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De Laurentiis: “Spalletti il migliore che ho avuto. Arbitri? Non c’è tutela”

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Il presidente del Napoli ha elogiato il tecnico toscano, soffermandosi anche sul tema arbitri e Var: "Tutti hanno diritto a un arbitraggio corretto, invece ognuno fa come gli pare"

Redazione

Il Napoli continua a volare, nonostante qualche difficoltà di formazione. Ieri il 3-2 sul Leicester che è valso il passaggio del turno, con gli inglesi retrocessi in Conference League. In campionato gli azzurri hanno perso qualche punto, ma sono lì anche grazie al lavoro di Luciano Spalletti:"La sua bravura, rispetto ad altri allenatori che ho avuto, è che lui fin dall'inizio sperimentava e faceva girare la rosa facendo giocare tutti. Alla fine uno si rende conto che quello che avevi comprato e che credevi farlocco in realtà era gagliardo e non avevi investito male il denaro. Spalletti è il miglior allenatore che ho avuto nella mia carriera da presidente", ha detto il patron del Napoli Aurelio De Laurentiis alla presentazione del libro del giornalista Valter De Maggio.

Sul sogno scudetto:"La vita è un sogno. Se tu a un certo punto aprissi gli occhi davanti alla cruda realtà soccomberesti. Non bisogna mai e poi mai smettere di sognare". Intanto il ricorso contro la squalifica di Spalletti è stato respinto: "Non c'è da commentare perché altrimenti il commento dovrebbe partire dalla notte dei tempi. E' inutile che commentiamo ciò che è sotto gli occhi di tutti. Non solo per il Napoli, ma per tutto il calcio italiano. Questo è un problema che supereremo solo quando la Lega sarà indipendente e potrà gestire lei gli arbitri, come avviene in Inghilterra. Tutti hanno diritto ad avere un arbitraggio corretto e tutti hanno diritto al ricorso della moviola in campo. Oggi invece una volta la vedono, una volta no, una volta a spizzichi e bocconi. Non c'è una tutela che sia garantista di un gioco corretto e rispettabile, ognuno fa come gli pare e questo non va bene".

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De Laurentiis, come riportato da 'tuttonapoli.net', ha parlato anche delle riforme nel calcio: "I giovani si annoiano perché il calcio evidentemente è diventato vecchio, va modificato. Questo quarto d'ora d'intervallo tra primo e secondo tempo non serve a nulla. Negli stadi va fatta prima una partita di 60' con le donne e poi una con gli uomini che possa essere interrotta e cambiare a iosa i giocatori. Questo innalzerebbe il livello dello spettacolo e tutti quanti giocherebbero. Europa? Così com'è concepita si è invecchiata, si è autoingessata. Porta via tante energie e non c'è compensazione paritetica dal punto di vista economico. Gli unici che si arricchiscono sono le istituzioni, leggi la UEFA. Non si capisce perché la UEFA non dovrebbe soltanto fare operazioni di segretariato generale. Noi abbiamo creato l'ECA, ma ora è diventata ostaggio dei qatarini. Ceferin è nelle braccia del presidente del PSG, è in adorazione di questo Qatar così forte, così potente, così splendente. E così ne fanno le spese tutti quelli che credono nell'industria del calcio".