Spalletti: “Totti adesso è perfetto, è quello che volevo. Vermaelen? Ha la pubalgia” – AUDIO – VIDEO

Il tecnico giallorosso parla alla vigilia della gara contro il Torino: “Per i granata grande rispetto, domani ci sarà da lottare. Dzeko può arrivare a quota 20 gol. Mettere mano alla difesa ora mi sembra un azzardo: ci saranno Manolas e Fazio”

di Redazione, @forzaroma

Archiviata la vittoria infrasettimanale contro il Crotone, la Roma va in trasferta per ritrovare continuità nei risultati. L’appuntamento è fissato per le 12.30 di domani: nel lunch-match della sesta giornata di campionato, i giallorossi affronteranno il Torino di Mihajlovic. Alla vigilia della gara, l’allenatore romanista Luciano Spalletti è intervenuto in conferenza stampa dalla sala Champions di Trigoria per rispondere alle domande dei giornalisti presenti.

Qui la conferenza stampa di Luciano Spalletti:

Bollettino medico: Vermaelen è fermo, poi sono tutti a disposizione. Su Vermaelen c’è da fare una riflessione in più. Meglio non mettere paletti in questo momento qui, ma bisogna valutare con più calma il suo recupero. Ogni volta che proviamo e andiamo ad alzare un po’ l’asticella, torniamo un po’ indietro. Questo è un rischio che bisogna smettere di correre“.

Ora al Torino c’è Mihajlovic. Quanto è cambiata la squadra granata con lui? Cosa pensa del lavoro del tecnico serbo?
Quando si parla del Torino, mi viene automatico avere un rispetto speciale. Da innamorato del calcio, le imprese del Grande Torino hanno un significato unico, di conseguenza, quando vado a giocare contro di loro, mi sembra sempre che ci sia la supervisione ed il controllo di quella grande squadra. Per noi sarà una partita difficile. Mihajlovic è sicuramente uno che riveste bene quello che ho detto in questo discorso, è una persona di assoluto carattere. Lo ha fatto vedere sia da allenatore che da calciatore. Ci sarà da lottare forte in questa partita. A noi serve dare seguito alle ultime prestazioni, quindi dobbiamo tentare di vincere questa partita. Il Torino gioca un buon calcio, ha dei buoni calciatori. Servirà una Roma forte.

Nell’ultimo turno di campionato, la Roma è scesa in campo con 8 giocatori su 11 nati dal 1990 in poi. Più di Juve, Napoli e Inter. Possono essere loro il valore aggiunto della Roma nel corso di questa stagione?
Il discorso è un po’ quello già fatto nella scorsa conferenza. Noi dobbiamo mettere dei paletti, dobbiamo evidenziare quello che deve essere il futuro, dobbiamo lavorare per questo. Da parte della Roma, nella composizione della rosa c’è stata anche questa intenzione di dare un seguito. Mi sembra che siano state anche fatte scelte giuste per quello che abbiamo visto. Questi calciatori hanno possibilità di dare seguito a una Roma forte.

Una riflessione su Castan. Avrebbe potuto smettere, invece non ha mollato e domani sarà titolare.
Questo la dice lunga sulla forza e sul carattere del calciatore, cosa che aveva già fatto vedere nella Roma. Mi fa enorme piacere ritrovarlo, anche se da avversario. Lui è ancora un calciatore della Roma. Mi fa piacere che abbia trovato un altro grande club dove ha possibilità di giocare con più continuità rispetto a quanto sarebbe potuto succedere qui. Sarà un avversario molto difficile, vorrà dimostrare qualcosa soprattutto a noi che siamo in possesso del suo cartellino. Quando abbiamo parlato mi ha sempre fatto vedere che ci teneva moltissimo a questa maglia e a questo club. Ho dovuto affrontare con grande dispiacere questioni di trasferimenti in un’altra squadra. Ha fatto vedere che si potevano fidare di lui, tante squadre ce lo hanno chiesto. Ora vederlo giocare titolare mi riempie di gioia per la qualità del ragazzo e della persona.

