Tumminello: “Voglio lo scudetto. La prima squadra mi ha trasmesso mentalità”

Il bomber della Primavera ha da poco firmato il rinnovo con i giallorossi fino al 2022

di Redazione, @forzaroma

Dopo la bella vittoria con il Sassuolo, la Roma Primavera prosegue il suo cammino verso le final eight del campionato di categoria. Tra i protagonisti della stagione c’è sicuramente Marco Tumminello, che da poco si è legato ai colori giallorossi con un contratto fino al 2022. Il giovane attaccante è stato intervistato dall’emittente della società, Roma Tv. Queste le sue parole:

Fondamentale avere la concentrazione giusta nelle partite da dentro o fuori come quella col Sassuolo.
Gli ultimi mesi siamo calati fisicamente e mentalmente ma non ci siamo mai disuniti. Domenica abbiamo dimostrato che siamo un gruppo che può puntare sempre in alto.

Obiettivo concreto quello di conquistare il secondo scudetto consecutivo.
Nell’anno solare abbiamo vinto già 3 titoli: lo scudetto, la Supercoppa e la Coppa Italia. Ora puntiamo allo scudetto di quest’anno. Sicuramente era meglio arrivarci senza passare dai Playoff, ma ci siamo resi conto che non è bastato dare il meglio di noi.

Gara dominata con il Sassuolo. Mancava il tuo gol da un po’, è stato importante sbloccarsi.
Tornare al gol è sempre bello, ma l’importante è aiutare la squadra e vincere.

L’esultanza rabbiosa sul 4-1 ha mostrato che tu vivi per gol.
Assolutamente, cerchi sempre di buttarla dentro, ti dici che devi segnare e quando ci riesci è una grande cosa.

C’è una partita di quest’anno che rigiocheresti?
Roma-Monaco, la delusione peggiore di quest’anno. Non eravamo noi, nel secondo tempo non siamo rientrati con la testa giusta.

Succede spesso che ci mettete un po’ a carburare.
Ci diciamo sempre che non dobbiamo prendere gol ogni volta, ci carichiamo e poi…

Ora il Genoa, un’altra squadra che conoscete bene. Partite favoriti.
Giocare in casa è un fattore a nostro favore, ma in casa abbiamo comunque sbagliato spesso come con l’Atalanta. Le altre squadre contro di noi danno il massimo, noi cercheremo comunque di vincere.

L’Entella ha subito il contraccolpo dopo la sconfitta con voi in Coppa Italia.
Si è visto nella partita dopo quando ha pareggiato con il Genoa. La loro mancanza sono stati Di Paula e Carvalho. Per loro era comunque un derby e puoi anche perderle.

Nelle altre qualificate chi temete di più?
Dico l’Atalanta, che è la squadra che ci ha dato maggior difficoltà. Noi dobbiamo svegliarci e dare il tutto per tutto nelle partite che restano.

Che partita sarà con il Genoa.
Molto bella ed emozionante. Daremo tutto sin dal primo minuto.

Come ti spieghi il fatto che la Roma sia arrivata quarta?
Brucia vedere l’Inter al nostro posto, dopo averli battuti sempre. Paghiamo i nostri passi falsi.

Hai contato i gol fatti da quando sei alla Roma?
Quest’anno una trentina, probabilmente oltre sessanta.

Se doveste battere il Genoa si potrebbero incontrare la Juventus o la Lazio.
Tutte e due difficili, ma meglio incontrare la Lazio. La Juventus è più forte, la Lazio è meno forte rispetto agli anni scorsi e il 5 a 0 che gli abbiamo rifilato in stagione parla da solo.

Dopo aver saltato quella dell’anno scorso, quanta voglia hai di fare una Finale?
L’anno scorso è stata la prima Finale che ho saltato per una squalifica. La Finale sarebbe un sogno che mi porto da bambino, spero di arrivarci e di giocarla.

Con Soleri c’è una grande intesa.
Con ogni assist che ci facciamo ci sono dei soldi in ballo che ognuno da all’altro (ride ndR). Ci troviamo benissimo, sono 3 anni che giochiamo insieme, ci conosciamo a memoria.

Come ricordi l’arrivo a Roma? Soffrivi a non giocare?
Molto, vedere i compagni in campo mi faceva stare male, però al convitto stavo con gli amici e questo mi aiutava.

Da piccolo pensavi di poter raggiungere certi obiettivi?
Anche se siamo arrivati quarti quello che abbiamo vinto dimostra che la Roma è sul tetto d’Italia. Cosa dobbiamo fare di più?

Come è nata l’esultanza con De Santis?
Ce la siamo inventata perché lui è matto e gli piace fare queste cose.

Il tuo rapporto con Pinamonti?
Siamo amici sin dalla prima convocazione in Nazionale. Abbiamo legato subito.

Quanto cresci con la prima squadra?
Mi fanno crescere loro soprattutto a livello mentale. Con la forza che mettono negli allenamenti è come se si aiutassero da soli.

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