Tiago Pinto nuovo General Manager della Roma in stile NBA: ecco come evolve il ruolo del ds

I Friedkin hanno “rubato” la figura chiave degli sport americani e l’hanno importata nel calcio. L’area sportiva è nelle sue mani

di Valerio Salviani, @vale_salviani

La rivoluzione Friedkin passa anche dall’evoluzione dei ruoli chiave del club. L’ingaggio di Tiago Pinto è un bel balzo nel futuro. Non solo per il profilo del millennial portoghese, che a differenza del predecessore è giovane e di respiro internazionale. Ma soprattutto per quello che Pinto rappresenterà per la Roma dal primo gennaio prossimo. Non un direttore sportivo vecchia maniera, ma un general manager. Una figura che non esiste nel nostro calcio, ma che Dan e Ryan Friedkin hanno “rubato” agli sport USA. Ecco cosa cambia rispetto al passato.

Tiago Pinto nuovo general manager della Roma: ecco le novità

 

Il GM è il cuore pulsante delle franchigie americane. Come una sorta di “Mangiafuoco” muove i fili di tutto quello che succede dentro e fuori dal campo. Lavora autonomamente ed è a capo di una squadra che lo aiuta nelle analisi e nella supervisione, oltre che nelle operazioni da compiere. Per questo è possibile immaginare che Pinto avrà il compito di scegliere un altro “uomo di campo”, che lavorerà alle sue dipendenze e che tratterà per lui e con lui le operazioni di mercato. Potrebbe puntare su De Sanctis, se l’attuale responsabile del settore giovanile non decidesse di mettersi in proprio in un altro club. Di fatto, anche l’evoluzione del settore giovanile passa interamente sotto il suo controllo. La scelta degli allenatori, l’impostazione di gioco e, anche in questo caso, i contratti saranno totalmente a sua discrezione.

In NBA i General Manager sono le figure con più poteri. I proprietari si affidano completamente nelle mani dei loro GM, lasciando a loro ogni scelta legata alla gestione delle franchigie. L’esempio, che suonerà familiare a chi ha visto “The Last Dance”, è Jerry Krause, l’uomo che ha costruito i Chicago Bulls capaci di vincere sei volte il titolo NBA, ma che ha vissuto momenti complicati soprattutto per il rapporto difficile con Michael Jordan. Il GM è l’uomo delle scelte difficili. I Friedkin vogliono continuare a essere presenti, ma hanno bisogno di un top manager che curi tutti gli aspetti sportivi legati al club. Aspetti su cui loro non hanno né esperienza, né competenze. Un responsabilità grandissima per Tiago Pinto, che per Dan Friedkin è un “talento mondiale”. L’uomo giusto, secondo loro, a cui affidare il futuro della squadra. E, ovviamente, anche di Fonseca, che ha a disposizione otto mesi per convincerlo a puntare ancora su di lui rinnovandogli il contratto.

 

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