TESTA A TESTA Roma-Fiorentina: Florenzi-Alonso, Nainggolan-Borja Valero, Perotti-Astori

La Roma affronta i viola in una sfida dal sapore europeo. Ma i tre punti possono valere più del terzo posto

di Redazione, @forzaroma

Pensare alla stretta attualità, alla Roma di stasera, sarebbe stato ironico e forse paradossale tornando con la mente all’autentica del rigore che regalò allo Spezia i quarti di finale di Coppa Italia.

Sembrano passate intere stagioni, invece si tratta di un paio di mesi; che hanno visto la Roma tornare ad essere una squadra di calcio seria e rispettabile, con la logica conseguenza di una serie di risultati che l’hanno portata a ridosso del terzo posto, con un occhio al secondo. Spalletti ha rivoluzionato la Roma; tecnicamente e mediaticamente.

Siamo artefici del nostro destino, la preparazione atletica è perfetta e Roma è l’ambiente ideale per lavorare. Questo il mantra del tecnico toscano. Certo, forse il concetto è estremizzato ma è altrettanto chiaro come la Roma avesse bisogno di un sergente di ferro che non le desse respiro; e i risultati si vedono.

Questa sera all’Olimpico ci sarebbero tutti gli ingredienti per una grande serata di calcio, se non fosse per il perdurante problema legato alle nuove norme che riducono lo stadio ad un teatro silenzioso. In ogni caso la partita è succulenta e l’avversario della Roma incute timore se si osservano con attenzione le ultime prestazioni. I viola arrivano dal pareggio interno contro il Napoli, risultato che non rispecchia minimamente l’andamento della gara; infatti, i gigliati hanno schiacciato per larghi tratti della partita gli azzurri e meritavano ampiamente i tre punti. La squadra è in salute e gli ultimi risultati lo dimostrano. Ma se Spalletti è attento ai dettagli – e lo è – avrà notato come la squadra di Sousa cambi radicalmente lontano dal Franchi. Meno padronanza del campo, meno gol segnati e, decisamente, una difesa insicura. Ma non nei primi tempi; in trasferta, infatti, la Fiorentina ha concesso tre reti nelle prime frazioni di gioco mentre il numero sale a tredici se si prendono in considerazione i secondi tempi. Insomma, l’enorme dispendio di energie che richiede il gioco del tecnico portoghese causa un evidente calo nelle riprese, particolare non trascurabile; anche perché la rosa della Roma è sensibilmente più lunga e Spalletti potrà inserire forze fresche per far male ad una Fiorentina corta nelle rotazioni.

Una sfida che può dire molto sul proseguo del campionato delle due compagini che vincendo si attesterebbero a soli due punti dal Napoli di Sarri, in attesa che i partenopei affrontino il Chievo di Maran.

Florenzi-Alonso: La sfida sulla fascia destra tra i due atleti potrebbe determinare il risultato finale. Entrambi tendono per indole a spingere più che difendere e se nella metà campo avversaria sono temibili è parimenti vero che in fase difensiva hanno evidenti lacune. Alessandro Florenzi, pur non essendo un titolare inamovibile è considerato prezioso da Luciano Spalletti che lo sta utilizzando con parsimonia. Il ragazzo ha ormai accettato di non avere un ruolo definito all’interno della squadra ma è indubbio che il suo essere poliedrico tornerà utile nel rettilineo finale della stagione. Il collega viola soffre terribilmente i giocatori rapidi e le sovrapposizioni continue, marchio di fabbrica della Roma spallettiana.

NainggolanBorja Valero: Il centrocampista spagnolo sta incantando da più stagioni. La sua tecnica al servizio del gioco armonioso di Sousa sublima la manovra dei viola, non perdendo mai di vista la concretezza necessaria ad avere la classifica che ha la Fiorentina. Al centro del campo, però, si aggira il mastino giallorosso che predilige come prede i giocatori così tecnici che amano tenere il pallone incollato ai piedi. Nainggolan ha trovato nuova linfa dall’arrivo di Spalletti e ha rigenerato l’energia mentale che sembrava aver perduto prima di Natale. Se Valero avrà la libertà di inventare, per la Roma sarà dura. Ma il romanista non ama che sul suo terreno si porti la palla a meno che non si vesta la maglia giallorossa.

Perotti-Astori: Il centrale gigliato è una conoscenza neppure troppo vecchia dell’ambiente giallorosso. Di lui ricordiamo il gol fantasma siglato ad Udine (la
Roma si lanciava a ridosso della Juventus, prima del tracollo) e una lentezza che ha fatto tremare più volte i tifosi della Roma. Perotti sembra essere nato per mettere in difficoltà i giocatori come Astori, che prediligono marcare gli attaccanti-boa, grandi fisicamente ma statici. L’argentino invece è rapido e basa il suo gioco sul non dare punti di riferimento, dando aria all’azione e creando spazi dove i centrocampisti o le ali della Roma possono inserirsi. Sia chiaro, Astori non è il peggiore difensore che ti possa capitare in rosa ma di certo non è adatto ad una squadra che ambisce alla vittoria. Stasera ha l’occasione di vendicarsi per il mancato riscatto della scorsa stagione ma se Perotti sarà in serata, a Firenze più di qualcuno passerà una serata poco piacevole.

 

Niccolò Mastrapasqua

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