TOTTI, 20 ANNI DOPO – La storia infinita del campione

di finconsadmin

(di Alessio Nardo) Vent’anni. Sono tanti, tantissimi, ma possono volare. Sfrecciano, se ne vanno, lasciano ricordi, istantanee indelebili. Oggi, 28 marzo 2013, sono vent’anni di Francesco Totti calciatore. L’ennesimo traguardo raggiunto da un fuoriclasse immenso, ancora oggi tra i migliori in Italia e in Europa. Neanche fosse un baby prodigio alle prime armi, come se gli attuali 36 anni e mezzo fossero i 16 e mezzo di allora. Chi l’ha vissuto, chi ricorda il giorno del suo esordio in Serie A (28 marzo 1993, a Brescia), ripercorre la propria vita assieme alla storia di Francesco. Chi all’epoca era all’asilo, oggi si laurea. Chi era all’elementari, probabilmente si sposa. Chi era alle medie, si ritrova pap?. Chi diventava padre all’epoca, oggi ? (o ? quasi) nonno. Evoluzioni, cambiamenti, vita vissuta. Con una costante: Francesco Totti. Il mito che non muore mai, eterno simbolo di una Roma che gli chiede ancora di esser traino per esaudire sogni e raggiunger traguardi. Riviviamo il ventennio del Capitano, scegliendo un evento per ogni anno. Un lungo viaggio, che ognuno di noi ha idealmente percorso al suo fianco.   1993 – L’ESORDIO E’ l’alba della primavera del 1993, venticinquesima giornata di campionato. La Roma vive un’era di transizione, sguazza a met? classifica e raccoglie un successo superfluo a Brescia. A segno due meteore giallorosse: l’argentino Caniggia al 22′ e Sinisa Mihajlovic al 26′. Al minuto ottantasette, a risultato ormai acquisito, mister Vujadin Boskov opta per una sostituzione. Fuori Rizzitelli, beniamino dei tifosi, dentro il 16enne Francesco Totti. Un giovanissimo, un ragazzino, un bimbo. Boskov non lo sa, ma il suo cambio al Rigamonti ? destinato ad entrare nella storia.   1994PUNITO IL FOGGIA, INIZIA LA CONTA La reputazione di Totti ? subito brillante, sin dagli inizi. Chi lo conosce, chi lo ha visto giocare nelle giovanili, parla di un talento speciale, diverso dagli altri. Il piccolo Francesco pu? far strada e bruciare le tappe, ma prima del salto di qualit? a livello tecnico, bisogna diventar uomini. Carlo Mazzone, in tal senso, ? e rester? la figura pi? importante per Totti. Dopo sole otto presenze nel 1993-1994, alla prima giornata del torneo successivo, il giovane campione di Porta Metronia parte titolare. All’Olimpico, contro il Foggia, s’inizia a contare. Al 30′, Thern scodella in area da sinistra, sponda aerea di Fonseca e sinistro vincente di Totti. Kolyvanov sigler? la rete del pareggio, ma la marcia verso Nordahl (e Piola) ? ufficialmente iniziata.   1995 – PRIMA GEMMA EUROPEA Partita dopo partita, spezzone dopo spezzone (sotto la guida saggia e paterna del Sor Magara), Francesco conquista tutti. Da semplice promessa si trasforma in uno dei giovani gioielli pi? apprezzati e stimati del campionato. I leader della squadra (Aldair, Giannini, Balbo) lo coccolano e lo aiutano a crescere. Il 17 ottobre 1995 ? un’altra data importante. Per la prima volta, Totti imprime il suo marchio nelle competizioni europee. Sono i sedicesimi di finale di andata di Coppa Uefa, avversari i belgi dell’Aalst. Il gol ? semplicemente meraviglioso: ingresso in area da sinistra, finta e doppio dribbling ai danni di un difensore avversario e destro potente ad incenerire il portiere Van Steenberghe. Memorabile pezzo d’arte di un predestinato del calcio mondiale.   