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Tempestilli: “A Trigoria c’era voglia di rivincita. Garcia uomo serio, valido e meticoloso”

Nel giorno del suo 54esimo compleanno, sulle frequenze di Radio Centro Suono Sport é intervenuto Antonio Tempestilli, responsabile organizzativo dell’A.S. Roma.

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Nel giorno del suo 54esimo compleanno, sulle frequenze di Radio Centro Suono Sport é intervenuto Antonio Tempestilli, responsabile organizzativo dell'A.S. Roma.

Prima di sedere dietro una scrivania una carriera da calciatore, iniziata in giro per le periferie romane e terminata poi, dopo una parentesi nel Nord Italia, con la maglia della Roma: “Soprattutto all'inizio mi hanno aiutato molto i miei genitori, che mi trasportavano sui vari campi della periferia romana per permettermi di allenarmi. Poi approdai al Banco Roma, una società molto importante, che permetteva l'acquisizione di un posto in banca dopo aver cessato l'attività di calciatore, un obiettivo a cui un po' tutti miravano. Tuttavia arrivò poi l'offerta dell'Inter, e seppure la mia famiglia non fosse d'accordo mi trasferii, spinto dal blasone e dalla voglia di arrivare in una società importante, facendo ricredere in seguito anche i miei genitori”.

Dopo Inter e Como arriva poi il trasferimento alla Roma (1987, ndr), spinto da due figure storiche della società giallorossa: “Da quello che ho saputo sia la famiglia Viola che Nils Liedholm spinsero tanto per avermi. Non so se il motivo sia la mia data di nascita, la stessa di Liedholm, persona molto scaramantica che ricordo con grandissimo affetto. Chissà che non sia stata proprio questa la motivazione”.

La sua prima annata con la Roma non fu affatto semplice, complice anche l'arrivo di Lionello Manfredonia, contestato per il suo passato in maglia biancoceleste: “Passammo insieme a Lionello un paio di stagioni difficili, soprattutto lui faticava a gestire la situazione che si era creata. Tra l'altro ci tengo a sottolineare che si tratta di un ragazzo straordinario. Poi, al di là della fede calcistica, vi assicuro che quando indossava la maglia della Roma metteva tutto se stesso per raggiungere il risultato”.

Tornando all'attualità, in molti paragonano Rudi Garcia a Liedholm, similitudini che Tempestilli non approva: “Al di là dei paragoni, credo che ognuno abbia delle proprie caratteristiche. Garcia dal canto suo si sta dimostrando un tecnico molto valido, una persona seria e molto meticolosa. Ad ogni modo mi riesce difficile fare dei paragoni, anche perché ognuno mette qualcosa di sé in quello che fa”.

Ciò non toglie nulla all'ottimo inizio di campionato di cui la Roma si é resa protagonista: “Bisogna dar merito a tecnico e giocatori di aver sposato la causa. Del resto c'era tanta voglia di rivincita, sapendo quello che molti avevano passato nelle stagioni passate. Poi, per quanto mi riguarda, parto dal presupposto che dopo la tempesta arrivi sempre il sereno, e quindi era il momento che tornasse un po' di serenità anche nel nostro ambiente”.

Parole da persona esperta, di campo e di Roma, come testimoniato dall'ormai lunghissima militanza: “E' dal 1987 che sono qui a Roma, quindi sono passati 26 anni. Tuttavia ci sono altre persone che sono qui a Trigoria da più tempo. Prima di me ci sono infatti Bruno Conti e Maurizio Cenci. Ciò nonostante considero Trigoria come casa mia.

Prima dei saluti c'é tempo anche per una battuta sul suo soprannome storico, Cicoria: “E' una storia divertente che ho raccontato tantissime volte. Del resto chi si ferma tanto tempo a Roma un soprannome gli viene sempre affibbiato. Il mio nasce dal modo di essere e di fare che avevo in campo. Si diceva infatti che mi trovavo ovunque, proprio come la cicoria. Per altri deriva invece dalla capigliatura, perché avendo pochi capelli si diceva avessi in testa un mazzo di cicoria. E' una storia che é nata così e che si é poi trascinata con grande simpatia”.