Spalletti: “Questa è una squadra di qualità. Dobbiamo mettere pressione sul Napoli”

Le parole del tecnico giallorosso al termine del match tra Udinese e Roma

di Redazione, @forzaroma

Al termine del match tra Udinese e Roma, è intervenuto ai microfoni dei giornalisti il tecnico giallorosso, Luciano Spalletti.

SPALLETTI A PREMIUM

Vittoria importante dopo l’amarezza di Madrid. Un terzo posto che invita a pensare ad altro?
I nostri calciatori sono stati splendidi per tutta la gara, hanno ricaricato le batterie e oggi l’hanno fatto vedere. Dobbiamo assolutamente tenere a distanza quelle dietro e mettere pressione sul Napoli.

Dzeko non è un problema in questa Roma.
Sono tutti un valore aggiunto i nostri ragazzi. Se non metti tutte le qualità che hai diventa difficile anche contro squadre inferiori.

Lei se l’aspettava una Roma così bella dopo due mesi?
Ero curioso di vedere se avevo ragione sul fatto che questa squadra è una squadra di qualità. Bisognava mettere mano sul vivere lo spogliatoio e la squadra l’ha fatto.

E più facile da metà campionato far passare il credo tattico o mentale?
La psicologia ormai è fondamentale nel calcio. Ci vogliono un po tutte e due ma bisogna avere la testa per fare un certo tipo di lavoro. Il piacere del pezzo di vita che si stanno gustando i ragazzi facendo questo lavoro deve essere riconosciuto.

La Roma ha ritrovato la voglia di giocare?
Bisogna essere seri e avere la testa dentro il lavoro che si fa. Questi ragazzi hanno anche delle alternative nelle loro vite quindi bisogna fargli capire la bellezza del lavoro che fanno.

Avete sbagliato delle scelte per finalizzare?
Questa volta non partecipo alle critiche verso i miei calciatori (ride, ndR).

Contro l’Inter rinuncerà a Pjanic o Nainggolan per evitare che vengano squalificati per il derby?
Non li posso schierare tutti e due? (ride, ndR)

SPALLETTI A SKY

Nel gol di Dzeko c’è stata anche una molla psicologica…
Oggi i miei sono stati bravi, si sono fatti trovare pronti in un partita che nascondeva insidie, hanno fatto belle giocate e hanno vinto meritatamente.

Il secondo è stato un gol capolavoro che nasce da Pjanic entrato per smuovere la fase offensiva.
Anche il primo però con il tocco di Momo. Il secondo è stato una grande azione a livello di squadra poi c’è l’intuizione e la tecnica che Florenzi ha. Un gol bellissimo.

Essere solo a due punti dal Napoli che significa?
Che loro devono giocare e questi discorsi vanno fatti dopo. Se vincono stiamo come prima.

L’abbiamo persa di vista per sette anni tra Russia e periodo che non ha allenato, lei ha frequentato un corso di comunicazione?
No, mi fate troppi complimenti che sono al di là di tutto.

I due gol sono emblematici per la verticalizzazione dei uomini che vanno senza palla. Sotto questo aspetto è diventata proprio la squadra di Spalletti.
Bisogna avere una squadra che gioca bene con i piedi per fare questo, ed io ce l’ho. Poi se i movimenti si fanno nei tempi giusti costringi l’avversario a creare buchi e se hai giocatori di qualità fai anche gol. Io ho fatto solo rimpossessare i giocatori delle loro qualità, gli ho fatto notare le scorciatoie per aiutarli. Dzeko? Effettivamente io ho giocato con le parole, ma lo avrei fatto giocare comunque perché altrimenti dopo la partita di Madrid lo avrei perso psicologicamente. A questi ragazzi gli va ridata la posizione corretta, quello che vuol dire giocare con una squadra così in una città come Roma e poi gli torna tutto semplice. Oggi hanno giocato un buon calcio e glielo si deve riconoscere.

SPALLETTI A ROMA TV

Lei ha detto che bisogna vedere un obiettivo finale, quale?
Una posizione in classifica. Perché poi rigiocare quelle bellissime partite che abbiamo giocato, dipende da come si arriva. Sarebbe un gran bel risultato.

Si aspettava un’Udinese così, molto densa a metà campo?
Me l’aspettavo sicuramente che provasse a incastrarsi nel nostro gioco. Colantuono con quella formazione lì aveva preso tutte e due le cose: di proporre il suo calcio e di venire a prendere le misure poi su quelli che erano i nostri modi di interpretare la partita. Nel secondo tempo ha fatto qualcosa di diverso e ci ha creato un po’ di problemi, da un punto di vista di fisicità all’inizio del secondo tempo, poi con Pjanic abbiamo ripreso il gioco in mano. Abbiamo vinto meritatamente, perché oggi era una partita delicata con quello che è successo in settimana, io lo so bene quando si viene fuori da una competizione come quella, dentro la testa poi cosa si scatena, viene proprio involontario, ci puoi fare poco. Il fatto che loro abbiano avuto questa forza, questa concentrazione di riproporre subito il loro calcio, questa volta vanno fatti i complimenti ai nostri giocatori.

