Gli infortuni di Cristante e Ibanez creano uno stato d’emergenza totale per il reparto arretrato: il tecnico deve ripensare la squadra, a partire dal modulo

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VIDEO - Fonseca: "Ottimo rapporto con Petrachi, ma ho scelto io la difesa a 3"

Non c’è più nessuno a guardia della roccaforte. Il generale Fonseca è costretto, suo malgrado, a dover archiviare immediatamente il pensiero della vittoria europea della sua Roma per concentrarsi sulla conta dei feriti. “Sono preoccupato” ha ammesso il tecnico nel post-partita, e francamente non c’è proprio nulla di cui meravigliarsi. La lombalgia di Cristante e il risentimento al flessore di Ibanez hanno obbligato il tecnico a concludere la sfida con un solo centrale di ruolo, Mancini, affiancato nella linea a 3 da Karsdorp e Spinazzola. A calarsi nell’improbabile ruolo del quinto di destra è stato invece Veretout.

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La celerità con cui sono state operate le sostituzioni ha lasciato intuire la linea che verrà adottata per la gestione delle problematiche fisiche. Nessun eroismo di sorta, considerati anche i guai muscolari di Smalling e Kumbulla che daranno nuovamente forfait nel weekend. Ora Fonseca dovrà però riprogettare il reparto arretrato.

Difesa che vince non si cambia: Cristante non sarà rischiato, può tornare Fazio

L'allenatore portoghese si fida dell’impalcatura della sua Roma e neanche di fronte alle avversità ha abbandonato il tanto caro 3-4-2-1, dal quale dovrebbe ripartire anche con il Benevento. L’insistenza del tecnico non è casuale: anche contro il Braga la spinta propulsiva degli esterni è stata determinante, soprattutto quella di Spinazzola che ha confezionato il suo 6° assist stagionale.

Sarebbe però l’italiano, più duttile e dinamico di Karsdorp, a scalare al fianco di Mancini, con Bruno Peres rispolverato a sinistra. E allora come risolvere il problema del terzo centrale? Cristante non sta bene ed è diffidato: se recupererà, si accomoderà in panchina. Si potrebbe allora rivedere almeno uno tra Fazio e Juan Jesus, epurati e da tempo non più nei piani tecnici della società: praticamente nulle le chances del brasiliano, si prenota l’argentino per un posto davanti a Pau Lopez.

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LaPresse

Ritorno al passato con la linea a 4: preoccupano gli equilibri e la poca propensione degli esterni

Torna attuale anche la possibilità di riadottare la difesa a 4. A far propendere il tecnico per questa soluzione potrebbe essere anche l’ottima prestazione di un rinato Diawara, apparso ieri in buone condizioni. Si oscillerebbe, in questo caso, tra due opzioni: un inedito 4-3-2-1, con il guineano e Veretout a guardia del vertice basso Villar, oppure un classico 4-2-3-1 con Pedro e Mkhitaryan esterni e Pellegrini nel ruolo di trequartista puro.

Nessun dubbio sugli interpreti in difesa, in questo caso: Karsdorp e Spinazzola ad agire da terzini, Mancini e Fazio al centro. Uno schieramento che andrebbe, però, a rompere la buona continuità trovata dalla Roma nelle recenti sfide (0 i gol subiti nelle ultime due gare dopo settimane piuttosto complesse). La difesa a 4 non premia inoltre le caratteristiche degli esterni giallorossi, abituati a sentirsi liberi di offendere senza troppo badare al ripiegamento. Al momento il cambio di modulo resta a tutti gli effetti il piano B, magari a partita in corso. Fonseca riflette, senza perdere di vista l’obiettivo: con il Benevento la Roma, anche indifesa, è costretta a centrare i 3 punti.

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