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Zaniolo, dalle ombre mediatiche alle luci di San Siro: è l’ora del riscatto

Zaniolo, dalle ombre mediatiche alle luci di San Siro: è l’ora del riscatto - immagine 1

Nicolò è nell'occhio del ciclone dopo il rosso col Genoa. Ora sfida il suo passato per infrangere un tabù

Francesco Balzani

“Bene o male purché se ne parli”, dice un proverbio che utilizziamo soprattutto quando parlano male di noi per far finta di non pensarci. E’ quello che in molti stanno ripetendo a Nicolò Zaniolo in giorni di fuoco. Dalle voci insistenti su un suo passaggio alla Juventus alla perla incastonata contro il Genoa e poi gettata da Abisso fino all’espulsione e le polemiche televisive. “Va educato”, dice la Bertolini. E quindi un organo federale.  Sui social l’hashtag #zanioloeducato sta impazzando con tweet decisamente ironici. Un esempio: “Zaniolo al Pewex ha fatto passare avanti una signora che aveva una cosa solo da pagare”. Un modo per sdrammatizzare. 

 

Zaniolo, dalle ombre mediatiche alle luci di San Siro: è l’ora del riscatto- immagine 2

Il tabù Inter e quel rapporto con gli arbitri 

Lui incassa, e prepara l’ennesimo riscatto senza il peso di dosare le forza vista la squalifica in campionato. Quello che può arrivare domani in coppa Italia contro un passato che non l’ha voluto. La sfida all’Inter in quel San Siro che poteva essere suo arriva al momento giusto. Per la Roma e per lo stesso numero 22 che ancora non ha mai vinto contro i nerazzurri. Le statistiche sono chiare in 4 sfide: tre pareggi, 1 sconfitta (quella vergognosa di qualche mese fa) e zero gol per Nicolò contro i nerazzurri. Nessun rimpianto, come canta Max Pezzali. E’ tempo di crearli. Anche nei confronti di chi in questi giorni sta attaccando di nuovo un ragazzo che in questo 2022 si gioca un Mondiale e tanto altro. Dopo il doppio crack alle ginocchia da lui ci si aspetta quello che molti altri in serie A non riescono a dare. Ma a far discutere è soprattutto il rapporto con gli arbitri. Con otto ammonizioni e due espulsioni Zaniolo è l’attaccante più sanzionato d’Italia (in cima alla classifica c’è il compagno Mancini). Qualche atteggiamento va senz’altro smorzato (così si vocifera pure in azzurro), ma nella conta ci sono cartellini sbandierati esageratamente come ha ricordato Mourinho citando nel post Roma-Genoa casi simili avvenuti e non sanzionati con Ibrahimovic, Lautaro o Bonucci. Sono tante le sfide di Nicolò, ma proprio in questi momenti bisogna fare la differenza come è accaduto anni fa a un certo Francesco Totti. A partire da San Siro, sotto quelle luci che fin qui lo hanno visto spesso in ombra.