Totti: “Con il libro non avrei voluto far arrabbiare nessuno. Il futuro un punto interrogativo”

Totti: “Con il libro non avrei voluto far arrabbiare nessuno. Il futuro un punto interrogativo”

La bandiera giallorossa a margine della presentazione del suo libro nella cornice del Colosseo

di Redazione, @forzaroma

Giornata speciale per Francesco Totti, che oltre a festeggiare il suo compleanno presenta anche la sua biografia “Un Capitano” direttamente al Colosseo.
Al suo arrivo, è stato intercettato dai cronisti presenti. Ecco le sue dichiarazioni.

TOTTI A ROMA TV 

“Vincere lo scudetto a Roma è come vincerne 10 da altre parti. Mi avrebbe fatto piacere vincerne di più, ma il rispetto e la fiducia sono la cosa più importante che possa aver dato a questa gente.

Quando vai negli stadi sei più acclamato di prima, in passato ti fischiavano.
Quando ero calciatore mi insultavano, ora vado in tribuna mi applaudono e ringraziano per tutto quello che ho fatto.

Stasera un evento anche benefico.
È una cosa basilare, tutto sarà devoluto al Bambin Gesù. Dobbiamo dare un forte contributo a questi bambini a cui cerchiamo di strappare un sorriso in più.

TOTTI A SKY SPORT 

Che intreccio di emozioni è per te? 
Un’emozione unica, quando entri in questo posto è differente da tutte le altre particolarità di Roma. Sono lusingato, contento e onorato di questa serata così importante per me.

Stavolta un bel regalo te lo sei concesso. 
Oggi è il giorno del mio compleanno ma lo accantoniamo. Oggi l’importante è l’autobiografia: parlo non tanto del giocatore quanto del ragazzo e dell’uomo, di tutto quello che ho trascorso da quando ero piccolo.

Ti aspettavi che Baldini rassegnasse le dimissioni?
Non speravo questo, spero non ci siano altre persone che si possano arrabbiare, non l’ho scritto per togliermi i sassolini. L’ho fatto per parlare di me e dei 25 anni di Roma. Dovrebbero essere contenti perché ne ho parlato, non trovo alternative.

Che derby sarà sabato?
Ogni derby è a sé, è una partita particolare e sentita. Spero che la squadra dia tutto quello che ha dentro, dimostrando il proprio valore. Ha un valore alto, ci crediamo noi, ci crede la tifoseria. Affronteremo questa partita a testa alta senza paura di nessuno.

Cosa ti sei sentito di dover dire alla squadra?
Quando ci sono momenti così cerchi di dare un contributo. C’è quasi sempre stata una contestazione all’anno, sono abituato. Se ne esce con la tranquillità, la compattezza: sono frasi banali ma vere, siamo esseri umani e si può sbagliare.

Questo libro è per tutti, anche i ragazzi più giovani.
Spero possa affascinare tutti, dai più piccoli ai più grandi. Racconto la mia infanzia, che è diversa da quella di oggi. Ero un ragazzo di strada, se ora non sei tecnologico…

Quel ragazzo di strada è diventato una leggenda. 
La strada ti aiuta a capire tante cose, quella era la realtà di prima. Molto più bella e intesa, c’era più verità.

Se avessi potuto scegliere fino a quando avresti giocato?
Avrei preferito scegliere con la mia testa e col mio fisico per dover smettere, ma l’avrei fatto. Se fosse stato un altro modo sarebbe stato diverso.

TOTTI ALL’ANSA

“Diventare un giorno presidente della Roma? Perché no, ma il futuro non lo posso prevedere. Quel che è certo è che cercherò sempre di fare il bene per questo club, da presidente, vicepresidente o anche semplice collaboratore”

TOTTI ALLA RAI

Quanto avevi sognato una festa di compleanno al Colosseo?
Il messaggio dev’essere diverso, ho scelto il giorno del mio compleanno e questa location unica e perciò sono contento. Ringrazio tutti per la disponibilità.

Quale è stato il commento più bello?
Il libro è come se l’avessi letto da tanto tempo, ma dovevo esternarlo. Mi piacciono tutti i passi che abbiamo scritto, adesso starà a voi.

Rileggi la tua vita. 
Ripensi a tutto quello che hai fatto da giovane. Trovi positività in tutto, sei contento del cammino che hai fatto.

Hai fatto già arrabbiare qualcuno come Baldini.
Io non devo far arrabbiare nessuno, spero non si arrabbi nessuno. Ho scritto quello che dovevo scrivere, non posso scrivere un libro senza senso. Mi dispiace, se si arrabbiano diventa un polverone ma non è quello che voglio.

Nelle ultime pagine parli del futuro, un tramite tra i giocatori e l’area tecnica. 
Quello è il ruolo che mi si addice di più, poi tutto può succedere. Spero di trovare un ruolo che mi faccia stare sereno.

Cos’è il derby?
È una partita diversa dalle altre come il Colosseo è un contesto diverso dagli altri. È una partita sentita a Roma, speriamo facciano un grande match e un grande risultato.

Un aggettivo per il tuo libro. 
Piacevole.

Che emozione si ha ad entrare nel Colosseo?
Un’emozione stupenda, diversa delle altre. Entrarci ed essere romano ti dà quel qualcosa in più. Sono lusingato di fare questa autobiografia in questo posto magnifico.

È una serata di beneficenza.
Va tutto ai bambini del Bambin Gesù, spero si faccia di tutto per dare un sorriso.

Totti è sempre più amato. 
Sono amato più ora di quando giocavo. Quando vado nei campi in Italia mi applaudono e mi ringraziano, prima erano solo fischi e insulti.

Il passaggio che ti ha divertito di più scrivere?
Io ho raccontato, Paolo Condò e la Rizzoli l’hanno buttato giù. Siamo stati più di un anno insieme, ho detto tante cose ma tante ne ho tenuto nel cassetto.

Qualche sassolino te lo sei tolto?
Non dovevo fare nessuna polemica. È un libro vero, non voglio fare polemica.

Ci puoi dire del tuo futuro. 
Se lo sapessi ve lo direi, ma non lo so. È un punto interrogativo.

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