Una Roma indifesa: ecco le opzioni di Fonseca per il Benevento 

Gli infortuni di Cristante e Ibanez creano uno stato d’emergenza totale per il reparto arretrato: il tecnico deve ripensare la squadra, a partire dal modulo

di Iacopo Erba

Non c’è più nessuno a guardia della roccaforte. Il generale Fonseca è costretto, suo malgrado, a dover archiviare immediatamente il pensiero della vittoria europea della sua Roma per concentrarsi sulla conta dei feriti. “Sono preoccupato” ha ammesso il tecnico nel post-partita, e francamente non c’è proprio nulla di cui meravigliarsi. La lombalgia di Cristante e il risentimento al flessore di Ibanez hanno obbligato il tecnico a concludere la sfida con un solo centrale di ruolo, Mancini, affiancato nella linea a 3 da Karsdorp e Spinazzola. A calarsi nell’improbabile ruolo del quinto di destra è stato invece Veretout.

La celerità con cui sono state operate le sostituzioni ha lasciato intuire la linea che verrà adottata per la gestione delle problematiche fisiche. Nessun eroismo di sorta, considerati anche i guai muscolari di Smalling e Kumbulla che daranno nuovamente forfait nel weekend. Ora Fonseca dovrà però riprogettare il reparto arretrato.

Difesa che vince non si cambia: Cristante non sarà rischiato, può tornare Fazio

 

L’allenatore portoghese si fida dell’impalcatura della sua Roma e neanche di fronte alle avversità ha abbandonato il tanto caro 3-4-2-1, dal quale dovrebbe ripartire anche con il Benevento. L’insistenza del tecnico non è casuale: anche contro il Braga la spinta propulsiva degli esterni è stata determinante, soprattutto quella di Spinazzola che ha confezionato il suo 6° assist stagionale.

Sarebbe però l’italiano, più duttile e dinamico di Karsdorp, a scalare al fianco di Mancini, con Bruno Peres rispolverato a sinistra. E allora come risolvere il problema del terzo centrale? Cristante non sta bene ed è diffidato: se recupererà, si accomoderà in panchina. Si potrebbe allora rivedere almeno uno tra Fazio e Juan Jesus, epurati e da tempo non più nei piani tecnici della società: praticamente nulle le chances del brasiliano, si prenota l’argentino per un posto davanti a Pau Lopez.

LaPresse

Ritorno al passato con la linea a 4: preoccupano gli equilibri e la poca propensione degli esterni

 

Torna attuale anche la possibilità di riadottare la difesa a 4. A far propendere il tecnico per questa soluzione potrebbe essere anche l’ottima prestazione di un rinato Diawara, apparso ieri in buone condizioni. Si oscillerebbe, in questo caso, tra due opzioni: un inedito 4-3-2-1, con il guineano e Veretout a guardia del vertice basso Villar, oppure un classico 4-2-3-1 con Pedro e Mkhitaryan esterni e Pellegrini nel ruolo di trequartista puro.

Nessun dubbio sugli interpreti in difesa, in questo caso: Karsdorp e Spinazzola ad agire da terzini, Mancini e Fazio al centro. Uno schieramento che andrebbe, però, a rompere la buona continuità trovata dalla Roma nelle recenti sfide (0 i gol subiti nelle ultime due gare dopo settimane piuttosto complesse). La difesa a 4 non premia inoltre le caratteristiche degli esterni giallorossi, abituati a sentirsi liberi di offendere senza troppo badare al ripiegamento. Al momento il cambio di modulo resta a tutti gli effetti il piano B, magari a partita in corso. Fonseca riflette, senza perdere di vista l’obiettivo: con il Benevento la Roma, anche indifesa, è costretta a centrare i 3 punti.

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