa sulle stagioni 2022-23, 2023-24 e 2024-25. In questa stagione abbiamo avuto solo 21 giocatori in lista A a causa delle regole sui giocatori formati nel club e nella federazione, oltre ai giocatori in lista B. Si guardano i costi in entrata e in uscita. Non voglio però entrare troppo nel dettaglio sui numeri dei giocatori".
La situazione di break-even era prevista per il 2026-27 o per il 2027-28? "Pensiamo di essere in posizione per raggiungere il break-even, o essere molto vicini al break-even, nel 2026-27, anche considerando la mancata Champions League. Sicuramente pensiamo di arrivarci nel 2027-28. E non dimenticate una cosa: l'accordo che stiamo discutendo con la UEFA non ci lascia molta scelta. Anche se non volessimo, dobbiamo andare verso il break-even. Penso sia importante che la nostra comunità e i nostri tifosi capiscano il contesto. C'è stato un cambiamento delle regole UEFA qualche anno fa. Anche se avessimo un aumento di capitale da 200 o 300 milioni, non potremmo semplicemente spenderli sul mercato. È molto limitato ciò che un proprietario può immettere in un club che gioca competizioni europee. Questa è la realtà in cui dobbiamo vivere. Se vogliamo partecipare alle competizioni europee, dobbiamo rispettare le regole. Quindi non abbiamo scelta: dobbiamo andare verso il break-even".
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