Totti: “Con Spalletti ci riusciva tutto. La Scarpa d’Oro? Me la diede Sensi, fu un momento toccante”

Intervista di Francesco Totti al nuovo canale della ‘rosea’, Gazzetta Tv, che ripercorre per intero la stagione 2006/2007

di Redazione, @forzaroma

Francesco Totti ha rilasciato un’intervista esclusiva al neo nato canale del quotidiano sportivo Gazzetta Tv, nel corso del programma ‘Bomber – Il mio anno migliore’. La trasmissione ripercorre la stagione 2006/2007 del Capitano giallorosso, da quando il numero 10 della Roma si è laureato campione del mondo in Germania fino all’inizio della stagione seguente, apertasi con la premiazione per la vittoria della Scarpa d’Oro. Il programma è arricchito da testimonianze di calciatori, o ex tali, che raccontano aneddoti legati ai momenti salienti di quell’annata. Tra questi c’è Alberto Aquilani che sul suo ex capitano ha affermato: “Francesco è l’idolo di tutti i ragazzi che aspirano a diventare giocatori della Roma”.

 

L’infortunio e poi il Mondiale: “Il 2006 è stato un anno particolarissimo. Brutto e bello. Mancavano pochissimi mesi al mondiale ed il rischio era elevatissimo. Dopo l’intervento mi disse che sarei stato grazie al mister Lippi che mi incitava e mi diceva che mi avrebbe portato anche con una gamba in meno. Da lì con tanta volontà sono riuscito a partecipare al Mondiale”

 

Inizio stagione 2006/2007: “La prima partita fu contro il Livorno. Volevamo vincere. Fece De Rossi un grande gol prima della fine del primo tempo, poi l’arbitro ci diede un calcio di rigore sotto la nord. Avevo Amelia difronte, sapeva dove potevo tirare. Alla fine ho cambiato angolo, ho aperto il piattone. Purtroppo la palla è andata fuori dal palo”

 

La Roma di Spalletti contro l’Inter di Mancini: “L’Inter era una delle squadre più forti, candidate per vincere lo scudetto. Poi certo quando affronti squadre blasonate è più complicato e può uscire qualsiasi risultato. Erano compatti e vinsero loro, anche se il campionato era ancora lungo”

 

Primo gol dopo l’infortunio: “Non riuscivo a sbloccarmi. Pensavo che l’intervento non fosse andato bene. Ma poi segnai contro il Chievo. Feci una finta, misi il portiere per terra e poi calciai sullo stesso palo del portiere. Fu una liberazione e una soddisfazione perchè non vedevo l’ora di segnare dopo l’infortunio e all’Olimpico”

 

Rigore parato a Totti in Roma-Ascoli: “Sbagliai il secondo rigore consecutivo. Forse non ero più capace a tirare i rigori. Fortunatamente la mia testa, il mio carattere abbastanza forte mi hanno fatto ricredere ed ho ricominciato a segnare”

 

Milan-Roma, stagione 2006/2007: “Segnai una doppietta. Il primo gol: lancio di Panucci, Nesta ha rinviato Taddei ha stoppato di petto e io in mezza rovesciata battei Dida. Il secondo gol? Tonetto rubò palla, Aquilani fece una rabona, Mancini di sinistro ha crossato e io di testa ho fatto gol”

 

Il 7-0 contro il Catania: “Ci stava tutto perchè facemmo una delle partite più belle dell’era Spalletti. Ci riusciva tutto. Quando capita al contrario, sette gol li fai volentieri”

 

Il derby perso 3-0 (stagione ’06/’07): “Ci arrivammo convinti di fare bene, ma purtroppo perdemmo 3-0. Nessuno se lo sarebbe mai aspettato”

 

Standing ovation a Marassi dopo il gol alla Samp: “Andai subito a segno con un diagonale. Cassetti fece un lancio di 30/40 metri, palla arrivava verso di me e decisi di provarci. Calciai d’esterno sinistro a rientrare e feci un gol meraviglioso. E’ un ricordo che rimarrà nella storia”

 

