Atalanta, tifosi tirano sospiro di sollievo

di Redazione, @forzaroma

I due punti di penalizzazione patteggiati dall’Atalanta in apertura del secondo processo sportivo sul Calcioscommesse hanno fatto tirare un profondo sospiro di sollievo ai tifosi bergamaschi, già duramente provati dai sei punti di handicap inflitti l’anno scorso al club nerazzurro.

I due punti sono stati accolti come il male minore dalla città, che temeva di dover saldare un altro conto salatissimo alla giustizia sportiva. Se durante il primo processo l’Atalanta aveva puntato all’assoluzione, stavolta il collegio difensivo assoldato dal presidente Antonio Percassi ha cambiato strategia, cavandosela con una punizione minima proprio in virtù del patteggiamento. I sostenitori bergamaschi hanno condiviso la scelta, sollevati dal non dover affrontare un altro incubo. Si temeva un’altra stangata, invece è arrivata una bacchettata che sembra quasi irrilevante rispetto al macigno della stagione scorsa. Dunque si deve per forza fare buon viso a cattivo gioco. Il pensiero generale è che adesso, scongiurata un’ulteriore mazzata, si potrà finalmente voltare pagina e gettare le basi per costruire una squadra ambiziosa, che possa magari lottare per l’Europa League. Sui siti dei tifosi non si nasconde tuttavia il rammarico per un’altra punizione considerata in linea di principio ingiusta, perchè i più ritengono che l’Atalanta non dovesse nuovamente pagare per le colpe attribuite a Cristiano Doni. I tifosi puntano il dito contro l’ex idolo e capitano, invitato, senza troppi complimenti, ad andarsene da Bergamo. Nessuno si straccia le vesti per i due anni di squalifica: dopo averlo difeso quasi oltre l’evidenza dei fatti, adesso tutti lo hanno scaricato. «Se avessimo patteggiato l’anno scorso ne saremmo usciti in modo meno malconcio. Colpa di Doni, che non ha ammesso» scrive un tifoso atalantino. «Ora però pensiamo al futuro senza nubi e senza spade di Damocle sulla testa», lo rincuora un altro. Altri riflettono sul principio di responsabilità oggettiva: «Queste penalizzazioni sono frutto di una regola che andrebbe revisionata ed adeguata ai giorni nostri… purtroppo oggettivamente siamo colpevoli, perciò accontentiamoci». Il popolo atalantino chiede però che a questo punto la giustizia sportiva sia «uguale per tutti», con chiaro riferimento ai recentissimi sviluppi riguardanti gli illeciti commessi in Serie A. (ANSA).

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