Calcioscommesse, Criscito: “Io capro espiatorio”

di Redazione, @forzaroma

«Non ci sto a passare per capro espiatorio. L’esclusione dalla lista dei 23 per l’Europeo all’ultimo giorno ha fatto sì che fossi considerato il simbolo dello scandalo. Con un attimo di valutazione in più, sarebbe stato evidente che non c’entravo niente».

 

Così il calciatore Domenico Criscito in un’intervista a Repubblica, in cui afferma di aspettarsi «il proscioglimento pieno, possibilmente rapido». In merito al collega Bonucci, che risulta indagato ma che parteciperà agli Europei di calcio, «in Polonia dovevamo andare entrambi: l’avviso di garanzia non significa che sei colpevole. La mancata convocazione – sottolinea Criscito – può essere interpretata come un giudizio sommario di colpevolezza». Quanto alla Federazione, secondo cui l’esclusione del calciatore era inevitabile, «al posto della Figc avrei letto l’ordinanza», chiosa.

La foto incriminata, in cui il giocatore dello Zenit è ritratto insieme a Giuseppe Sculli, al pregiudicato bosniaco Safet Altic e ad alcuni capi ultrà, «risale a più di un anno fa ed era solo un incontro con i tifosi dopo il derby. Non sapevo chi fossero tutti i partecipanti», spiega Criscito, che dice «basta con le ipocrisie: gli ultrà hanno rapporti strettissimi con club e giocatori, e possono condizionare l’andamento delle partite, come in Genoa-Siena». Agli Europei «tiferò per i miei amici-compagni, anche se con una grande amarezza e tristezza dentro», prosegue il calciatore. «Ho lavorato una vita per conquistarmi questi palcoscenici e quest’anno a San Pietroburgo ho dato tutto me stesso per non perdere la Nazionale. Ma – conclude – non cerco vendette, nè colpevoli: solo giustizia».

(Ansa)

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