Gli undici gol segnati nel primo quarto d’ora, hanno un significato?
No, se gli vogliamo dare un merito è di entrare in campo bene e sfruttare subito dal calcio d’inizio, che oggi m’è piaciuto come lo hanno fatto, di andare via invece di stare sempre a ridare la palla al portiere. Si batte dal centro? Andiamo a far gol. Come? Sì, subito. Dice, ma non c’è nessuno! Ma ci si arriva, se corri ci si arriva. Invece a riportarla sul portiere, aspettare il rinvio, questo rinvio dove arriva? Nella stessa posizione dove battiamo, perché Szczesny arriva a metà campo con il rilancio. Si ha la possibilità di andare in area di rigore da centrocampo e invece si dà la possibilità da una palla nostra agli altri di riconquistarla, perché diventa palla di nessuno, perché non sai chi la gestisce sul rinvio.

Squadra matura, nel momento di difficoltà ha gestito la partita.
Se gli vogliamo fare un merito, perché è involontario che a volte ci si abbassi, è quel momento dove loro poi hanno reagito e l’hanno messa sulla fisicità, noi abbiamo retto botta e abbiamo vestito i panni di chi lotta per un contrasto. È stato importante, una una qualità che la nostra squadra deve saper riconoscere. Non siamo soli ci sono anche gli avversari. Durante i 90 minuti, un quarto d’ora agli avversari bisogna concederlo perché se lo prendono, non perché sia un regalo. Sapersi adattare diventa di squadra da alto rango, di completamento.

Ha applaudito il gol di Florenzi. Lui ha detto che provate spesso quell’azione.
Se hai giocatori come lui, puoi provarla. Se non li hai, non viene. È lui che ci dice come fare lo schema. Ho applaudito anche quello di Dzeko.

Dzeko ha ringraziato lei per la possibilità.
Lui mi doveva pregare per far vedere la sua reazione. Edin è capace di queste cose e anche altre, quindi la maglia gli si ridà.

SPALLETTI A RAI SPORT

Le posizioni occupate in campo da Dzeko?
Segno che è stato libero di interpretare le situazioni di gioco. Il fatto di attaccare la profondità crea delle variabili, anche per gli altri attaccanti. Oggi sono venuto in pace (ride, ndr)

Dzeko si riscatta, merito anche delle critiche di noi giornalisti…
Ho puntanto su questo, avevo detto che speravo mi venisse a dire “dammi la maglia, che faccio ricredere questi qua”. E lui ha risposto

L’ottava vittoria consecutiva?
Era difficile riordinare le idee dopo la Champions, che ti frantuma le energie. Avere il pallino in mano in una partita che sulla carta era abbordabile, anche se sul campo non lo era, è segno che si aveva la testa nella situazione.

Ha lavorato di più sulla testa o sull’aspetto fisico?
I miei giocatori hanno la potenzialità di comandare il gioco contro qualsiasi squadra al mondo, hanno potenzialità enormi. Avergli fatto riprendere questa qualità è la cosa più importante.

Le tante verticalizzazioni di oggi?
Il discorso finale è sempre lì, bisogna giocare sui piedi per togliere equilibri agli altri e poi sfruttare i buchi che gli avversari creano quando creano parità numerica sulla trequarti. Qeust è il discorso ottimale

Guarda più Napoli e Juve o Fiorentina ed Inter?
Guardo tutte e 4, perchè c’è sempre da imparare.

SPALLETTI IN CONFERENZA STAMPA

“Siamo stati bravi nel primo tempo ma dovevamo sfruttare le occasioni per evitare il ritorno dell’avversario. Il fatto che si sia un po’ giocato per non far male lasciava prevedere il ritorno dell’Udinese”.

Nel primo tempo si poteva chiudere…
No partecipo a critiche di nessun genere, resisto a tutte le torture. Ora vo’ dentro e li ribacio un’altra volta, li ho già baciati e li ribacio.

Era l’Udinese che si aspettava?
Pensavo che sarebbe stata un’Udinese che dipendeva molto da quello che non saremmo riusciti a fare noi. Perché la mia squadra è più forte dell’Udinese. Per cui dipendeva molto da noi, da quello che proponevamo. Abbiamo proposto bene, poi Colantuono è stato bravo e ci ha messo in difficoltà. L’ingresso di Pjanic ha messo le cose a posto, abbiamo gestito il gioco e ha suonato una bella musica in mezzo al campo.

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