Totti, De Rossi e Perrotta: la Roma riparte dai suoi simboli

di Redazione, @forzaroma

(di Alessio Nardo) Il tempo è scaduto. Gli ultimi granelli della clessidra scendono rapidi e decretano la fine dell’attesa: basta vacanze, la Roma riparte. Con tante novità ed un’insolita ventata di freschezza.

Baldi giovanotti in campo (tra cui Lamela e Bojan, stelline di incantevole talento), un ragazzo grintoso e motivato in panchina, un direttore sportivo nuovo di zecca e ‘straimpegnato’ sul mercato a rinverdire ulteriormente l’organico e, dulcis in fundo, un presidente americano pronto ad insediarsi in quel di Trigoria dopo mesi di snervante attesa. L’anno zero è iniziato, sta iniziando. Ma non esiste punto di partenza senza solide colonne di garanzia. La vecchia guardia c’è sempre, incarnata da tre uomini con la ‘U’ maiuscola. Francesco Totti, Daniele De Rossi e Simone Perrotta cinque anni fa alzavano al cielo la Coppa del Mondo. Da romanisti. Dopo tanto tempo, saranno ancora loro a trainare il gruppo. “E’ un piacere contare poter contare su giocatori del calibro di Francesco, Daniele e Simone. Sono calciatori che hanno significato molto per la storia di questa squadra e devono essere da esempio per i giovani che hanno già qui e quelli che potranno venire”, firmato Luis Enrique. Come dargli torto?

IL CAPITANO – Ventunesima stagione con la maglia della Roma. Dagli ultimi infausti mesi dell’era Ciarrapico ai primi vagiti dell’epopea americana: Francesco Totti è il simbolo della continuità. Eterno, immortale, semplicemente presente. Inizierà il suo ennesimo ritiro, lavorerà, suderà, disegnerà magie in campo ed esulterà. Come sempre, con la solità straordinaria passione di un atleta immenso, più che mai orgoglioso di rappresentare i colori del suo cuore. Fascia di capitano ‘sacra’ al braccio, tanta voglia di ricominciare. Primo obiettivo: aiutare Luis Enrique (di cui fu avversario in Champions nel 2002) costituendo il principale punto di riferimento del nuovo spogliatoio. Poi, trovare il modo di integrarsi nel nuovo progetto tattico studiato dal mister spagnolo. Totti interpreterà il ruolo di punta centrale titolare, con adeguati ricambi alle spalle. Al suo fianco, Bojan e Lamela potranno solo crescere e migliorare. C’è da star tranquilli.

CAPITAN FUTURO – Forse anche tra dieci anni lo chiameremo così. Un po’ ce lo auguriamo, se non altro perché contiamo sull’immortalità di San Francesco Totti. Scherzi a parte, Daniele De Rossi c’è. Non vogliamo e non ‘vorremmo’ nemmeno ipotizzare il contrario. E’ vero, la stagione conclusasi lo scorso 22 maggio è stata forse la peggiore della carriera del biondo di Ostia: appesantito, nervoso, mai incisivo e decisivo all’interno della squadra. Un disastro. Ma non si può disintegrare in un sol colpo un intero repertorio: con una nuova preparazione atletica ed un”inedita filosofia tattica, Luis Enrique può restituirci il vero De Rossi. Ci contiamo, lo speriamo, lo vogliamo. Perno centrale di un 4-3-3 con due intermedi tosti e di corsa ai lati: difficile individuare nel calcio europeo un interprete del ruolo potenzialmente migliore di Daniele. Il contratto? Una brutta grana. C’è da lavorarci su, con pazienza ed un solo auspicio: che vada in calce la benedetta firma.

L’UOMO SPOGLIATOIO – Eh già, c’è anche lui. Il gregario per eccellenza, il lavoratore oscuro, il classico uomo che ogni allenatore vorrebbe avere. Simone Perrotta è stato per tanti anni un punto di riferimento del tifo romanista: superate le incomprensioni iniziali (che qualche imbecille decise di tradurre in violenze private), il centrocampista calabrese è divenuto pilastro autentico dell’orchestra spallettiana e utile soldato nella Roma di Ranieri. 34 anni sono tanti, in molti definiscono Super Simo l’infelice ‘copia’ del giocatore che fu. Certo, non possiamo aspettarci da lui le corse sfrenate e gli inserimenti supersonici dei tempi d’oro Ma lì, in mezzo al campo, un elemento di tale esperienza e carisma può ancora dare molto alla causa. A suo modo, un’icona. Emblema ideale del professionista esemplare, dell’uomo spogliatoio, sempre pronto a metterci la faccia nei momenti bui. Siamo felici di averlo ancora con noi, assieme a Daniele e Francesco. Tre uomini forti, tre campioni del mondo, tre romanisti veri.

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