Stadio Roma, Pelonzi (PD): “M5S schizofrenico. Da noi nessun trappolone”

Parla il consigliere del Partito Democratico: “Forse è ora che tutti insieme facciate pace con il cervello e mettiate la parola fine a questa storia infinita”

di Redazione, @forzaroma

Il dibattito sullo stadio della Roma dentro il M5S e nella maggioranza capitolina sembra assumere toni sempre più grotteschi“. Parola di Antongiulio Pelonzi, consigliere capitolino del Partito Democratico, che in un video su Facebook si sfoga su quanto sta accadendo al Campidoglio. “Dal canto nostro, rassicuriamo comunque la sindaca e il M5S, colti da schizofrenia, che non c’è stata alcuna volontà del PD di tirare un trappolone a chicchessia sul progetto dello stadio – prosegue Pelonzi -. Noi abbiamo votato una delibera di utilità pubblica perché lo stadio lo vogliamo, come vogliamo tutte le opere pubbliche previste dal progetto, e ci batteremo per averli entrambe. Registriamo invece che all’interno del M5S più che spaccature ci sono veri e propri movimenti tellurici. Il tutto nella totale incertezza sui tempi di una decisione che la regione ha già fissato per il 3 marzo giorno conclusivo della conferenza dei servizi. Per ricapitolare: due giorni orsono il vice-sindaco Luca Bergamo all’uscita dall’incontro con la dirigenza dell’A.S. Roma ha dichiarato che era stato trovato un accordo sul progetto. Neanche 24 ore dopo la mattina successiva la Sindaca Raggi sottolinea che non c’è alcun accordo. Oggi la maggioranza capitolina si divide tra revisionisti del progetto e negazionisti della pubblica utilità. Tra quest’ultimi è incluso anche il coordinatore del tavolo urbanistico M5S arch. Francesco Sanvitto che minaccia ricorsi al TAR e esposti alla magistratura. La delibera di utilità pubblica dell’opera, votata nella scorsa consigliatura, è in attesa di essere pubblicata, una procedura che permetterebbe di procedere speditamente ( come prevede la legge sugli stadi) a patto che le modifiche che si intendono apportare riguardino solo la parte privata del progetto e non le opere pubbliche. La variazione di opere pubbliche o di destinazione d’uso comporterebbe invece una variante. Infine l’annullamento della delibera sull’utilità pubblica cancellerebbe ogni chance di fattibilità dell’opera e verrebbero meno oltre allo stadio anche i finanziamenti per il progetto. I consiglieri M5S, nell’incertezza sui possibili risvolti legali relativi alle decisioni sul progetto dello stadio anziché interpellare l’avvocato Lanzalone hanno chiesto pareri legali l’avvocatura capitolina che al contrario dell’avvocato genovese non è stata parte attiva nelle riunioni con l’A.S. Roma. Forse è ora che tutti insieme facciate pace con il cervello e mettiate la parola fine a questa storia infinita”, conclude Pelonzi.

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