Stadio, Baldissoni: “Speriamo di iniziare nel 2018. Ritardo di 1-2 settimane farebbe perdere una stagione”

Le parole del dg romanista: “Non dipende da noi se si farà o meno. Serve una risposta al paese, le infrastrutture sportive sono un’esigenza”

di Redazione, @forzaroma

Per una Roma che lavora e si ritaglia il suo spazio in campo, ce n’è un’altra che si muove dietro le quinte per regalare allo società il suo stadio di proprietà. Oggi, intervenendo al 32esimo convegno dei giovani di Confindustria, Mauro Baldissoni ha parlato dello stadio della Roma: “Si farà lo stadio della Roma? Spero di sì ma non dipende da noi, ci sono tutti gli enti locali che ci stanno lavorando, ci attendiamo la risposta, una risposta che serve al paese, le nuove infrastrutture sportive sono un’esigenza per il paese – riporta Repubblica.it -. Ancora non riusciamo a realizzare in modo veloce quello che vogliamo. Se la luce verde per il nuovo stadio della Roma, arrivasse oggi, noi potremmo aprire per la stagione 2020-2021″.

Se la luce verde per lo Stadio della Roma a Tor di Valle da parte della Conferenza dei servizi arrivasse “oggi, entro 2-3-4 settimane, noi puntiamo a chiudere il finanziamento necessario, pulire il sito e avviare i lavori entro il primo trimestre dell’anno prossimo” scrive Ansa.it. “Poi ci sono 26-28 mesi per la costruzione della struttura e così riusciremmo ad aprire alla fine della stagione 2020-21. Il ritardo di 1-2 settimane significa perdere la stagione”, ha evidenziato il dg.

Di seguito una sintesi dell’intervista di Baldissoni, riportata da ASRoma.com:

Il calcio italiano ha visto negli ultimi anni un calo degli spettatori…

“Riscontriamo un calo di spettatori, è vero. Partecipare una volta significava esserci ed andare a cantare, oggi nel mondo partecipare significa essere protagonisti con un second screen, essere parte dell’evento. Il denaro del futuro arriverà da altri soggetti, non solo dai diritti tv. Facebook ha investito di recente 600 milioni di euro nel cricket. Noi esportiamo la Serie A a livello mondiale, ma la Lega ha valore se le partite a loro volta vengono viste, quindi trasmesse. Ora vengono preferite altre leghe. Anziché Roma-Inter, negli Usa trasmettono Villarreal-Sporting Gijon. Tra i fattori c’è anche quello degli stadi italiani, evidentemente vengono preferite le partite a seconda dello spettacolo offerto nelle migliori infrastrutture. Si trasmettono gli eventi che generano emozioni ed interesse”.

Ci dà un aggiornamento sulle tempistiche del nuovo stadio? Se oggi aveste il via libera, quando potrebbe essere inaugurato?

“Se arrivasse il via libera oggi o comunque in pochissimi giorni, i lavori partirebbero entro il primo quadrimestre del prossimo anno. Significherebbe aprire l’impianto nella stagione 2020-21. Un piccolo ritardo nel processo autorizzativo potrebbe anche comportare lo slittamento di una stagione, con danni incalcolabili”.

Perché la Serie A ha perso appeal?

“Da un punto di vista tecnico non è vero, non abbiamo nulla in meno delle altre leghe, basti pensare che la Juve ha disputato due finali di Champions negli ultimi anni. Mancano infrastrutture e organizzazione, ovvero capacità di commercializzare il prodotto. La nostra concorrenza si estende oltre i confini, sommare i brand migliori e creare una lega europea separata porterebbe più ricavi, certo si perderebbe qualcosa dal punto di vista delle emozioni, del confronto campanilistico, non so se le realtà si possono coniugare”.

Ci racconta qualcosa del Pallotta privato? Che presidente è?

“Pallotta ha avuto un enorme successo personale, anche nello sport lo ha già avuto negli Usa comprando con alcuni soci i Boston Celtics diversi anni fa. È un presidente che si entusiasma e soffre molto. Vede le partite della Roma camminando su e giù per casa, non riesce a stare seduto, anche all’Olimpico non si siede mai”.

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  1. Alfio Marchini - 3 anni fa

    La Roma vuole veramente giocare con i tifosi che vanno allo stadio in bicicletta o in canoa? Senza parlare dei clienti del centro commerciale e i lavoratori degli uffici?
    Il Ponte dei Congressi, se tutto va bene, non potrà essere in funzione prima di cinque sei anni, se non farà la fine della Metro C.
    E uno studio dei flussi di traffico basato su un ponte fantasma non si capisce che valore possa avere.
    Vi auguro di rinsavire, anche se ormai è evidente che lo stadio non si farà e che è tutto un gioco politico per non restare con il cerino in mano alle prossime elezioni.

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