1996 – IL TRIONFO CON L’UNDER 21 La crescita di Totti prosegue, il suo talento ? cristallino e lampante. Ne resta affascinato anche Cesare Maldini, ct della Nazionale Under 21, che inserisce Francesco tra gli elementi di spicco dell’organico in vista dei campionati Europei di categoria, in programma in Spagna. Totti va subito a segno nel match inaugurale della fase conclusiva, la semifinale del 28 maggio 1996 contro la Francia di Domenech (e di Vieira, Candela e Pires). Il 31 maggio disputa i primi 75 minuti di gioco della finalissima, vinta proprio contro i padroni di casa spagnoli (guidati dalla super stella Ra?l) ai calci di rigore. E’ il primo trofeo della carriera di Francesco.   1997 – PRIMA DOPPIETTA IN SERIE A La stagione 1996-1997 non ? semplice. In casa Roma, l’addio di Carlo Mazzone e il conseguente arrivo di Carlos Bianchi provocano disastri tecnici e contrasti interni. Il tecnico argentino, pluridecorato in patria, ? tra i pochi a non accorgersi del talento di Francesco. Prende piede l’idea di una cessione, magari in prestito. Si parla di Sampdoria. Per fortuna, ci pensa il presidente Franco Sensi a stoppare il pi? grande (potenziale) suicidio di mercato romanista della storia. Totti resta, nel 1997 arriva Zdenek Zeman e i mal di pancia di Bianchi restano un ricordo. Francesco, sotto la guida del boemo, cresce sul piano fisico, tattico e tecnico. Diventando straripante: il 9 novembre 1997 mette a segno la sua prima doppietta in Serie A, al San Nicola di Bari. Meraviglioso il secondo gol, al volo di destro, su perfetto traversone di Tommasi.   1998 – LA FASCIA DI CAPITANO Il biennio zemaniano regala ai tifosi giallorossi un fuoriclasse completo, in tutto. Capace di incantare in pi? ruoli, di fare gol e assist e di sorreggere da solo la squadra, con la forza del talento e del carattere. Il 1998 ? un anno storico. L’addio in estate di Abel Balbo dona un’importante eredit? Francesco, che a soli 22 anni diventa uno dei pi? giovani capitani di sempre in Serie A. Totti non si fa schiacciare dal peso della pressione. Anzi, si lega a vita ad un aggettivo, Capitano, che diventer? una sorta di suo secondo nome. 29 novembre 1998, altra data da ricordare. Il primo gol nel derby, e che gol. Il definitivo 3-3 (sotto la Sud), atto finale di una rimonta epica, in dieci uomini, contro la Lazio di Eriksson.   1999 – “VI HO PURGATO ANCORA” Totti da una parte, Nesta dall’altra. Il derby s’accende, con i due simboli di Roma (tra l’altro coetanei) a renderlo ancor pi? speciale. Francesco diventa bersaglio dei laziali, che mai ne hanno digerito la grandezza. Da campione (e capitano), egli accoglie la sfida ed inizia a punire i cugini con regolarit?. Dopo il 3-3 dell’andata, il derby di ritorno del campionato 1998-1999 (disputatosi l’11 aprile) vede ancora Totti protagonista. E’ il 90′, siamo sul 2-1. La gara ? incerta, in bilico. Il gol di Vieri, successivo alla doppietta di Delvecchio, ha riacceso la sfida. Alenitchev entra in area da destra, fa secchi un paio di avversari e “sbatte” contro Marchegiani. Totti raccoglie, calcia due volte e mette in rete. E’ il 3-1, con tanto di “Vi ho purgato ancora” sbattuto in faccia alla Nord. Un’esultanza che equivale ad una sentenza: per i laziali, Totti diventa il nemico numero uno. Per sempre.   2000 – ROTTERDAM, IL SOGNO INFRANTO Il duemila non ? un anno straordinario. Da una parte, sul fronte Roma, c’? da fare i conti con un modesto sesto posto (e soprattutto con lo scudetto vinto dalla Lazio). L’opportunit? del riscatto? Ad Euro 2000, primo grande appuntamento per Francesco in nazionale maggiore. Dopo l’ingiusta esclusione del ct Maldini per i mondiali del 1998, ? Dino Zoff a premiare l’ormai consacrato talento del giovane condottiero romanista, in vista del torneo continentale in Belgio e Olanda. Francesco fa gol contro il Belgio e contro la Romania. In semifinale con l’Olanda sfodera il cucchiaio a Van der Sar, durante la delicatissima roulette dei calci di rigore. In finale, contro la Francia, avvia da maestro (di tacco) l’azione del provvisorio 1-0 di Delvecchio. Il trionfo sfuma al 93′ (guizzo di Wiltord) e in via definitiva ai supplementari (golden gol di Trezeguet). Totti chiude in lacrime un torneo vissuto da assoluto protagonista.   