Totti e il ritorno alla Roma: “Diamo tempo al tempo. Mihajlovic mi voleva a tutti i costi”

L’ex capitano giallorosso è stato ospite alla presentazione del libro dell’allenatore serbo: tanti anche i siparietti e i retroscena con Mancini, Sabatini e Ibrahimovic

di Redazione, @forzaroma

Francesco Totti torna a parlare. L’ex capitano della Roma è intervenuto durante la presentazione dell’autobiografia di Sinisa Mihajlovic ‘La partita della vita’, in diretta su corriere.it e su gazzetta.it, raccontando il rapporto con il tecnico serbo e non solo. L’allenatore del Bologna ha ammesso che Totti è stato il miglior 10 degli ultimi 20-30 anni: “Fra 20-30 anni farai un altro libro così dirò la stessa cosa”, replica Francesco all’inizio del collegamento.

Mihajlovic torna sull’esordio di Totti col Brescia: “Già da un po’ di tempo parlavo di lui a Boskov, dovevamo partire per una trasferta, c’era una partita della Primavera a Trigoria e gli ho detto ‘Vediamo questo ragazzo e portiamolo con noi che è forte’. Poi il mister ha accettato, Totti è venuto con noi e a fine partita, eravamo sul 2-0, gli ho detto ‘Dai fallo entrare’. Boskov dice ‘Dai ragazzino alzati’, ma si stava già preparando Muzzi. Invece lui intendeva Francesco”. E Totti aggiunge: “Infatti aveva detto ragazzino, Muzzi era già vecchio (ride, ndr)”.

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Totti, Mihajlovic, Stankovic e gli aneddoti dei derby Roma-Lazio

Mihajlovic rincara la dose: “Il più forte con cui ho giocato è stato Totti insieme a Prosinecki, fortissimo, aveva tutto, peccato per il vizio che beveva e fumava”. Poi arriva in collegamento anche l’ex presidente dell’Inter Massimo Moratti: “Totti non lo conosco tantissimo, ma l’ho sempre apprezzato”.Con Totti sono sintonizzati, oltre a Mihajlovic, anche Stankovic e Mancini, tre ex Lazio: “M’hai messo in mezzo a tutti laziali, anche se siamo amici”, esclama Totti ad Andrea De Caro, conduttore dell’evento e coautore del libro. “Chi menava di più tra Stankovic e Mihajlovic nei derby? Eh, una bella lotta, Sinisa menava più a Montella che a me. Tra noi c’è sempre stato rispetto, sia in campo che fuori. Per noi i derby erano diversi dagli altri”, ricorda l’ex 10 della Roma.

Sull’esultanza con la maglietta ‘Vi ho purgato ancora’: “Era appesa nello spogliatoio quella maglietta”, ricorda Mihajlovic. E Stankovic racconta: “Non ho mai vinto un derby, ma erano partite bellissime e toste, ma la cosa più bella è che è rimasto tutto in campo e c’è grande rispetto tra noi”. Mihajlovic torna anche sul derby del 5-1: “Succede che alla fine del primo tempo – dopo tre gol di Montella – Nesta dice a Zaccheroni che non vuole più giocare perché non stava bene, aveva fatto brutta figura. Io gli ho detto che non era bello perché era il capitano, che doveva rimanere, non poteva lasciare la squadra così. Allora Nesta cambiò idea e Zaccheroni disse ‘Allora Sinisa vai fuori tu!”

Poi Mancini viene messo davanti a una scelta: “Nella mia squadra chi prenderei tra Stankovic, Totti e Mihajlovic al top? Noi abbiamo avuto tutti una grande fortuna, giocando negli anni più belli della Serie A, con fior fiori di campioni e il livello era altissimo. Con grande rispetto fuori dal campo”.

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Totti: “Mihajlovic mi voleva a tutti i costi. Ritorno alla Roma? Tempo al tempo”

Poi un retroscena, con Mihajlovic che ha cercato di portare Totti nella sua squadra più di una volta: “Ho provato a portarlo alla Samp con Bianchi e poi al Torino quando ero allenatore. Ci ho parlato, ma lui è stato subito netto, perché dopo la Roma non voleva andare da nessun’altra parte in Italia. Era giusto. Io gli ho detto che non avrebbe dovuto fare niente, gli arrivava la palla e lui decideva a chi darla con tutti che gli correvano intorno. E Totti conferma:Mi voleva a tutti i costi, ma per rispetto della gente ho deciso di smettere. Anche se mi sarebbe piaciuto”.

