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Un pomeriggio da romanisti fracichi

LaPresse

La Roma si è riscoperta squadra e l’Olimpico si è riscoperto Olimpico. Con la Curva Sud che ha trascinato se stessa, i giocatori e poi tutti gli altri

Massimo Limiti

Se stavi troppo zitto RobertoVenturelli, a Roma ora e sempre Il Coca Cola, s’incazzava. E pure di brutto. Gli sarebbe piaciuta tanto la Curva Sud di ieri. Anzi, gli sarebbe piaciuto tanto tutto lo stadio Olimpico. E non solo perché è stato ricordato, soprattutto con i cori che hanno scandito la vita sua e della Roma. Al Coca Cola lo stadio di Roma-Udinese sarebbe piaciuto perché ha spinto il pallone in rete come e quanto il piede di Dzeko. Ranieri aveva chiesto aiuto ai tifosi, il colpo d’occhio era quello che era (su 35mila persone ufficiali in realtà ce ne erano 29mila), il primo tempo vabbè, lasciamo stare...Eppure, sotto il diluvio, la Roma si è riscoperta squadra e l’Olimpico si è riscoperto Olimpico. Con la Curva Sud che ha trascinato se stessa, i giocatori e poi tutti gli altri, come se in palio - ricordiamolo sempre - non ci fosse stato soltanto il quarto posto, ma qualcosa di più. Il boato al gol di Dzeko ha ricordato quello al gol di Manolas contro il Barcellona, un anno fa (senza voler essere blasfemi, si parla di sentimenti) ma, soprattutto, ha ricordato il boato al gol di Toni contro l’Inter del 27 marzo 2010. C’era sempre Ranieri in panchina (e non può essere un caso, perché ieri come oggi ha ricompattato una Roma a pezzi) , è stata una delle ultime partite del Coca Cola, che se n’è andato pochi giorni più tardi, il 10 aprile dello stesso anno. Lui ha rappresentato il Commando Ultrà e ha rappresentato un tifo che oggi, spesso, è soltanto un ricordo. Ieri, però, sembrava di essere ritornati negli Anni '80 e sembrava di rivederlo lì, col megafono, neppure troppo incazzato. Perché la gente cantava. E cantava tanto. Romanisti fracichi, dal primo all’ultimo. E mica solo perché pioveva.