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Vitesse, disordini e caos sugli spalti. Tifosi preoccupati: “Via le mele marce”

Getty Images

Nelle ultime settimane i sostenitori del Vitesse protagonisti in negativo negli stadi tra scontri, lancio di oggetti e fumogeni: alcuni hanno deciso di disertare la trasferta di Roma perché non a loro agio

Redazione

In Olanda c'è un problema di ordine pubblico relativo al calcio e ai tifosi. È un dato di fatto dopo che in queste ultime settimane si sono registrati episodi praticamente in ogni giornata di campionato e per ben due volte sono stati protagonisti anche i sostenitori del Vitesse, prossimi avversari della Roma in Conference League. Venerdì il match in casa contro lo Sparta è stato sospeso per il lancio di oggetti e fumogeni verso il portiere ospite, così come alcune settimane prima i tifosi del Vitesse si erano scontrati con quelli dell'Utrecht. Qualcosa di simile era accaduto anche contro l'Utrecht, match sospeso anche quello più di una volta per lo stesso motivo. La questione relativa all'ingresso negli impianti di materiale pirotecnico che viene fatto esplodere (o peggio lanciato verso il settore avversario) durante le partite sta diventando importante e frequente in tutti i campi. Durante la partita sospesa venerdì un fumogeno è stato fatto anche esplodere vicino a una telecamera di 'Espn', con il cameramancostretto a lasciare lo stadio. L'emittente ha deciso di togliere poi quel tipo telecamera anche in altri campi, come al 'De Kuip' dove è posizionata in mezzo ai tifosi. Per cui niente immagini sul fuorigioco. Un paradosso considerando che lo stesso Vitesse (che ha proprietario russo) aveva definito quel match 'di pace' in relazione alla guerra in Ucraina.

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Al momento la federcalcio olandese non vorrebbe chiudere le trasferte: “Il principio di base è e rimane che il 'buono' non deve pagare per colpa del 'male'. Optiamo per un approccio orientato alla persona. Ciò significa che gli autori saranno puniti e tutti i sostenitori che invece si comportano bene, ovvero il 99,9%, potranno continuare a godersi il proprio calcio e il proprio club in modo sicuro e piacevole", ha affermato un portavoce. La federazione ha poi commentato anche la decisione di 'Espn': deplorevole che si sia sentito obbligato a fare questa scelta. Ovviamente, gli operatori devono sentirsi al sicuro, in modo da poter svolgere normalmente il proprio lavoro. Ci incontreremo con tutte le parti coinvolte a breve termine per vedere come risolvere il problema il più rapidamente possibile". Un caos vero e proprio, una tendenza preoccupante di cui - come sottolineano anche diversi media olandesi - i tifosi del Vitesse sono tristemente simbolo.

Qualche settimana fa invece Bazoer, giocatore del club di Arnhem, era stato addirittura aggredito da uno degli sponsor del club nell'intervallo del match contro il PSV. "Questo è il periodo più preoccupante nella storia del club dall'addio di Karel Aalbers nel 2000", dicono alcuni. E l'associazione dei tifosi del Vitesse prende le distanze dagli ultimi fatti, con l'intenzione di fermare il comprotamento di "alcune mele marce. Che tifosi, giocatori, arbitri, steward, fotografi o cameraman non possano sentirsi al sicuro nel nostro stadio è del tutto inaccettabile". Lo scrittore Marcel van Roosmalen ha pubblicato questo messaggio su Twitter: "Sono cresciuto con il Vitesse e mi rammarico che l'immagine del nostro bellissimo club sia stata offuscata". Anche i tifosi storici - come si legge su 'gelderlander.nl' - sono preoccupati, contro lo Sparta ci sono stati anche degli scontri interni: "Sembravano più attenti a quello che succedeva tra di loro che della partita. E poi combattono tra loro". Altri ancora hanno deciso di rinunciare alla trasferta in casa della Roma, probabilmente l'evento dell'anno, perché "non a proprio agio con gli altri tifosi".