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Stadio Roma, il sogno resta Ostiense: l’Olimpico piano B

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Il sogno dei giallorossi resta l'area degli ex Mercati generali

Redazione

Il sogno dei giallorossi resta l'area degli ex Mercati generali all'Ostiense. Intanto però, potrebbe esserci un piano B: Se il club non dovesse trovare un accordo in tempi ragionevoli con la nuova amministrazione capitolina - scrive Lorenzo D'Albergo su La Repubblica - l'idea è quella di tentare l'interlocuzione con il Coni e la sua controllata Sport e Salute per l'Olimpico. Dopo le complicazioni del passato, la Roma ha fretta. "Se passerà ancora un anno, perderemo sia l'interesse degli investitori sul progetto che l'onda del Recovery Plan e della ripartenza post- Covid " , così Guido Fienga, ex amministratore delegato uscente della società dei Friedkin ma confermato advisor sul dossier stadio.

Il piano B: l'Olimpico

Sia in Campidoglio che a Trigoria, è cominciata a circolare l'ipotesi del piano B. Scartata la pista che porta a Tor Vergata riecco l'Olimpico. Sarebbero troppi i lavori da fare. Un'operazione di rigenerazione urbana che andrebbe in porto a patto di trovare un nuovo impianto anche alla Lazio, con l'ipotesi Flaminio in testa, e di riuscire a superare tutti i vincoli che gravano sull'Olimpico. Difficile, certo. Ma non più della missione Ostiense. Sull'area degli ex Mercati generali insiste sempre il vecchio progetto (mai realizzato) della Città dei Giovani. Per mettersi seriamente a discutere con i giallorossi, il Comune dovrebbe prima arrivare alla revoca della concessione. Un intoppo al pari del bisogno di trovare spazi per la realizzazione dei parcheggi e tracciare un piano di mobilità per risistemare l'assetto della viabilità attorno al futuro impianto romanista.

Passaggio di consegne

La palla passerà al Campidoglio. Ovvero a Giulio Pelonzi, ex capogruppo del Pd in lizza per essere nominato delegato del sindaco Roberto Gualtieri agli stadi e ai piani di zona. Una carica guadagnata sul campo: sul finire della consiliatura Raggi è stato proprio il dem a emendare la delibera di revoca a Tor di Valle, ottenendo il via libera finale in consiglio comunale.