Per Vermaelen ci può essere un problema di pubalgia?
Sì, è quello, è un problema di pubalgia. Ma ci sono svariati tipi di pubalgia. Ci sono infiammazioni che sono guarite in 15 giorni, altre che vanno gestite in un determinato tempo, altre ancora che diventano assolutamente da fermare. Dicendo pubalgia non si dà una tempistica o si parla di un problema che riguarda un preciso periodo. Si dicono più cose, però sì, è pubalgia.

Ho letto che a Totti regaleresti la macchina del tempo. Più realisticamente, che regalo gli farai? Sei invitato alla sua festa?
Sì, mi ha invitato e penso di andare a salutarlo, è una festa importante. Poi non voglio rovinare il resto della festa, quindi lo saluto, gli faccio gli auguri e poi vado via (ride, ndR). Quando mi vedranno entrare sicuramente non sarò gradito dal resto del gruppo. Il regalo? Glielo faccio, certo. La macchina del tempo è un regalo che non posso comprare, ma rispecchia il mio pensiero per quanto lo riguarda. E se te lo dico non è più un regalo! Quindi non te lo dico.

Dall’esterno ora Totti sembra un po’ più tranquillo quest’anno, come se si fidasse un po’ più di lei. E’ così? Le cose vanno meglio?
Per me le cose sono sempre andate nella stessa maniera e andranno sempre in quella direzione lì. Lui è uno dei calciatori della rosa, può giocare le partite dall’inizio, può subentrare o uscire. E’ un giocatore che ha qualità, attualmente è perfetto. Viene, si allena, è dentro il gruppo. Spesso fa riferimenti al collettivo, al gioco di squadra, al dare un contributo per la squadra. Per cui è quello che volevo. Si va avanti insieme.

Quest’anno la Roma non ha mai vinto in trasferta. E’ una casualità o questo fa parte della mancanza di personalità che spesso tira in ballo?
Non siamo una squadra senza personalità. Siamo una squadra che alcune volte cala in questo fattore e in questa caratteristica. Ci sono momenti in cui la palla viaggia a 2000 km/h e ci prendiamo delle responsabilità, altri in cui ci viene un po’ il timore di riprovare a fare quello che abbiamo fatto vedere. Secondo me è casualità, abbiamo giocato anche delle buonissime partite. Ora siamo sulla strada giusta, non dobbiamo tornare indietro.

La scelta di tenere più alto Salah può creare qualche problema a Florenzi?
Bisogna vedere quello che si vuol prendere, quello che si ritiene più un vantaggio o una difficoltà. Io dico che se Salah riesce a partire un po’ più centrale e 10 metri più alto, la strada per arrivare a fare l’1 contro 1 con il difensore centrale avversario, o a giocare contro la linea difensiva avversaria, è una strada molto più corta. Se lui deve partire dal raddoppio sul terzino, la strada diventa doppia e si incontrano molti più calciatori per arrivare là dove si può fare male. Chiaramente poi c’è un’altra valutazione da fare. Se Florenzi viene lasciato solo a difendere e se il terzino avversario spinge, bisogna trovare il modo per aiutarlo. Lui ha delle caratteristiche che, per fare il terzino difensivo, un po’ stridono. Bisogna trovare una via di mezzo. In questo modulo qui, il mediano ogni tanto può andare un po’ aiutarlo. Altre volte può andare Salah, altre deve sopportare l’1 contro 1. In base alle situazioni, deve anche sapere sbrogliarsela da solo. Se c’è sempre bisogno del resto della squadra per dare un contributo, allora si può giocare tutti. A volte sei lì da solo nel tuo settore e te la devi saper cavare.

