Zemanlandia, fabbrica di gol

di Redazione, @forzaroma

(di Alessio Nardo) Il quesito è vivo ormai da settimane: questa è o non è una Roma zemaniana? Il 4-2 scintillante alla Fiorentina di sabato sera sembra aver fornito le attese risposte. Se il 4-3-3 non è più granitico come un tempo (con Totti spesso posizionato nel ruolo di trequartista, a supporto delle punte), l’atteggiamento di squadra, votato al pressing e alle ripartenze in blocco, sta pian piano iniziando a soddisfare le esigenze del boemo.

 

Nel match stravinto contro i viola abbiamo assistito a novanta minuti di pura Zemanlandia. Squadra mai statica, sempre pronta ad aggredire palla e spazio, tuffandosi nell’azione offensiva con punte e centrocampisti. Pallegol a grappoli, quattro reti che potevano esser almeno il doppio. C’è un semplice dato di fatto che testimonia l’efficacia del calcio offensivo praticato dai giallorossi: i 35 gol segnati (due in più della Juve capolista), miglior attacco della Serie A, con una gara in meno rispetto alle avversarie (la famosa trasferta “fantasma” di Cagliari). Cifre che fanno a pugni con il rendimento difensivo: 26 gol subiti, peggior difesa tra le prime dieci della classifica e quartultima in generale. Ma anche questo è un elemento costante e ricorrente nelle squadre di Zeman. L’attuale Roma, sul piano realizzativo, sta facendo meglio rispetto alla prima era del boemo. Nel 1997-1998, i gol segnati dopo quindici partite furono 25 (ben dieci in meno). 30 nella stagione successiva, 1998-1999. Nel campionato in corso, inoltre, i giallorossi sono sempre andati a segno. Fece lo stesso la Roma spallettiana, nel 2007-2008, trovando ininterrottamente la via della rete nelle prime quindici giornate, fermandosi però alla sedicesima (0-0 in casa del Torino).

 

27 i gol su azione, 8 direttamente o indirettamente da calcio piazzato.Ventisette marcature sono arrivate dal reparto d’attacco, sette dal centrocampo, una dalla difesa. Tutti e cinque gli attaccanti utilizzati da Zeman in questa stagione sono andati a segno, e i quattro titolari hanno realizzato almeno una doppietta a testa. Lamela e Osvaldo comandano la graduatoria dei goleador stagionali con 8 centri. Dato rilevante se si considera che il Coco ha già ampiamente fatto meglio rispetto allo scorso anno (sei gol complessivi) e che l’italoargentino, con Luis Enrique, ne aveva realizzati 11 nell’intera stagione. Francesco Totti è a quota sei reti, tutte su azione: nel 2011-2012 si fermò ad otto (due su rigore), pur giocando, anche con Luis, da trequartista. Quattro i sigilli di Mattia Destro, un guizzo in soli 26′ per Nico Lopez. I centrocampisti più prolifici sono Florenzi e Pjanic con due reti a testa. A segno anche Marquinho (a Milano con l’Inter), Bradley (contro l’Atalanta) e Perrotta (a Siena). Gli unici, nel reparto centrale, a non aver ancora esultato sono Tachtsidis e De Rossi. Il solo difensore ad aver timbrato il cartellino è Leandro Castàn, proprio sabato sera con la Fiorentina. Non c’è da stupirsi: Zeman, preferendo lo sviluppo del gioco all’assidua ricerca del gol sul palla inattiva, non ha mai preteso (a torto o a ragione) un forte contributo realizzativo da parte dei difensori. Nel 1997-1998 Aldair realizzò tre reti, nella stagione successiva sia Pluto che il compagno di reparto Antonio Carlos Zago rimasero a secco.

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