Villar, ora l’ultimo step: con lui titolare la Roma non ha mai perso in un anno

Da gennaio lo spagnolo ha giocato sette partite dall’inizio: il bilancio dice sei vittorie e un pareggio

di Marco Prestisimone, @M_Prestisimone

È vero che nei match clou non ha mai giocato dall’inizio, ma nessuno – a Trigoria e nella tifoseria – può dire che Gonzalo Villar non sia cresciuto a vista d’occhio. A Fonseca farà poi piacere sapere che in quasi un anno a Roma, quando è partito titolare non è mai arrivata la sconfitta: il bilancio totale è di sette partite (cinque nel 2020-2021 più le due da gennaio nella passata stagione), con sei vittorie e un pareggio. Un ruolino che fa ben sperare per la partita di stasera contro lo Young Boys, visto che basterà un punto per garantirsi il primo posto nel girone.

Lo scorso anno è partito dal 1′ contro il Cagliari (vittoria 4-3 alla Sardegna Arena) e poi nel 3-1 a Torino nell’ultima giornata contro la Juventus. Quest’anno il conto è già a cinque: le quattro partite di Europa League (tre vittorie e il pareggio 0-0 col Cska Sofia) e quella in campionato col Parma (3-0 all’Olimpico).

LaPresse

Villar alla Pizarro: ora è sempre più protagonista

 

Quasi da subito si è scrollato di dosso il timore di passare dalla Serie B spagnola a un club prestigioso come la Roma. Kolarov voleva che lo chiamasse “signore”, a distanza di mesi è uno dei più spigliati anche in allenamento. Ai tifosi le sue movenze, con le dovute proporzioni, ricordano quelle di Pizarro. Ha imparato che il calcio in Italia non è solo possesso palla ma anche fase difensiva e per questo si è focalizzato molto sul lavoro fisico per migliorare in interdizione.

Lo spostamento in difesa di Cristante durante quest’emergenza e la “discesa” di Diawara hanno spalancato le porte a un ruolo di protagonista. Ormai dietro ai titolari Veretout e Pellegrini (che però non riesce a brillare come in passato) c’è lui e la dimostrazione è arrivata a Napoli quando ha preso il posto del francese infortunato. Con lo Young Boys toccherà ancora a lui: fino ad ora ha giocato quasi 500 minuti, stasera diventeranno quasi il doppio di quelli dell’anno scorso dal suo arrivo in Italia (311′). Se dovesse far bene ecco che potrebbe essere riproposto anche col Sassuolo, soprattutto se Veretout dovesse restare ancora fuori e l’emergenza in difesa fosse ancora attuale. Le gerarchie le ha già scalate e adesso gli manca l’ultimo step, quello di diventare sempre un potenziale titolare. I numeri sono dalla sua.

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