Velocità, talento e (tanta) personalità: ecco Justin Kluivert, la nuova perla della Roma

Figlio d’arte che gioca come fosse nessuno: i giallorossi rinforzano l’attacco mettendo in squadra un’ala moderna, forte nel dribbling e capace di spaccare in due le partite

di Valerio Salviani, @vale_salviani

Monchi cala il poker. Dopo Coric, Marcano e Cristante, la Roma mette mano anche all’attacco e si assicura Justin Kluivert. Dopo aver trovato l’accordo con il giocatore, i giallorossi hanno convinto anche l’Ajax con un assegno da 20 milioni di euro (+ bonus). Una cifra alta per un 19enne, ma l’idea forte che ciascuno di quei milioni sborsati ne sarà valso la pena. Justin è il terzo olandese nella rosa della Roma, il quinto della storia contando Stekelenburg ed Emanuelson (anche lui della squadra di Raiola come Kluivert).

ALA MODERNA – Nome da pop star che gli calza a pennello. Justin vive il calcio da protagonista assoluto. In campo non si nasconde, ma vuole la palla tra i piedi per inventare. Kluivert solo di nome, il nuovo acquisto della Roma non ha nulla del padre, ma è un’ala moderna: brevilineo, bravo con entrambi i piedi, veloce e forte nel dribbling. Un alter ego di Under, che ama giocare sulla fascia opposta (la sinistra), senza negarsi a spostamenti in caso di bisogno. In effetti Justin ha esordito nell’Ajax dei grandi proprio a destra, ma è a sinistra che ha dato il meglio di se in questa stagione. In Eredivisie quest’anno ha messo a segno 10 gol in 30 partite, compresa la tripletta al Roda Kerkrade dello scorso novembre (nessun 18enne dell’Ajax ci era più riuscito dall’81). Come detto, il dribbling è la sua arma migliore. Nello stretto è imprendibile, ama cambiare passo all’improvviso mentre lo vedi danzare sul pallone, come un serpente che ipnotizza prima di colpire. La caratteristica che però farà piacere a Di Francesco è la sua costante ricerca del centro partendo dall’esterno. L’impatto con la Serie A sarà complicato, ma il ragazzo ha le spalle larghe abbastanza per reggere l’urto.

“FIGLIO DI NESSUNO” – Predestinato nel nome, ma nessun regalo. Essere figlio di Patrick in Olanda è un’eredità pesante. I Kluivert giocano tutti a calcio. Justin però – terzo dei 4 – è l’unico ad avercela fatta. Quincy ha giocato una sola stagione nelle giovanili dell’Ajax e Ruben vivacchia tra i dilettanti. Poi c’è il piccolo Shane che firma contratti con la Nike a 9 anni, ma che ha ancora molta strada da fare. Mettici una mamma arrestata per riciclaggio di denaro sporco, e il quadro è completo. Una famiglia poco tradizionale, che ha prodotto un gioiello. Facile pensare alla scorciatoia del nome, ma in campo Justin li smentisce uno dopo l’altro. “Gioca come fosse il figlio di nessuno” ha scritto di lui la rivista ‘Voetbal International’. Scende in campo senza paura e con consapevolezza dei suoi mezzi. Forse anche troppa, tanto che a tenerlo a bada ci deve pensare papà. “Gli ricordo che ha solo 19 anni e se vuole giocare con Messi deve ancora fare tanti chilometri” ha raccontato Patrick. Giocherà al fianco di Dzeko, che non è Messi, ma uno degli attaccanti più forti d’Europa sì. Anche se quel blaugrana nel cuore sarà difficile farlo svanire. “Giocare al Barcellona è il mio sogno” ha dichiarato alla premiazione della NxGn (dove ha battuto Donnarumma). L’effetto Curva Sud può fargli cambiare idea.

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  1. paolopa - 3 anni fa

    Ho visto un filmato su un sito sportivo e devo dire molto bravo……..ma speriamo impari anche a passare la palla!!!

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