Stadio Roma, Raggi: “Porterà 800 milioni di investimenti. Il ponte di Traiano non serve”

Stadio Roma, Raggi: “Porterà 800 milioni di investimenti. Il ponte di Traiano non serve”

Seduta di Consiglio Straordinaria richiesta direttamente dalla Sindaca al Presidente dell’Assemblea, Marcello De Vito

di Redazione, @forzaroma

L’aula Giulio Cesare di Palazzo Senatorio è il teatro del Consiglio Comunale Straordinario sullo Stadio della Roma richiesto direttamente dalla Raggi al Presidente dell’Assemblea, Marcello De Vito. Viene presentato il parere del Politecnico di Torino sulla viabilità intorno all’area di Tor di Valle. Appuntamento fondamentale per capire se la maggioranza possa essere compatta in occasione poi del voto in vista delle discussioni su variante e convenzione urbanistica.

LIVE

Ore 19.35 – Respinti tutti e sette gli ordini del giorno presentati dai gruppi di opposizione. La seduta è tolta.

Ore 19.30 – Il rappresentante del Partito Democratico Pelonzi presenta il quinto e il sesto ordine del giorno: “Le persone coinvolte da rinvii a giudizio o avvisi di garanzia devono essere rimosse, soprattutto se gli incarichi sono ancora in corso. Mi riferisco a Giampaoletti e Lanzalone. Non riguarda il tema delle inchieste, si tratta di prudenza sia dell’amministrazione che delle persone stesse. Auspico che l’aula possa essere d’accordo”. Entrambi respinti con questi risultati: 9 favorevoli, 19 contrari, 0 astenuti; 4 favorevoli, contrari 19, 1 astenuti.

Ore 19.25 – Celli: “Noi consiglieri rappresentiamo i cittadini romani. Ognuno rappresenta le esigenze problematiche delle città. La competenza della commissione controllo e garanzia è di monitorare le necessità richieste dai consiglieri e della città. C’è un atto grave rispetto al ruolo del direttore generale, ovvero limitare che un direttore vada nella commissione trasparenza per spiegare gli atti inerenti al politecnico di Torino. Chiediamo un ordine del giorno che prevede una censura del direttore generale“. 9 favorevoli, 18 contrari, astenuti 0.

Ore 19.20 – Pelonzi: “Chiedo di inserire le opere pubbliche, non la cubatura privata, che erano presenti nel progetto precedente e che sono state tolte”. Favorevoli 5, contrari 20, astenuti 0.

Ore 19.10 – Il secondo ordine del giorno viene presentato da Fassina: “Il senso dell’Ordine del Giorno deriva dalle mancate risposte della Sindaca e dei colleghi di maggioranza. Ho sentito affermazioni contraddittorie: in quel quadrante c’è già un eccesso di spazi per uso commerciale, se dimezzi le torri stai comunque mettendo sul mercato un’ulteriore offerta in un area che è già in eccesso di offerta. Queste opere dove e quando vengono approvate? Con quali risorse? In quali tempi vengono realizzate? Propongo di sospendere, non di bocciare, è un piano B: volete andare avanti? Risolvete prima la questione del trasporto. Vorrei sapere quanto costano queste opere alla collettività”. Respinto con 5 favorevoli, contrari 20, astenuti 0.

Ore 19.05 – Il primo ordine del giorno è quello presentato dalla coppia Grancio-Fassina. Questo il discorso di Grancio: “La Sindaca ha detto che non si poteva andare indietro, ma non è così. Sappiamo benissimo che Pallotta non ha comprato i terreni perché i diritti su questi ancora lì deve maturare. La Sindaca non ha risposto alla questione societaria, perché si concede il tutto ad una società senza titolo sportivo. Eurnova non fa l’accordo con una società sportiva. La società di Pallotta con sede nel Delaware fa un accordo con la Roma, che controlla, ed addirittura si cambiano le parti contrattuali. Noi chiediamo di valutare ogni iniziativa per ritirarsi secondo l’auto tutela e, siccome nessuno è contrario allo stadio della Roma, di dare mandato per valutare una diversa collocazione dello stadio“. L’odg viene respinto: 2 favorevoli, 20 contrari, 3 astenuti.

Ore 18.50 – Si prosegue con la trattazione degli ordini del giorno.

