Tournée Roma, Coric: “Prima della partita avevo i brividi. Per i giallorossi giocherei ovunque”

Il giovane croato nel suo diario dall’America: “Per la Roma giocherei ovunque, anche in difesa. Di Francesco mi ha aiutato molto”

di Redazione, @forzaroma

Torna l’appuntamento americano con Ante Coric. Il giovane centrocampista, che ha ben figurato nel ko contro il Tottenham, ha condiviso una nuova pagina del suo diario della tournée a stelle e strisce che lo vede impegnato con la Roma. Il croato, sul sito ufficiale giallorosso, parte proprio dalla partita contro gli Spurs: “Ovviamente il risultato non era quello che volevamo, ma non penso che dovremmo prenderlo troppo in considerazione. Abbiamo provato a fare qualcosa, abbiamo guardato molti giocatori per vedere a che punto siamo in questa preparazione. E abbiamo creato delle occasioni. Personalmente, essendo stato in campo nel secondo tempo, penso che abbiamo giocato bene. Certo il risultato è quello che è, ma penso che non rispecchia in modo veritiero come è andata la partita. Dal punto di vista individuale, penso di aver fatto abbastanza bene – specialmente perché è passato qualche anno da quando ho giocato contro una squadra così forte come il Tottenham. Non ero nervoso, ma prima della partita sentivo comunque la tensione, l’attesaavevo ancora i brividi. Avevo davvero un sacco di brividi. Prima della partita mi guardavo intorno e pensavo ‘Wow, grazie Dio per farmi giocare questa partita’. Ma quando è iniziata e sono entrato mi sentivo solo concentrato. Mi sono detto ‘Forza Ante, gioca e basta. Gioca’.

L’ex Dinamo Zagabria continua: “Ho parlato col mister il giorno prima della partita. Mi ha detto ‘Voglio che giochi esterno sinistro d’attacco, è un problema?’. Io ho detto ‘Anche se gioco da terzino destro non c’è problema’. Sono nella Roma, giocherò dappertutto. Poi mi ha spiegato cosa voleva che facessi nello specifico, questo mi ha aiutato molto. Perché in Croazia ho giocato in quel ruolo, ma ero in una posizione più centrale – non alto a sinistra come voleva lui. Poi durante la partita ha continuato a parlarmi molto. Mi diceva sempre ‘Vai, vai, vai!’ per mettere pressione alla difesa. E ne avevo bisogno, per imparare a farlo ogni volta. Perché è così che giochiamo alla Roma, alti e sempre in pressing. So che devo migliorare e voglio farlo – forse un giorno sarò come Kevin Strootman! La partita è stata meravigliosa perché sulla maglietta per la prima volta c’era scritto il mio nome. Per questo ero molto emozionato, ho avuto la pelle d’oca ancora! Quanto era bello anche l’accetto sulla ‘C’. Non ero sicuro che ci sarebbe stato. Ho riportato la maglia nella mia stanza, è un’altra cosa che terrò sicuramente”.

Coric prosegue il suo diario: “Non è facile con la lingua, ma comunque non ho davvero letto cosa i media hanno detto di me o della squadra. Neanche in Croazia, perché ho avuto in passato dei problemi con delle mie dichiarazioni riportato in maniera sbagliata. La gente diceva che ero arrogante a causa delle cose sbagliate che hanno letto, mentre è l’ultima cosa che sono. E’ stata la sensazione peggiore per me: puoi chiamarmi in qualsiasi modo, ma non arrogante. La mia famiglia, i miei amici lo sanno. Quindi da lì ho smesso di leggere. Ora le sole cose che vedo sono su Instagram – dove la gente mi dice sui post ‘Bella giocata Ante Coric’ o ‘Molto bene'”.

Sul retroscena rivelato da Strootman sul tunnel a De Rossi: “L’ho sentito l’altro giorno. E’ vero che volevo fare un tunnel a un giocatore più anziano ma poi non l’ho più fatto. Ho fatto tunnel a qualche giocatore in allenamento, come a Pastore. Ma non è stato bello per me, mi sono subito scusato con lui perché è un grande giocatore e ho un rispetto incredibile per lui. E dopo averlo fatto mi sono detto ‘Mai più’. Perché sul campo è un rifletto, si sa: penso solo al modo più veloce per muovere il pallone e a volte il tunnel è la migliore opzione. Ma dopo due o tre volte ho detto basta – perché ci sono grandi giocatori di cui ho grande rispetto. Meglio perdere il pallone in allenamento che dare una cattiva impressione. Non ho bisogno di mostrare queste cose in allenamento, ma sul campo. Non ho sentito se il presidente ha detto cose positive su di me in radio l’altro giorno – almeno non prima che scrivessi questo diario – ma questo è il tipo di cose che voglio ascoltare! E’ molto positivo per me, è quello per lui lotterò in futuro”.

Sul calendario della Serie A: “E’ un buon sorteggio, nonostante sia difficile con il Torino alla prima. Ho guardato molta Serie A nell’ultima stagione quindi so che sono una squadra forte e pericolosa. Giocano un po’ come noi, con aggressività e pressing, ma molto sul contropiede quindi saranno pericolosi. Sono già molto emozionato per la partita. Prima ci sono Barcellona e Real Madrid, ma ovviamente lavoriamo per il campionato. E’ emozionante vedere i calendari, vedere quando andrai a San Siro o quando farai il tuo primo derby. Spero solo che starò bene, sarò convocato e sarò in grado di giocare. Ho i brividi – ancora! – solo a pensarci. In generale qui le giornate sono stancanti ma abbiamo dei momenti liberi, soprattutto dopo pranzo. Di solito passo il tempo a dormire. Poi facciamo anche cose divertenti – come la Tennis Ball Challenge dell’altro giorno. Il mio punteggio non è stato fantastico, ma volevo più che altro intrattenere. Il calcio è bellezza e risultati. Se l’avessi fatto in maniera noiosa avrei fatto magari 80 o 90 palleggi. Ma non si tratta solo di questo. La sera dopo cena abbiamo un po’ di tempo e io, Bianda, Kluivert e Schick spesso lo passiamo giocando a Fortnite o Fifa. Anche se Fortnite non è il gioco per Bianda. E’ abbastanza bravo a Fifa – non ha chance contro di me, ma è bravino -, però Fortnite non è il suo gioco. Se sono io il migliore? Non lo direi mai – come in campo, sta agli altri giudicare. Però dovreste chiederlo a Patrik o Justin. Però penso che sarei menzionato nella discussione. Le giornate stanno passando velocemente. Per tre giorni sono stato emozionato per la partita col Tottenham. E ora abbiamo il Barcellona. E’ meraviglioso. Non vedo l’ora”.

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