2001 – LO SCUDETTO Dal pianto alla gioia, il passo ? breve. L’attesa del riscatto non ? eterna, ed il 2001 ? uno degli anni pi? importanti e significativi della carriera di Francesco. La Roma, dopo molte stagioni complicate, riassapora l’emozione del vertice. Gli arrivi di Batistuta, Samu?l ed Emerson consegnano a Capello uno squadrone mostruoso. La conseguenza ? logica: vittoria dello scudetto. Il 17 giugno 2001, in un Olimpico bollente (in tutti i sensi), ? ovviamente Francesco a sbloccare il risultato nel match decisivo contro il Parma. Un bolide sotto la Sud, rifilato al fraterno amico Buffon, che lancia la Roma verso un sogno atteso 18 anni. Parte la festa, scattano i caroselli, rafforzati dalla Supercoppa Italiana vinta in agosto. Nel 3-0 alla Fiorentina, non pu? ovviamente mancare il sigillo finale del Capitano.   2002 – AMMUTOLITO IL BERNABEU La leggenda sfiorata con un dito. Nel campionato 2001-2002, la Roma capelliana ? ancor pi? forte e competitiva, almeno sulla carta. Sul campo, per?, sono troppe le occasioni sprecate, i risultati gettati al vento contro squadre tecnicamente inferiori. La sentenza di fine anno ? beffarda: Juve campione (punti 71), Roma subito dietro (punti 70). Un vero peccato. La stagione successiva, dopo un mondiale in Corea deludente, va ancor peggio. Qualche soddisfazione arriva nel magico teatro della Champions League. Il 30 ottobre 2002 ? un giorno da ricordare: la Roma, con Totti (27′), espugna il maestoso teatro del Santiago Bernabeu, piegando il Real Madrid dei galacticos. Da 35 anni una squadra italiana non vinceva in casa delle merengues.   2003 – DA TREQUARTISTA A CENTRAVANTI Tra le caratteristiche principali di Totti c’? la versatilit?. La capacit? di adattarsi a pi? ruoli, a pi? manzioni, a pi? compiti. Dopo gli inizi da seconda punta ed il biennio zemaniano da esterno sinistro d’attacco, con Capello egli si afferma come uno dei migliori trequartisti del mondo. Almeno fino al 2003, quando scopre l’intesa magica con Antonio Cassano. La stella di Batistuta evapora, Montella e Delvecchio arrancano. Il tecnico di Pieris sperimenta dunque un duo tutto estro e fantasia: Francesco e Fantantonio. Risultato? Spettacolo e gol. Totti s’inventa per la prima volta centravanti, col compagno che gli “ronza” attorno. Le sue reti, nella stagione 2003-2004, sono venti in totale. Terzo in classifica marcatori, dietro Shevchenko e Gilardino.   2004 – “107…VOLTE SOLO CON TE” L’Europeo del 2000 sembra un lontano ricordo. Totti, in nazionale, non riesce a raccogliere soddisfazioni. Dopo il mondiale 2002, privo di squilli, arriva Euro 2004, ed il famoso episodio dello sputo a Poulsen (nel match inaugurale con la Danimarca). La squalifica toglie di mezzo Francesco dalla competizione. Piovono critiche su critiche, i media iniziano ad osservarlo con occhio severo. A lui non resta che la Roma, divisa tra l’ultimo anno di gestione Capello ed un futuro tutto da decifrare. Nel frattempo, aumenta lo score realizzativo del Capitano, che il 19 dicembre raggiunge un traguardo considerevole. Con il primo dei due gol al Parma supera Roberto Pruzzo, diventando il miglior goleador della storia giallorossa con 107 reti. A soli 28 anni.   2005 – IL CUCCHIAIO DI MILANO La Roma, nel tempo, si ricostruisce. Attraversa una delicata fase societaria, ma progetta idee e soluzioni per rilanciarsi. La novit? pi? brillante dell’estate 2005 ? l’ingaggio di un allenatore in gamba e preparato: Luciano Spalletti. Con il mister toscano, la