Ore 18.30 – Le parole della Sindaca Virginia Raggi prima che la seduta sia sospesa per verificare le modalità e votazione degli ordini del giorno: “Lo studio di fattibilità non può prevedere altri tipi di intervento salvo quelli strettamente funzionali al raggiungimento del complessivo economico-finanziario dell’iniziativa. Quando ci siamo trovati davanti un intervento da un milione di metri cubi di cemento, di cui solo il 14% era destinato allo stadio, ci siamo interrogati sulla valenza dell’espressione “strettamente funzionali”. Se per far sì che la realizzazione di un 14% debba essere accompagna da un 86% di opere, forse la funzionalità c’era ma non strettamente. Per noi il progetto della giunta Marino era una speculazione edilizia. L’abbiamo sempre detto e non abbiamo alcun timore a ribadirlo. Abbiamo iniziato a capire come si potesse maneggiare la delibera, che aveva prodotto degli obblighi e impegni economici da entrambe le parti, si è fatta un’analisi costi-benefici e l’esito di questo confronto ci ha confermato che la costruzione dello Stadio Della Roma va effettuata nell’area di Tor Di Valle. Iniziamo però a lavorare sull’86% di opere e volume che sicuramente aumenta di tanto le opere infrastutturali che magari non sono tutte strettamente funzionali. Qualcuno ha mai visto le planimetrie delle opere che si sarebbero dovute fare? C’erano come tante gocce sparse sulla mappa, anche in modo slegato, opere nel quadrante assolutamente non legate allo stadio. Perché fare un intervento a 4 km dallo stadio non strettamente legate allo stadio? Abbiamo iniziato a tagliare tutte quelle parti che erano opere accessorie, aggiuntive che portavano lo sviluppo di cubature che non erano strettamente funzionali alla fruibilità dell’impianto. Per questo abbiamo iniziato allora a tagliare e abbiamo ridotto il 50% della cubature extra stadio. E’ evidente che si va a tagliare sulla cubatura extra. Siamo rimasti molto coerenti, avevamo delle perplessità, queste perplessità all’esito di un’analisi costi benefici si sono tradotte in un’azione volta a mgliorare il progetto e quel progetto è migliorato. Oggi rimangono lo stadio, il business park, tutti gli interventi sul parco che prima non c’erano. Abbiamo migliorato l’attività progettuale. Il Business Park sarà fatto rispettando i migliori standard energetici esistenti. Allo stadio ci si va al 50% in auto e al 50% con la struttura su ferro. Premesso che il dipartimento aveva già detto che l’avvicinamento con la metro B non poteva essere fatto, miglioreremo la ferrovia Roma-Lido e la linea FM1 per cui nel 2016 la Regione Lazio ha ottenuto 580 milioni che stiamo iniziando a impegnare. Questo è quello che prevede il progetto, andare a incrementare la linea permetterà l’aumento di capacità trasportistica. Il Politecnico dice che per rispettare le due quote del 50% il Ponte di Traiano non è necessario, perché non fa altro che aumentare la quota delle auto. Non sfuggirà agli esperti ai trasporti che si moltiplicano ponti che incidono sempre sugli stessi archi ferroviari. Non sono i ponti che aumentano la capacità di auto. Il Politecnico dice che costruire lo stadio lì, nella situazione odierna per come è strutturata l’area, non sarebbe una buona idea. Per questo nelle delibere si è previsto di aumentare la capacità ferroviaria. L’ammodernamento della Roma-Lido, che è di proprietà della Regione Lazio, dovrebbe prescindere completamente dalla realizzazione dello Stadio, i 180 milioni devono essere spesi a prescindere dall’impianto sportivo. La costruzione dello stadio è un acceleratore. Il mancato impiego di questi fondi tiene ostaggio gli abitanti del X Municipio che vengono a Roma e viceversa. L’utilizzo del ferro a Roma è legato anche alla rete tramviaria che stiamo ampliando. Quello che nessuno ricorda è il famoso anello ferroviario. Tutte queste opere sono entrare in un momento di sviluppo della mobilità sostenibile. Lo studio del Politecnico ha confermato il nostro impianto, oggi ci dice che per la costruzione dello Stadio della Roma il miglioramento dei collegamenti su ferro è indispensabile. Gli interventi che andremo ad affrontare sul quel quadrante della città incideranno, si, sul benessere dello Stadio ma in primis su quello dei cittadini. La visione di insieme della città ci dice che gli interventi su quel quadrante andranno anche a beneficio dello stadio, ma devono essere fatti a prescindere per la città. Ho sentito una critica che ci fanno spesso, che da quando ci siamo noi gli autobus vanno a fuoco spesso. Nel 2018 a Roma vanno in giro autobus che hanno 18 anni. Gli ultimi acquisti di autobus risalgono al 2008-2009. Se vanno a fuoco oggi è perché sono troppo vecchi. Quando ci accusate che la città è piena di buche, ma l’ultimo appalto sul rifacimento della rete stradale è terminato nel 2009. Ci stiamo assumendo la responsabilità di dire sì a uno stadio non scelto da questa maggioranza, ma abbiamo migliorato il progetto, mantenendo le opere pubbliche necessarie alla sostenibilità economico-finanziaria dell’opera, eliminando le opere di speculazione edilizia. L’EUR è pieno di palazzoni vuoti, che ci facciamo con tre torri? Io credo che Roma Capitale abbia bisogno di grandi opere se sono utili per la città e quella dello Stadio, se ben effettuata, andrà a migliorare significativamente un’area priva di infrastrutture, un’area sostanzialmente abbandonata della città. Il progetto porterà 800 milioni di investimenti privati e molti posti di lavoro. Credo che questo sia un buon progetto se fatto così. I proponenti su questo ci hanno seguito e forse prima si erano allargati un po’ troppo. Spero vivamente che nelle fasi successive si possa portare avanti questo progetto. Continuiamo fermamente a volerlo solo ed esclusivamente per i cittadini”.

