Talento e agonismo: la firma di Rudi sulla Roma dei record

di Redazione, @forzaroma

(di Andrea Schietroma) – La Roma continua a vivere il suo momento magico costellato di vittorie e complimenti da tutta Europa. Sono finiti i tempi duri, quando le belle parole e le pacche sulle spalle arrivavano alla squadra di Luis Enrique che provava a portare un nuovo tipo di calcio in Italia ma intanto non vinceva.

Ora i complimenti sono dovuti, obbligatori, perchè sono i numeri a decretarli. Perchè la difesa romanista è la meno battuta d’Europa, perchè una squadra che in Serie A fa 17 gol nelle prime sei partite non è una consuetudine e infatti solo il Milan nel 2002 ha fatto meglio.

Numeri impossibili da trascurare, difficili da considerare solo una casualità. E il merito è in gran parte di Rudi Garcia, quel tecnico che, come racconta la sorella, già da bambino amava studiare tattica con il suo Subbuteo. Questa Roma è una sua creazione, ha la sua impronta oltre a quella che, durante il mercato, ha voluto dargli Sabatini, memore di quella squadra moscia e senza attributi che il 26 maggio ha regalato una Coppa Italia all’altra squadra di Roma.

 

In tanti cominciano a nominare la parola scudetto. Ma non a Trigoria, dove il tecnico transalpino, per ora, non ne vuole neanche sentir parlare e ha messo subito la Roma con la testa rivolta verso la sfida di domenica con l’Inter. Sono i tanti addetti ai lavori che sono rimasti stupiti da questo gruppo. Come il tecnico del Torino, Giampiero Ventura, che ha indicato proprio la Roma come candidata al titolo. Gli hanno fatto eco due ex giallorossi come Boniek e Di Livio con quest’ultimo che non ha potuto non sottolineare la cura con cui Garcia prepara ogni sfida.

 

Già, perchè questa è una squadra diversa da quella di soli 5 mesi fa. I volti sono circa quelli,non ne sono cambiati molti. E’ la testa che è cambiata. La guida.

Questa Roma è bella, vince e stupisce. Tante volte, negli anni scorsi si è vista una squadra vincere partite anche largamente, chiudendole però con uno o due gol al passivo, frutto di un calo di concentrazione dovuto magari al largo risultato. Questa nuova Roma non concede più neanche quello. E se all’89° Balzaretti, praticamente un neo-acquisto giallorosso, morde le caviglie del Laxalt di turno seppur in vantaggio per 5-0, qualcosa vorrà dire.

Significa che la musica è cambiata, che la strada intrapresa è quella giusta. E poi chissà, magari a Maggio…

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