Ultime luci a San Siro

Domenica, contro il Milan, l’ultima volta di Totti alla Scala del calcio, stadio dove nel corso della carriera ha sempre imposto la sua magia

di Valerio Salviani, @vale_salviani

“Milano scusa, stavo scherzando. Luci a San Siro non ne accenderanno più”. O forse sì, forse ne accenderanno ancora, ma sarà difficile, anche alla Scala del calcio, trovare una luce come quella di Francesco Totti. E non è uno scherzo: 48 ore, poi il capitano della Roma giocherà (giocherà?) per l’ultima volta in uno degli stadi più importanti del mondo. Contro una squadra, il Milan, che lo avrebbe sempre voluto: Berlusconi, padre, era pronto a fargli ponti d’oro con tanto di aereo privato ogni volta che avesse voluto tornare a Roma; Berlusconi, figlio, voleva metterci in mezzo anche la tv, forte di un’amicizia personale che coinvolge anche le mogli Ilary e Silvia. Totti ha sempre apprezzato ma pure declinato, e alla fine Silvio si è arreso: “Le bandiere non si toccano”. Nemmeno Totti. Soprattutto, Totti. Così, dopo quello che è stato il suo ultimo e triste derby, domenica, per l’ultima volta contro i rossoneri, la Scala del calcio gli aprirà le porte, con la malinconia che accompagna chi, in un modo o nell’altro, a San Siro ha lasciato il segno.

MAGIA INDELEBILE – E mentre la Roma cercherà di ripartire, Totti dalla panchina assisterà in silenzio aspettando il suo momento. E magari ripenserà ai suoi 14 gol segnati sul quel campo (stadio dove ha segnato di più lontano dall’Olimpico), in tempi che oggi sembrano lontanissimi. Ripenserà alla doppietta nella finale di Coppa Italia con il Milan, con due punizioni da autore, che non bastarono a rimontare la sconfitta dell’andata. Ripenserà ad un altra doppietta, stavolta vincente, dove gelò i rossoneri mostrando il suo repertorio al completo prima con una mezza rovesciata e poi con un colpo di testa dopo un’azione magistrale. Ripenserà ancora a quell’Inter-Roma che di fatto fu decisivo per i nerazzurri sulla vittoria dello scudetto, quando al suo gol rispose Zanetti a 2 minuti dalla fine e che fu “macchiato” dalla contestata espulsione di Mexes che fece parlare Totti di “aiutone”. Uno stadio che ha saputo riconoscere la grandezza di Totti dopo il clamoroso pallonetto a Julio Cesar (“Il gol più bello che ho mai subìto” dirà il portiere), o dopo la doppietta, questa più recente, nello 0-3 della prima Roma di Garcia. Ma che lo ha anche schernito dopo un rigore sbagliato, che avrebbe regalato alla Roma la Supercoppa italiana. E poi assist, tacchi, invenzioni. Tutto ciò che è Totti, che nella Scala non è mai stato dietro le quinte, ma sempre attore protagonista.

SCELTE DI VITA – Domenica andrà in scena l’ultimo atto di una storia bellissima, iniziata quando era ragazzino. E quando, ragazzino, fu mamma Fiorella a dire no per la prima volta al Milan, come poi avrebbe fatto il figlio. Il re di Roma sarà a San Siro per l’ultima volta. La speranza è assistere ad un finale da opera: giù il sipario, si spengono le luci, standing ovation.

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