squadra torna gradualmente competitiva, mantenendo Francesco Totti come elemento base. Il 4-2-3-1 tutto incursori e frenesia e le undici vittorie consecutive sono ancora lontani, quando la Roma torna a sbancare San Siro dopo un’attesa durata undici anni. Il 26 ottobre, Totti ruba la scena al resto della compagnia. Illumina il Meazza con un gol da fantascienza: parte dalla propria met? campo, si allarga a sinistra, pian piano s’accentra. Porta a spasso orizzontalmente Materazzi e dal limite dell’area fa partire un meraviglioso cucchiaio che s’insacca alle spalle di Julio Cesar. Un capolavoro sublime.   2006 – IL CIELO E’ AZZURRO SOPRA BERLINO Se il buongiorno si vede dal mattino, il 2006 non sembra essere un grande anno. Il 19 febbraio, un intervento falloso di Vanigli durante Roma-Empoli provoca il primo grave infortunio della carriera di Totti. Frattura della caviglia sinistra. E’ una mazzata, a soli quattro mesi dall’inizio dei campionati del mondo in Germania. La convocazione in azzurro sembra un’utopia, ma la tenacia di Francesco ? straordinaria. E’ gi? in campo a maggio, con la Roma, per le ultime gare stagionali. E il 12 giugno, nella sfida inaugurale con il Ghana, ? presente, presentissimo, da titolare. Pur in condizioni fisiche precarie, Totti consegna alla storia dei mondiali 2006 quattro assist-gol ed una rete straordinariamente decisiva, su calcio di rigore, nell’ottavo di finale contro l’Australia. Il 9 luglio a Berlino alza al cielo una Coppa che in molti, per rabbia ed invidia, nemmeno vorrebbero riconoscergli. Ma che gli apparterr? per sempre.   2007 – LA SCARPA D’ORO A mondiale finito, sono in molti a domandarsi se il vero Totti sia solo un pallido ricordo oppure no. Il timore che l’infortunio alla caviglia possa influire nel proseguo della sua carriera ? nitido e presente. Una nube oscura, che viene scacciata via in pochi mesi. Nel campionato 2006-2007, il Capitano impiega un po’ a ritrovare brillantezza. Segna il suo primo gol solo il 22 ottobre contro il Chievo. Poi non si ferma pi?, battendo ogni record personale in tema di reti realizzate. Ne fa 26 in campionato, 32 totali in stagione. Vince la classifica dei cannonieri e conquista la Scarpa d’Oro, uno dei trofei europei pi? importanti e prestigiosi a livello individuale. In pi?, torna a vincere con la Roma dopo sei anni, conquistando la Coppa Italia e, in estate, la Supercoppa Italiana.   2008 – IL CAPITANO PIU’ VINCENTE E’ un anno di grandi rimpianti. La Roma di Spalletti vive la sua annata migliore: viaggia a ritmo spedito e taglia la soglia degli 82 punti. Ci? non basta, tuttavia, a coronare il sogno pi? ambito. Ossia, la conquista dello scudetto. L’ultima giornata del torneo, il 18 maggio, si trasforma in un’atroce illusione. A mezzora dal gong finale, il trionfo ? in tasca. Poi Ibrahimovic, a Parma, accende l’Inter e spegne i desideri di gloria giallorossi. Dopo una sola settimana ci si pu? consolare. La Roma, com’? giusto che sia, inaugura la finale unica di Coppa Italia all’Olimpico, mettendo a segno il nono centro nella competizione. Totti, infortunato, non gioca. Ma ? lui ad alzare al cielo il trofeo, consegnatogli dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Francesco diventa il Capitano pi? vincente della storia della Roma, con cinque conquiste effettive (una in pi? di Agostino Di Bartolomei).   