Sul futuro di Totti, l’allenatore serbo non ha dubbi: “Deve stare dentro al calcio Francesco, ora è in un calcio di seconda mano. Il calcio italiano senza di te… Lascialo agli altri portare i ragazzini e fare il procuratore. Poi ci vuole qualcuno che ti voglia”. E Francesco aggiunge: “Soprattutto quello. Se non mi vuole nessuno che faccio?” Anche Mancini ha provato a portare Totti in Nazionale? “Lui è testimonial dei prossimi Europei per la Nazionale, poi non so cosa vorrà fare. Deve fare quello che ha voglia di fare e che lo diverte. Penso che prima o poi tornerà nella Roma, è giusto che torni”. Totti commenta così: “Diamo tempo al tempo. Vediamo cosa ci riserva il futuro”.

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Totti e Ibrahimovic: “Mi sarebbe piaciuto giocare con lui. La sua Inter era devastante”

Poi entra in collegamento anche Zlatan Ibrahimovic: “Con tutti loro chi tira i rigori? Io e Stankovic ci tiriamo fuori, lascio a voi”. E Francesco ricorda amaramente: “C’è stato un anno in cui ne ho sbagliati 4-5 di seguito”. Poi il retroscena sulla possibilità di vedere Totti e Ibrahimovic insieme nella Roma: “Certo che mi sarebbe piaciuto, a chi non piacerebbe? Io facevo il Nocerino (ride, ndr)”, commenta lo storico 10 giallorosso. Totti poi parla della grande forma fisica dello svedese del Milan: “Ibra ora può giocare anche con una gamba, fino a 50 anni. E’ un piacere vederlo, è bello, è forte fisicamente, è bravo tecnicamente, ha la soluzione che non ti aspetti, ha caratteristiche che sono difficili da vedere. Sono orgoglioso di vederlo ancora calpestare il campo”.

E Mancini non può che confermare: “Totti e Ibra sono stati due dei più forti al mondo, come Messi e Ronaldo. Sono professionisti, per questo giocano fino a 40 anni. A Zlatan lo aiuta anche il fisico, è un grande professionista in tutto, altrimenti non fai la differenza a questa età”. Con Ibrahimovic, Totti è circondato da ex Inter, a cui la sua Roma ha conteso lo scudetto senza però riuscire a strappargli il titolo: “Quell’Inter era devastante, troppo forti. Avevano tutto al punto giusto”, ammette Francesco.

Poi sull’esperienza del Covid: “Ho avuto una polmonite bilaterale, con febbre e tosse. Sono stato 24 giorni”, spiega Totti. Mihajlovic guarda tutti gli amici collegati con lui: Avere amici così ti rende orgoglioso, felice di aver vissuto una vita così con loro. Li guardo come uomini e non come calciatori, sono le quattro persone che considero di più nella vita professionale ma anche privata. Sono persone splendide e gli voglio bene”.

Sabatini chiede scusa a Totti: “Gli dicevo di smettere, ho fatto una ca…” Francesco: “Parole bellissime”

Poi è il turno anche di Walter Sabatini, che si sintonizza con gli altri. La sua prima domanda è: “Come stai Francesco?”. “Meglio dai, sto recuperando”, risponde Totti. Da qui l’ex ds della Roma rivela il suo rammarico: Era come la luce sui tetti di Roma al tramonto, una luce che non vuole mai morire, è vivida e arriva fino alla notte. Fino all’ultimo respiro è stato un grande calciatore e io sono stato fortunato e vederlo giocare. Anche se sono stati gli ultimi anni, ho un grande rammarico nella mia vita. Io gli dicevo di smettere, perché avevo paura che declinasse nelle sue qualità fisiche, mi sarebbe dispiaciuto se avesse chiuso la sua carriera tramontando. Però poi ho capito di aver detto una grande ca****a, perché lui giocava divertendosi. La sensazione di aver fatto un grande errore con lui è aumentata. Fino all’ultimo si è divertito, quindi ti chiedo scusa Francesco. Ho fatto una ca***ta, una delle tante della mia vita”. E Totti risponde non senza un certo orgoglio ed emozione: “Non si preoccupi, tutti facciamo le ca***te. E’ una frase bellissima, la terrò per sempre con me.

Sabatini poi ricorda il momento in cui ha dovuto comunicare a Mihajlovic la malattia: “L’ho sofferto tantissimo quel momento, ancora oggi ne soffro se ci ripenso perché dovevo dire a un uomo che doveva prepararsi a morire. Lui come prima cosa ha detto ‘Come faccio a dirlo a mia moglie?’. Lo capisco perché tre anni fa ho dovuto dire a mia moglie che avevo un tumore ai polmoni, ma ci ho messo tre cene per dirglielo. Un momento drammatico”. Poi Francesco Totti lascia il collegamento, con le parole bellissime che Sinisa Mihajlovic ha scritto per lui nel suo libro: “Queste parole sono più importanti del Pallone d’Oro”.

 

 

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