Roma-Parma dell’11/02/2007: “Per me Roma-Parma è sempre differente dalle altre, è la squadra a cui ho segnato più di tutti in campionato, è la squadra che mi porta fortuna. Segnai e diventai il giocatore in attività con più gol, superando Chiesa. Ogni tanto scavalcavo qualcuno; continuavo il mio lavoro”

 

Altro rigore sbagliato, contro la Reggina: “Un altro rigore e contro di me c’era Campagnolo che conoscevo benissimo. Non volevo che mi facesse segnare ovviamente. Mi parò il rigore e dopo lo rimproverai simpaticamente dicendogli: ‘Hai dovuto fare il miracolo a fine partita!’ ”

 

In lizza per la vittoria della Scarpa d’Oro: “Lottavo con van Nilsterooy. Mi servivano almeno due gol per stare abbastanza bene. Contro il Messina, all’ultima giornata, però sbagliai il quinto rigore in campionato. Lo parò Cesaretti. Poi al 73′ segnai la doppietta e fu una liberazione per me e per lo stadio”

 

Scarpa d’Oro, la premiazione all’Olimpico: “Fu emozionante. Me la diede il presidente Franco Sensi ed avevo in braccio mio figlio Cristian. E’ stato toccante, sia come giocatore ma sopratutto come uomo. Non è da tutti essere premiati con il proprio figlio in braccio. Penso proprio che la stagione 2006/2007 sia stata la migliore per me”

 

 

Contributi dei suoi ex compagni di squadra nella stagione 2006/2007:

Alberto Aquilani: “Totti era, anzi è, l’idolo di tutti, ognuno voleva imitarlo. L’infortunio? Brutta cosa, capimmo tutti che si era fatto male. Sarebbe stato molto brutto per lui se avesse saltato il Mondiale. L’Inter del 2007 era un po’ come la Juventus di adesso. Quando giocammo con il Milan ricordo che erano almeno venti anni che non si vinceva lì. Ricordo la rabona, in quel momento pensai che fosse il gesto più semplice e istintivo. Se Totti non avesse segnato, nessuno si sarebbe ricordato del mio gesto”

 

David Pizarro: “Se ha un’idea in testa, la porta fino in fondo. E’ testardo. Con l’Ascoli ci siamo stati solo noi in campo, ricordo che Pagliuca fu il migliore in campo. Il gol contro la Sampdoria? Ricordo questa palla difficile che gli arrivava e fece un tiro strepitoso. La tifoseria della Sampdoria si alzò in piedi. Per quanto riguarda i rigori, Totti li sbagliava è vero, ma noi ci scherzavamo, lui era il rigorista. Il derby perso 3-0? Ricordo che l’allenatore loro si buttò in una fontana..”

 

Simone Perrotta: “Il fatto di aver vinto il Mondiale ti cambia calcisticamente, ma a Totti questo non accadde, lui ha dimostrato di essere sempre un campione. Nell’anno post Calciopoli, con tante penalizzazioni, solo noi e l’Inter potevamo vincere quello scudetto. La vittoria contro il Milan ci diede una grande spinta morale, segnai la mia prima doppietta. Quando Totti segnò alla Sampdoria, lo stadio si alzò in piedi, cosa strana in Italia quando giochi in trasferta. Questo accrebbe la sua enormità. Il derby? È sempre una partita strana, non sempre vince la squadra più forte”

 

Marco Cassetti: “Arrivare in una squadra come la Roma era un sogno per me. L’Inter del 2007 era la più forte, ma noi eravamo consapevoli di essere gli unici antagonisti. Totti vive per il gol, nelle prime giornate non segnava e non era felice. Quando gli attaccanti non segnano ci pensano ogni giorno, diventa un pensiero fisso. Alla fine del match contro il Milan, Berlusconi ci fece i complimenti. Contro la Sampdoria, su mio cross, fece un gol pazzesco, con un’angolazione incredibile. Solo un pazzo poteva realizzare un gol del genere, con quella coordinazione. Ho fatto l’assist per uno dei suoi gol più belli. Quando superava i record, Totti si comportava normalmente. Praticamente viaggiava di due gol in due gol, voleva guadagnare posizioni”

 

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