2009 – 178 CON UNA SOLA MAGLIA La Roma spallettiana ? a fine ciclo. L’idea di proseguire un percorso vincente ? accattivante, ma di fatto non si realizza. Il sesto posto della stagione 2008-2009 ? deludente. Totti, dal canto suo, fa il Totti alla grande. Continua a segnare gol a grappoli e a sciorinare prestazioni scintillanti, nonostante le quasi 33 primavere sul groppone. Il 31 maggio, contro il Torino, raggiunge Giampiero Boniperti a quota 178, diventando il calciatore pi? prolifico tra coloro che hanno vestito una sola maglia. Il tutto, nell’anno in cui mette a segno la sua prima (e finora unica) tripletta in Serie A allo stadio Olimpico, il 22 novembre contro il Bari.   2010 – IL GOL DELL’ILLUSIONE La Roma ereditata da Claudio Ranieri travolge tutto e tutti. Parte da zero, si mette in testa di raggiungere un sogno e sfiora il colpaccio: 24 risultati utili consecutivi (18 vittorie e 6 pareggi), imbattuta in campionato dal 1? novembre al 18 aprile e soprattutto, prima in classifica (da sola) alla vigilia della sfida con la Sampdoria del 25 aprile. A quattro giornate dalla fine, in citt? si respira il profumo di scudetto. Restano quattro gare da vincere, e purtroppo la prima ? fatale. Roma-Samp ? una sorta di Roma-Lecce dell’era moderna. Stadio pieno, tutto pronto per la festa. E si va in vantaggio, proprio grazie a Totti, che interrompe un digiuno realizzativo di tre mesi. Il suo gol, di rapina, viene schiacciato dalla rimonta di Pazzini. Ne restano da giocare tre, ma ormai l’Inter di Mourinho ha in pugno la situazione. Francesco trascina, segna contro Parma e Cagliari. Ma non basta. Il sogno del secondo tricolore da Capitano ? ancora una volta rinviato.   2011 – IL DERBY DEL CAPITANO Ranieri non indovina la seconda stagione e si dimette a febbraio, dopo un clamoroso rovescio esterno col Genoa (da 0-3 a 4-3). La Roma, ormai prossima al cambio di propriet?, si affida ad un allenatore fatto in casa: Vincenzino Montella, amico e compagno di Francesco per dieci lunghi anni. Topgun riporta la squadra al 4-2-3-1 d’ispirazione spallettiana, con De Rossi e Pizarro davanti alla difesa ed un trio di trequartisti a supporto del Capitano. Il nuovo schema rivitalizza la squadra e Totti stesso, che il 13 marzo si toglie un’enorme soddisfazione. Il 2-0 alla Lazio, quinto successo consecutivo nel derby, ? tutta roba sua. Prima incenerisce Muslera su punizione (70′), poi lo trafigge su calcio di rigore (90′). E’ il pomeriggio di Totti, ? il suo trionfo personale. Uno dei tanti.   2012 – SUL PODIO DEI PIU’ GRANDI Inizia l’era americana, con Totti sempre nel ruolo naturale di simbolo indiscusso dei colori giallorossi. La stagione griffata Luis Enrique ? alquanto complicata (solo 8 gol stagionali, mai cos? pochi dal 2001-2002), e Francesco deve attendere qualche mese di troppo per fare il suo ingresso nel podio dei migliori marcatori di sempre della Serie A. L’aggancio al duo Meazza-Altafini (fermi a quota 216) avviene il 26 settembre, durante la sfida dell’Olimpico contro la Sampdoria, finita 1-1. A Marassi, con il Genoa, Totti fa 217 e mette nel mirino prima Nordahl e poi l’inarrivabile (?) Piola. La scalata verso il record dei record prosegue.   2013 – TOTTI OLTRE NORDAHL Anno ventesimo, e Totti ? sempre Totti. Il leader, il punto di riferimento. Semplicemente il pi? forte, il pi? bravo, il migliore. La preparazione atletica di mister Zdenek Zeman consegna al campionato un Francesco in condizioni fisiche smaglianti, degne delle sue migliori stagioni passate. La squadra nel complesso non decolla, ma i numeri personali del numero 10 restano di prim’ordine. Nel 2013 ? il Re dell’Olimpico: sempre a segno in tutte le gare di campionato, contro Inter, Cagliari, Juventus, Genoa e Parma. Sotto la gestione Andreazzoli si scatena, regalando ai tifosi un memorabile gol contro la Vecchia Signora e “regalandosi” il sorpasso su Nordahl nella classifica dei marcatori di tutti i tempi della Serie A. Contro il Genoa rete numero 225, con il Parma “perla” numero 226. Ora, non resta che Piola.

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