Ore 17.30 – Parla il consigliere Figliomeni“Siamo in favore di far gioire i tifosi della Roma in sicurezza. I tifosi devono avere questa possibilità, il calcio riguarda la gran parte della popolazione. Il progetto attuale è peggiore dal punto di vista della mobilità e delle opere pubbliche. È un regalo ai privati. La realizzazione in quel territorio non è idonea. I rischi idrogeologici sono di livello 4. Il vincolo che c’è sulle tribune, la mobilità prima dell’inizio della gara, ma immaginate il post gara. Impossibile pensare che le persone vadano in bici. Il Ponte di Traiano serviva. Quando si fanno le opere pubbliche rispetto a quelle private? Vi dovreste porre questa domanda”.

Ore 17.21 –E’ il turno della consigliera Celli:“Ci saremmo aspettati, prima della sua conferenza stampa, che lei venisse a parlare con i capigruppo, che potessero ascoltare le sue parole. Spero che sia un segnale di inizio per poter dialogare. Io non ho mai avuto la possibilità di incontrarla in questi anni. Ci troviamo a parlare del famoso stadio della Roma. Dico che il mio sì era basato sulla legge 147 del 2013, che prevedeva la possibilità che un privato potesse intervenire per creare un plusvalore, un arricchimento e che migliorasse la mobilità, non aggravasse. Il ponte di Traiano avrebbe comunque migliorato il quadrante totalmente interessato, il secondo interesse era legato all’impegno che la Roma aveva preso di realizzare impianti sportivi nelle periferie della nostra città per 10 milioni di euro. I due capisaldi sono caduti. La relazione del Politecnico non ha fatto altro che darvi la zappa sui piedi: ha sollevato i dubbi che avevo già. Secondo Montuori il Ponte di Traiano non serviva, ma si prevedono 60 mila presenze durante le partite. Come mai proprio con il Politecnico di Torino? Non vi fidavate dei nostri tecnici? Qual è il criterio della scelta? Si parla di soldi spesi dai romani”.