Qual è la sua posizione su Roma 2024?
L’ho già detto, mi rimane difficile poter dire di più perché non conosco le cose in profondità. Secondo me è un’occasione da sfruttare. Bisogna trovare le soluzioni per sfruttarla. Non è un’occasione soltanto per Roma, ma per tutta la nostra nazione. Vedo la gioia degli altri quando noi rinunciamo. Chiaramente ci sono cose da mettere a posto, c’è da fare la conta dei vantaggi e delle difficoltà che ti porta. Però poi si ha sicuramente sviluppo, sicuramente si dà gioia a degli sportivi che meritano quel palcoscenico, si dà anche la possibilità di trovare posti di lavoro. Ma lo dico con una certa superficialità, perché i conti in profondità non li conosco.

Domani potrebbe essere la partita giusta per il rilancio di Jesus?
Secondo me Jesus è uno dei calciatori della rosa della Roma di cui ci si può fidare. Probabilmente ha sbagliato in qualche azione e in qualche giocata, però aveva un problema e io gli ho chiesto di giocare. Avevamo delle difficoltà in quel ruolo, in dei momenti abbiamo avuto bisogno di averne uno in più sulla linea difensiva. Domani non so chi farò giocare, non lo dico, però andare a mettere mano ora alla linea difensiva mi sembra un azzardo in una partita così delicata. Se non succede niente, enso che i titolari rimarranno Manolas e Fazio, ma Jesus è un calciatore che può giocare centrale e a sinistra, sa fare benissimo l’1 contro 1 in fase difensiva, è forte di testa. Ha commesso degli errori, come fanno tutti. Abbiamo la possibilità di avere 23 giocatori anche domani, non 11 titolari e 12 misteri come ci piace dire. Ci saranno 23 titolari.

Dzeko ha le capacità di tornare a fare 20 gol in campionato?
Secondo me sì, secondo me ci arriva. Però questa non è la soluzione della Roma se Dzeko fa 20 gol, si riparte sempre da lì. Secondo me contano altre cose, conta la partecipazione dentro la squadra. Voglio che Dzeko sia dentro al nostro progetto e alle nostre intenzioni. Ci dà qualche soluzione in più. Va bene anche quella dell’anno scorso, ma se si riesce a fare anche quella dell’anno scorso con la fisicità di Dzeko abbiamo delle soluzioni in più. Quella dell’anno scorso andava benissimo, basta vedere i numeri. Anche se quella non c’è piaciuta, eppure i numeri dicono che era perfetta. Poi bisogna cercare sempre una soluzione in più, una forza maggiore come ricerca. Con Dzeko, se si riesce a far funzionare questa soluzione con quella dello scorso anno, la avremo. I gol sono un dato che servono a evidenziare il fattore più visibile ed eclatante, quello che dà subito il voto e il commento al voto. Conta il gol, ma se non c’è un lavoro di squadra il gol è fine a se stesso. Conta la squadra, il gruppo, il comportamento, la disponibilità, il sacrificio, il modo di ragionare, l’essere stretti, l’essere corti, l’essere tutti in zona palla, l’essere tutti disponibili a sprecare 50 metri per creare densità in una zona del campo dove poi i miei compagni riconquistano più facilmente palla. Un calciatore che prende e fa una rincorsa dal limite dell’area avversaria fino al limite dell’area tua, e nelle ultime partite ce ne sono stati diversi, non lo vede nessuno, non riprende palla, però copre uno spazio dove i restanti compagni di squadra hanno meno difficoltà e meno tragitto da fare, così la riconquistano.. Lui dice “ma se io rimango su, questi 70 metri li posso usare per uno scatto verso la porta e posso anche fare assist o gol”. Perfetto, ma probabilmente nell’azione precedente avremmo preso gol perché lui non ha coperto lo spazio che ci ha permesso di recuperare palla. Dicono “ha il 100% dei passaggi positivi”, ma se ha toccato due palloni fai il 100%. Chi ne ha toccati 50 fa il 50%. Due palloni toccati sono pochi, bisogna sbagliarne anche qualcuno.

(Trascrizione a cura di Melania Giovannetti)

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