Calcioscommesse: dalla Germania alla Cina, quanti scandali

di finconsadmin

Quello delle scommesse nel calcio, e relative tentazioni di truccare le partite, non è certo un virus che ha attecchito solo in Italia. Scorrendo le cronache degli ultimi dieci ci si imbatte in numerosi casi (dalla Germania alla Cina, dal Portogallo alla Bulgaria), e la tendenza è aumentata con le scommesse online con inserimenti della malavita organizzata.

In Germania è rimasto celebre il caso che portò in carcere il 25enne arbitro berlinese Robert Hoyzer. Davanti ai giudici fa delle ammissioni di sue responsabilità in partite truccate della stagione 2003-2004 ed accusa altri direttori di gara. Le partite da lui dirette delle quali ammette la manipolazione sono quattro tra cui Paderborn-Amburgo di Coppa di Germania. Fa poi l’elenco anche delle partite ‘condizionatè da colleghi.

 

In Cina uno scandalo ‘esplodè due anni fa, con la scoperta di quattro ‘grandi burattinaì, Wang Xin, Wang Po, Ding Zhe e Yang Xu, che comprano arbitri e truccano partite per poi scommettere. In totale vengono arrestate 16 persone, ma ad essere toccati dalla vicenda sono anche sei giocatori della nazionale. Lo scandalo è relativo alle tre stagioni precedenti: la squadra A paga la squadra B per perdere; poi la squadra B si gioca i soldi sulla propria partita su siti di scommesse on line all’estero. La mente di tutto organizza le cose da Singapore, ed il sistema prevede arbitri compiacenti e serate allietate da prostitute.

 

In Cile lo scandalo scommesse è datato agosto 2006. Viene fuori che le puntate, e le operazioni per arrangiare le partite vengono gestite dalla mafia russa. A confessare è Miguel Nasur, presidente del Santiago Morning, squadra di serie A, i cui giocatori sarebbero stati contattati per perdere 3-0 contro l’Universidad Catolica: era pronta una busta con 20mila euro, ma la proposta viene respinta e l’Universidad vince solo per 1-0.

 

Uno scandalo, mai risolto del tutto, c’è anche nella Premiership inglese: un ex calciatore secondo la stampa riesce a truccare una partita in cambio di 65 mila euro per saldare un debito di gioco contratto con un bookmaker. Del giocatore non viene rivelata l’identità, si sa solo che si sarebbe fatto espellere ed avrebbe convinto tre compagni di squadra a farsi ammonire. La partita in questione, disputata in uno delle ultime due stagioni, si è conclusa con la sconfitta della squadra «che doveva perdere».

 

Poi finiscono sotto inchiesta anche partite del campionato scozzese. In Portogallo c’è il caso della vicenda ‘Fischietti d’orò, nata in base ad intercettazioni telefoniche e con il Porto sospettato di aver ricevuto un trattamento di favore da parte degli arbitri a danno di Benfica e Sporting nel 2003-2004. I Dragoni vengono esclusi dalla Champions, lo scandalo porterà anche a degli arresti, poi però vengono riammessi ed alla fine il presidente Pinto da Costa viene prosciolto dall’accusa di aver corrotto arbitri offrendo denaro e prostitute. Ma nel 2008 la commissione disciplinare portoghese sospende 26 arbitri con le squalifiche che vanno da un anno a 9 anni e 4 mesi. A fine 2009 c’è invece un blitz in quattro nazioni (Gran Bretagna, Germania, Austria e Svizzera) con 15 arresti in Germania e 2 in Svizzera nell’ambito di una mega-inchiesta sul calcio-scommesse a livello europeo. 200 i match sotto indagine, tra cui 3 preliminari di Champions e 12 di Europa League, alcuni incontri degli Europei under 21 oltre a gare di 9 tornei europei (Germania, Belgio, Svizzera, Croazia, Slovenia, Turchia, Ungheria, Bosnia ed Austria).

 

Sotto tiro finisce anche l’Estonia. Nel febbraio scorso la federcalcio bulgara e quella estone chiedono all’Uefa di aprire un’indagine sull’amichevole finita 2-2, con quattro rigori: ci sarebbe stato un accordo tra scommettitori e calciatori. A rivelare l’ennesimo scandalo, stavolta nel calcio bulgaro, è WikiLeaks. Il dispaccio dal titolo «Il calcio bulgaro riceve un cartellino rosso per corruzione», inviato dall’ambasciata americana a Sofia, spiega come la maggior parte dei club siano di proprietà o controllati da uomini della mafia che si servono delle società per riciclare denaro sporco. «È accertato che i club di calcio bulgari sono controllati da figure della criminalità organizzata che utilizzano le squadre come un mezzo di legittimazione, di riciclaggio del denaro o di facili guadagni», si legge nel dossier. I club finiti nella mani della criminalità organizzata e al centro di inchieste su presunte ‘combinè sono Levski, Cska, Litex Lovetch, Slavia, Lokomotiv Sofia e Lokomotiv Plovdiv. Il rapporto rivela che tra i proprietari di queste squadre ci sarebbero un trafficante d’armi, un prestanome di un uomo d’affari russo e tre «feroci mafiosi». «Le accuse di partite truccate, scommesse clandestine, riciclaggio e il mancato pagamento delle tasse, avvelenano il campionato», è scritto nel rapporto.Viene aperta un’inchiesta sulla regolarità di otto partite, dopo la denuncia dell’Uefa su un sospetto giro di scommesse.

(Ansa)

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