Ore 16.30 – È il momento del consigliere del Pd Pelonzi: “Ci saremmo aspettati un intervento della Sindaca, ma l’importante è che c’è. Questa amministrazione ha stravolto il progetto precedente. Lo ha fatto per programmi elettorali, per la cittadinanza, ci sono tanti motivi. Quella decisione ha rallentato i tempi per lo stadio, ma con la nuova delibera che avete votato avete messo una pietra tombale sulla realizzazione. Si può discutere se l’iniziale scelta delle aree fosse la più idonea o meno. Voglio dire ai tifosi, purtroppo, l’iter si bloccherà a causa delle scelte di questa giunta. Quando noi diciamo ‘no’ oggi, come abbiamo detto più volte, non lo facciamo in riferimento al fatto che Roma possa essere dotata di un impianto, ma lo diciamo ad un progetto che non ha più interesse pubblico”.photo_2019-02-21_14-31-10

Ore 16.05 – La parola passa alla consigliera Grancio: “Il Sindaco ha la responsabilità dell’incolumità pubblica e della salute pubblica. Lo Stadio è e resta una catastrofe. La mobilità non è risolta, soprattutto quella su gomma, entrerà in blocco totale, il che significherà danni per la salute, perché il traffico produce polveri sottili, aumentando quindi gli infarti delle persone che già sono a rischio. Lo Stadio non è uno stadio di proprietà, già di per sé è intesa male la legge, lo stadio dovrebbe essere di proprietà dell’AS Roma, ma è di una holding di James Pallotta, che controlla la Roma, e non viceversa. E’ un pericolo per il quartiere limitrofo. E’ una catastrofe dal punto di vista della legalità. E’ un danno catastrofico per le opere pubbliche, c’è ancora in sospeso la questione dei terreni, è aperta un’indagine perché Parnasi non ha ancora pagato, probabilmente, i 21 milioni a Papalia. Se si va a leggere con minuzia e si studia, invito tutti dentro questo consiglio di andarselo a studiare, c’è chi ha delle capacità di poter affrontare questa cosa. Quella che è stata la conferenza stampa è solamente propaganda: chi adesso ha ricevuto la chiusura delle indagini non ha fatto altro che, nei dati da inserire, situazioni ottimistiche. Perché? Si voleva coprire che la parte su gomma era una catastrofe? Nella sostanza, se si vanno a leggere le simulazione, si capisce che il Business Park non viene preso in considerazione. La parte legata alla viabilità su ferro porta solamente le persone allo stadio, come se la città si dovesse congelare prima e dopo la partita. Veniamo alla società che sarà proprietaria dello Stadio. Chi utilizza la procedura semplificata non è una società di calcio, ma una che ha sede nel Delaware”. 

 

Ore 15.56 – Parla il consigliere Fassina:”Abbiamo lasciato che fosse modificato per scelta unilaterale l’ordine previsto per questo consiglio comunale. Sul piano istituzionale è assolutamente scorretto che su un tema così importante lei abbia delegato alla sua giunta. Questo non aiuta a rendere la discussione più utile, dovrebbe lei in prima persona avere più rispetto per questa assemblea, che non è un soprammobile. Veniamo a lei, Montuori, e lo dico per la stima che ho per lei: oggi non serviva una pagella tra le due delibere. I cittadini romani hanno espresso il loro giudizio sull’Amministrazione Marino, che lei dedica il 95% del suo intervento per spiegare i vostri miglioramenti, non sposta alcunché. E’ impropria la costruzione proprio a Tor di Valle e nonostante tutti i miglioramenti la localizzazione è inadeguata per l’assetto idrogeologico, per l’assetto ambientale, è l’ultimo spazio per un parco fluviale in questa città”.

Ore 15.45 – Arriva la Raggi

Ore 15.40 – Riprende la seduta e prende parola l’assessore all’urbanistica, Montuori: “Lo stadio è un bene per fornire servizi a famiglie ed imprese, indipendentemente dalla natura privata del soggetto proprietario”.

Ore 15.20 – Seduta sospesa e forte dissenso da parte dei consiglieri per l’assenza della Raggi. Dall’aula Giulio Cesare parte il coro: “Sindaca, sindaca..”

Ore 15.05 – Presenti Frongia e Montuori. I capigruppo vengono chiamati dalla presidenza per una riunione.

Ore 14.55 –Raggiunto il quorum per il terzo appello: 24 presenti, 24 assenti più la Sindaca. Si apre la seduta

Ore 14.35 – Al secondo appello ancora assente la Sindaca e 25 consiglieri. Manca ancora il numero legale.

Ore 14.05 – Inizia il primo appello in Aula Giulio Cesare. Presenti 21 consiglieri, 28 assenti, compresa la Sindaca. Non c’è il quorum necessario, appello riproposto tra venti minuti

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy