Le sue parole: "Ho molto rispetto per le istituzioni e le forze pubbliche, ma nel mio caso nonostante le continue denunce nulla fu fatto"

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Andrea Carnevale, ex attaccante della Roma e attuale responsabile Osservatori dell'Udinese, è tornato a parlare della morte della madre. Il padre Gaetano il 25 settembre 1985 la uccise a colpi d'ascia nei pressi di un fiume tra Monte San Biagio e Fondi. Queste le sue parole riportate dall'Ansa: "Si poteva evitare? Io direi di sì. Solo che lo Stato ha fatto poco o nulla per evitarlo. Ho molto rispetto per le istituzioni e le forze pubbliche, ma nel mio caso nonostante le continue denunce nulla fu fatto. Quando andavo dai carabinieri per denunciare, loro mi rispondevano che se non avessero visto il sangue non potevano intervenire. I manuali scientifici e le statistiche - ha proseguito - oggi parlano di violenza assistita, di maltrattamento di tipo primario e ci dicono che i bambini vittime di queste torture, hanno più possibilità di non andare troppo lontano e di perdersi. Per me non è stato così. Io ce l'ho fatta. Ho trovato la forza e la capacità di rialzarmi e ripartire insieme ai miei fratelli e sorelle. Abbiamo fatto squadra, ci siamo aiutati e supportati. Forse questo è il gol più importante, quello dello scudetto della mia vita". 

Andrea-Carnevale

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