Un anno di Bojan: tra illusioni, speranze e delusioni

di Redazione, @forzaroma

(di Luca Parmigiani) Finisce dopo appena una stagione l’avventura di Bojan Krkic alla Roma. La partenza dello spagnolo è stata molto traumatica, sia perché avvenuta in tempi rapidi (tutto si è concluso nella giornata di ieri) sia perché ha lasciato pesanti strascichi di polemiche tra la tifoseria giallorossa, delusa di veder l’ex Barca sbarcare a Milano.

 

Il folletto era arrivato a Roma lo scorso anno con una formula di trasferimento alquanto originale: acquistato dal Barcellona per 12 milioni di euro, gli azulgrana avevano il diritto di riscattarlo nel 2012 per 17 milioni di euro, riscatto che sarebbe divenuto obbligatorio nel 2013 per una cifra pari a 13 milioni di euro. Qualora la Roma avesse voluto (ri)comprare Bojan, avrebbe dovuto sborsare altri 28 milioni di euro, per un totale quindi di 40 milioni di euro.

 

Questa formula di trasferimento fu voluta dalla società catalana per tutelare un prodotto cresciuto nel vivaio (Bojan è stato il marcatore più prolifico nella storia della cantera) e valorizzare allo stesso tempo il giocatore che al Camp Nou avrebbe avuto poco spazio.

Bojan arrivò a Trigoria come il pupillo di Luis Enrique, ex allenatore del Barca B, e proprio il numero 14 giallorosso (numero di maglia scelto in onore del grande Cruijff) fu il perno insostituibile dell’attacco nelle prime due uscite della Roma ispanico-americana. Il preliminare di Europa League contro lo Slovan Bratislava vide infatti il ragazzo della cantera titolare inamovibile del tridente giallorosso anche se i risultati non furono al pari delle aspettative: zero gol in 180’ ed eliminazione in un Olimpico che fischiò pesantemente Luis Enrique che nel momento topico della partita di ritorno sostituì Totti con Okaka. Un cambio che segnò per tutta la stagione il percorso di Lucho nella Capitale.

 

Da quel momento Bojan perse il posto da titolare e anche Luis Enrique, che tanto aveva caldeggiato il suo acquisto, gli preferì altri giocatori, come Borini, che disputerà un’ottima annata, soprattutto da gennaio in poi (10 gol per l’azzurro), fino ad arrivare alla clamorosa esclusione nel recupero di Catania-Roma (8 febbraio 2012). Nel match contro gli etnei, sospeso per pioggia, Bojan venne scavalcato nelle gerarchie anche dal giovane Piscitella.

Bojan concluse la stagione con sette gol all’attivo, realizzati in 33 partite giocate, di cui meno della metà da titolare. La prima rete la realizzò all’Olimpico contro l’Atalanta e l’ultimo nella gara conclusiva del campionato, contro il Cesena al Manuzzi. In mezzo la stupenda rete confezionata contro l’Inter: pallone nascosto a tre avversari nerazzurri e depositato alle spalle di Julio Cesar.

La stagione 2012/13 inizia con il cambio d’allenatore: via Luis Enrique, arriva Zeman. In tantissimi sono pronti a puntare sul folletto catalano: d’altronde si sa che il Boemo esalta gli attaccanti e le caratteristiche di Bojan sembrano perfette per gli schemi di Zeman. Bojan ci mette tanto impegno sin dal ritiro di Riscone di Brunico anche se deve fermarsi per alcuni guai muscolari. Domenica scorsa inizia il campionato e lo spagnolo non entra neanche per un minuto, c’è chi dice per problemi fisici chi invece perché c’era all’orizzonte il trasferimento. Ieri il triste epilogo. Buona fortuna, folletto!

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