Le parole del tecnico alla vigilia: "Allenatore e direttore sportivo devono lavorare assolutamente insieme, questo gruppo è valido e lo dimostrano i risultati"

Vigilia di campionato per la Roma che sfiderà il Parma, gara valida per la 36esima giornata di Serie A. L'obiettivo quarto posto è più vivo che mai ma i giallorossi non possono permettersi passi falsi. Pochi i dubbi di formazione per l'allenatore che schiererà lo stesso undici che ha battuto la Fiorentina. In forte dubbio El Shaarawy, mentre non ci saranno Dovbyk, Zaragoza e Pellegrini.

Gasperini AS Roma Press Conference

GASPERINI IN CONFERENZA STAMPA

Sul presente le risposte ci sono state, con grande reattività: sul futuro ha riscontrato qualche novità? "Il primo binario è quello che conta, il presente. Domani siamo a Parma, a tre giornate dalla fine. Ogni partita per noi è decisiva e la concentrazione massima per noi è su quello. Sul resto sono situazioni legate a quello che la società vuole fare e intraprendere, bisogna rivolgersi principalmente a loro. Se siamo in ritardo? Non lo so, non mi sembra che nessuno viaggi così. In questo momento sono tutti impegnati in campionato, poi dopo magari le cose si evolvono velocemente".

Questa rosa, per essere competitiva, di quante pedine avrebbe bisogno? "Che questo sia un gruppo valido lo dimostrano i risultati di quest'anno e la reazione che hanno sempre avuto, in tutte queste 35 giornate. Già dall'inizio, anche nei momenti di difficoltà, la squadra ha sempre reagito e fatto buoni risultati, restando in una posizione alta di classifica. Ciò che succederà quest'estate si vedrà. Sono sempre dell'idea che bisogna migliorarsi e cercare di mettere elementi che possano portare un valore aggiunto e aiutare a crescere la squadra. Questo è il mio principio".

C'è il rischio di un ridimensionamento senza la Champions? "La Champions porta più risorse, tutti vogliono arrivare in Champions solo ed esclusivamente per quel motivo lì. Fino a qualche tempo fa del quarto posto non fregava a nessuno, ora è diventato fantastico come il terzo e il secondo posto. Se hai più risorse economiche hai più possibilità di operare sul mercato, ma non è l'unica cosa. Il mondo è pieno di società che sanno operare sul mercato anche in assenza di risorse così importanti".

A che punto è il casting ds? I Friedkin la stanno coinvolgendo? "In questo momento siamo totalmente concentrati sul campionato e sulla partita di domani. Quelle che sono le varie ipotesi riguardano tante squadre e i casting si sprecano un po' da tutte le parti. In questo momento, almeno personalmente, sono concentrato sulla partita di domani".

A chi si riferiva quando ha detto di non volersi concentrare sulle idee 'degli altri'? Che cosa ne pensa del ruolo di manager all'inglese, in Italia? "Mi sono già espresso dicendo che allenatore e direttore sportivo devono lavorare assolutamente insieme e non ognuno per strade diverse, devono raccontarsi poche storie e parlare con grande sincerità per vedere quello che si può fare per il bene della società e della squadra. Con l'unico obiettivo di migliorare tecnicamente la propria squadra andando a ricercare quei giocatori con le caratteristiche necessarie all'allenatore per sviluppare il proprio gioco, compatibilmente alle esigenze che il direttore sportivo si ritrova. Li vedo come due ruoli molto legati e vicini, sia come idee di calcio sia come possibilità di potersi sostenere e aiutare l'uno con l'altro capendo le reciproche difficoltà. Il tutto con il solo obiettivo di migliorare la squadra. Continuo a dire che parliamo troppo poco di calcio, stiamo parlando di tante cose tranne che di calcio. Gli unici argomenti sono questi. Non è questione di contrastare, il mio modo di giocare mi ha parlato dei risultati e cerco di portare avanti i miei punti di forza, ricercando giocatori che possano aiutarmi a sviluppare il tipo di gioco che voglio fare".

Vuole puntare su Koné la prossima stagione? Lo ritiene incedibile? "Nel calcio moderno l'incedibile non esiste più da nessuna parte, forse nelle squadre top top top mondiali. La differenza la fa sempre l'aspetto economico. Di fronte a offerte irrinunciabili tutti, tolti pochissimi, sono rinunciabili. Ma queste offerte irrinunciabili sono pochissime e rarissime. Koné è un giocatore forte, mi piacerebbe averlo anche la prossima stagione. Spero continui a giocare per la Roma. Poi di fronte a un'offerta irrinunciabile forse ti può consentire di fare altre cose. Mi sembra un discorso che fila, e che vale per tutti".

