Villarreal-Roma, il web spagnolo: “Mica sono la Juve. Noi più forti, passiamo senza problemi”

Sedicesimi di Europa League e grande fiducia tra i tifosi del sottomarino giallo: “Difesa solida e buon collettivo, puntiamo alla finale”

di Mirko Porcari, @MirkoPorcari

Si lotta e si vince tutti insieme, sempre sperando in una grande impresa. La sintesi di un pensiero a forti tinte gialle è tutto qui, intriso di una fiducia spalmata tra la Liga e l’Europa League. “Siamo più forti della Roma, il turno lo passiamo noi“. Il web del Villarreal spinge a senso unico verso gli ottavi di finale, l’ostacolo giallorosso si manifesta come un doppio fastidio da archiviare per dare più gusto a una stagione complicata.

Abbiamo una difesa molto solida e un portiere fortissimo”. Impressioni che diventano numeri, in questa stagione la squadra sta mostrando una compattezza difensiva che nemmeno le big possono vantare: 15 gol subiti in 22 partite, tre in meno rispetto alle corazzate di Real e Barça, statistiche che ruotano intorno alla forma strepitosa di Sergio Asenjo. “È il portiere più forte del mondo”, c’è chi si sbilancia per descrivere le prestazioni dell’estremo difensore ma l’equilibrio e la fiducia passano soprattutto per le certezze tra i pali: “La Roma ha un buon attacco, Dzeko mi è sempre piaciuto, ma con questa difesa non si passa”.

Spalletti, i giallorossi e 180 minuti che dovrebbero suscitare un minimo di apprensione, ma per i supporters del “submarino amarillonon c’è spazio per il timore: “La Serie A è talmente scarsa che la potrei paragonare a uno dei tornei amatoriali del mio paese”. L’entrata è durissima e non lascia margine per interpretazioni alternative: il calcio italiano è considerato di una categoria inferiore, salvo poche eccezioni (“La Roma non è la Juventus, farebbero meglio a non sentirsi superiori a noi”) la visione d’insieme naviga nella mediocrità.

Sono anni che nelle coppe europee ci sono le squadre spagnole e spartirsi semifinali e finali, in Italia se le sognano queste cose”. Mentre una parte del discorso si allarga, alcuni provano a indirizzare l’analisi sul giovedì di coppa: “Qui in Spagna la Roma non si classificherebbe nemmeno per l’Europa League”, pensieri che si mescolano nel classico gioco delle figurine “Nainggolan, Salah, Dzeko, quanti palloni d’oro hanno vinto?”.

Lo scambio di impressioni tocca anche la figura dell’allenatore, dividendo chi lo considera perfetto per le ambizioni del club (“Ha creato un collettivo molto affiatato, abbiamo una buona squadra anche grazie a lui. E con il ritorno di Soldado possiamo puntare in alto”) e chi si affiderebbe a qualcun altro per fare il salto di qualità: “Con Escribá non si riesce a imporre un gioco spettacolare. Con Marcelino (il predecessore ndr) sarebbe tutta un’altra storia”.

Finale con chi, nell’entusiasmo generale, prova a smorzare i toni di una festa iniziata forse troppo presto: “Gradirei maggiore umiltà. La Roma è la seconda squadra del campionato italiano, ha gente che ammiro tantissimo come De Rossi e Totti, per questo dobbiamo affrontarla consapevoli di avere di fronte una delle migliori in Europa”.

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