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forzaroma news as roma Stadio Roma, Veloccia: “Non vedo pericoli. Tempi tecnici variabili”

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Stadio Roma, Veloccia: “Non vedo pericoli. Tempi tecnici variabili”

Stadio Roma, Veloccia: “Non vedo pericoli. Tempi tecnici variabili” - immagine 1
Le parole dell'Assessore all'Urbanistica: "Lo stadio della Roma è un esempio delle cose che a Roma diventano delle chimere, dei sogni. Questo stadio invece è riuscito ad avere due voti, tra i più larghi di questi anni sulle delibere proposte"
Redazione

L'Assessore all'Urbanistica di Roma Capitale, Maurizio Veloccia, è intervenuto nel corso di "Centomila Voci" in onda su Teleambiente per parlare dei prossimi passi da compiere per il progetto dello Stadio della Roma. Di seguito le sue dichiarazioni.

Ha tirato un sospiro di sollievo dopo il voto del 13 marzo?“Lo stadio della Roma è un esempio delle cose che a Roma diventano delle chimere, dei sogni. Questo stadio invece è riuscito ad avere due voti, tra i più larghi di questi anni sulle delibere proposte. Quello che è stato presentato tre anni fa era uno studio di fattibilità e l’assemblea era d’accordo. Il vero progetto è stato presentato alla vigilia di Natale. In due mesi l’assemblea capitolina lo ha votato e ha acceso il semaforo verde. Ora aspettiamo la Conferenza dei Servizi decisoria che possa approvare del tutto il progetto”.

Punterebbe sul fatto che lo stadio sarà effettivamente realizzato?“Sicuramente. Con tutto il lavoro che abbiamo fatto sarebbe da matti non credere nel progetto, che è pensato e fatto bene. La Roma vuole farlo, ha già speso qualche milione di euro. C’è una volontà reale. Si tratta di un investimento di oltre un miliardo, un progetto complesso. Però credo che le cose si possano fare e in questi anni le abbiamo fatte. Non è vero che a Roma non si possano fare le cose”.

Quali sono i rischi e i tempi previsti per i prossimi passaggi?“Le Conferenze dei Servizi sono fatte per ottenere tutte le autorizzazioni e per apportare integrazioni qualora necessarie. In un progetto del genere potrebbero essere richieste delle integrazioni. È un passo fondamentale essere già arrivati a questa fase. Il progetto deve essere vagliato da ciascun ente tecnico. Peraltro ci sarà una Valutazione di Impatto Ambientale, su cui credo che la Roma abbia fatto un lavoro approfondito. Io non vedo pericoli, ma siamo ancora nella fase di Conferenza dei Servizi e alcuni aspetti saranno approfonditi. I tempi sono variabili: la Conferenza dei Servizi ha tempi definiti, mentre il PAUR (Provvedimento Autorizzatorio Unico Regionale) ha dei tempi più lunghi. Sicuramente passerà qualche mese, penso tre o quattro”.

Da cosa possono dipendere effettivamente le tempistiche?“Ci sono solo tempi tecnici di cui abbiamo dialogato anche con il commissario Sessa. È una fase interlocutoria. Capiremo anche con il dottor Sessa dove verrà svolta materialmente la Conferenza dei Servizi”.

Risultano errori nelle autorizzazioni dell’Assessorato all’Ambiente per il proseguimento degli scavi archeologici. Qual è la situazione?“So che il dipartimento ha fatto un lavoro molto serio e approfondito. È stata individuata l’area di intorno valore botanico e segnalata alla Regione. Non è un problema per la realizzazione dello stadio perché sono aree che devono essere compensate e lo saranno”.

La perizia risale a novembre. Questo ritardo di cinque mesi non è preoccupante?“In merito a questo chiedete all’Ass. Alfonsi e vi risponderà. Vi dico che è stato svolto un lavoro molto serio, che in genere non si fa nelle città così grandi per le aree boscate, proprio per evitare polemiche. Gli scavi stanno ripartendo. Abbiamo fatto un lavoro di collaborazione con la Sovrintendenza: i reperti archeologici rimarranno sul posto, incorporati nel progetto dello stadio”.

Si farà in tempo per gli Europei del 2032?

“Ad oggi lo stadio è dentro la lista per Euro 2032. È un impegno molto complesso, anche perché bisogna rispettare la prima deadline di luglio. La nostra accelerata è stata dovuta anche a questo.”

L’iter è ormai in uno stato irreversibile o potrebbero esserci problemi in futuro, con un’eventuale giunta contraria all'opera?

“In questi casi non c’è mai niente di tecnicamente irreversibile. È vero anche, però, che le scelte ormai sono state fatte. Il progetto diventa effettivamente irreversibile quando si firma la convenzione urbanistica e si dà l’area in concessione al soggetto. Anche a quel punto, in realtà, si può rompere la concessione, ma è evidente che più si va avanti, più il progetto è definito e più diventa difficile tornare indietro”.