Quanto c'è di vero nelle ultime notizie uscite? "Verissimo, infatti abbiamo rinnovato tutti i giocatori e preso tutti i direttori sportivi (ride, ndr). In questo momento sto lavorando solo ed esclusivamente sulla squadra, per vincere la partita di domani. Le altre questioni andranno discusse con la società, se sarò io coinvolto con la società. In questo momento la società è impegnatissima, quando riterrà opportuno accelererà su questo. Ma si muove. Probabilmente non è ancora il momento giusto".

Questa Roma perché dovrebbe andare in Champions League? "Leviamo il 'politico', per fortuna non c'entro niente ma ho sempre fatto sport che è trasversale. La Roma potrebbe andare in Champions League, ma la differenza è minima perché lo meritano anche le altre. La Roma è sempre stata lì per tutto il campionato, a battagliare e giocare con le altre squadre. Sono andate via Bologna, Lazio e Atalanta, è rimasto un po' il Como e poi noi, Juventus e Milan. Da parte nostra è stata una stagione molto soddisfacente da parte della squadra. Se andassimo in Champions sarebbe un risultato che ci darebbe grandissima soddisfazione".

Domani ha intenzione di schierare lo stesso undici proposto contro la Fiorentina? "Per me la Roma sta facendo bene, stiamo in un buon momento di fiducia anche tecnica. Ogni partita è diversa, incontriamo una squadra che ha fatto risultati importanti e che si è tolta molto bene dalla lotta per non retrocedere. E' una squadra tranquilla, ma abbiamo visto la scorsa settimana come il campionato italiano è per fortuna diventato bello fino all'ultima giornata e le squadre anche senza obiettivi giocano la partita. Si è visto il Verona già retrocesso fare punti a Torino, il Sassuolo battere il Milan. Domani per vincere col Parma dovremmo fare veramente bene".

Il 'se sarò coinvolto' di prima che cosa significa? "Non fermiamoci sulle parole, andiamo sul succo del discorso. Arriverà il momento in cui dovremmo essere veramente una squadra forte, dove c'è la convinzione da parte di tutti di quello che andremo a fare. Su questo non possiamo permetterci dubbi o incertezze".

E' soddisfatto delle ultime partite giocate da Soulé? "Ha fatto sicuramente bene, poi ha avuto questo periodo molto lungo e sofferto di pubalgia che gli ha lasciato qualche strascico che sta superando. Non è al meglio, sicuramente, dal punto di vista fisico. Ma il suo contributo quanto c'è è sempre molto importante. Se è un leader tecnico? E' un giocatore molto importante, abbiamo un nucleo di giocatori molto importante".

Il gettarsi subito in panchina senza passare per il campo, come ha fatto Cuesta, ha aspetti positivi o negativi? "Ho avuto modo di conoscerlo l'estate scorsa, è un ragazzo molto preparato. Ha saltato molti ostacoli, arrivando direttamente in alto. Ci sono alcuni che devono fare una strada più tortuosa e altri che prendono la direttissima, lui è tra questi. Così di solito è anche più rischioso, ma ha dimostrato di acquisire sempre più fiducia e la sua squadra è solida. Ha fatto risultati veramente importanti, ha salvato il Parma con diverse giornate d'anticipo e la squadra è stata molto concreta. Il primo anno di un allenatore in Serie A è sicuramente un bel traguardo".

Come stanno Angelino e Dybala? "Dybala si sta allenando regolarmente già da un paio di settimane, sta migliorando. Non è una questione di condizione, quanto di recuperare forza nella gamba. Angelino ha avuto una stagione inaspettata da parte di tutti e difficilissima, forse per la prima volta in questi giorni si sta avvicinando al giocatore che è stato l'anno scorso. Questo fa ben sperare soprattutto per la prossima stagione, è forte ma è venuto a mancare purtroppo tutto l'anno".

Le operazioni Bailey e Wesley ci risultano intermediate da Pietro Scala: che rapporto ha con lui, visto che ci sono state commissioni importanti? "Sono la persona meno indicata per parlarne, io parlo sempre sotto l'aspetto tecnico. Se mi chiede di Wesley sotto l'aspetto tecnico posso parlarne finché vuole, Bailey ora ho visto che è sempre disponibile e può giocare. Sotto l'aspetto contrattuale, non partecipo mai alle trattative né allo sviluppo dei contratti. Posso anche conoscere direttamente chi cura gli interessi di questi giocatori, chi più chi meno, ma non saprei dirglielo. Non partecipo alla stesura dei contratti né alle trattative, non credo che ci siano allenatori che possano aiutarla in tal senso".

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