Spalletti: “Totti è il Muhammad Ali del calcio”

Spalletti: “Totti è il Muhammad Ali del calcio”

Le parole del tecnico giallorosso al termine del match tra Roma e Cesena: “Perotti ha sentito il muscolo tirare. Sicuramente per la prossima partita non ci sarà”

di Redazione, @forzaroma

Al termine del match vinto dalla Roma sul Cesena per 2 a 1, è intervenuto ai microfoni dei giornalisti il tecnico giallorosso, Luciano Spalletti.

SPALLETTI ALLA RAI

Il rigore?
Secondo me è rigore, però se me lo danno contro mi arrabbio. Quando si va a fare la conta in studio di quelli che ci hanno dato non si pensa a quello con la Sampdoria non data. L’anno scorso ho fatto metà campionato senza rigori. Il primo è stato quello col Torino. Ci sono situazioni che vanno così. Noi non guardiamo ai rigori. Continuiamo ritti sulle punte come fanno gli scalatori.

Che giudizio dà alla partita?
Le partite contro queste avversarie sono difficili. Ho tentato di cambiare l’aria che tirava intorno a questa partita. Hanno battuto due squadre di serie A. Non c’è stato verso. C’era la possibilità di giocare i supplementari. Nel primo tempo ci hanno messo in difficoltà con i movimenti delle loro punte, nel secondo tempo non abbiamo sfruttato alcune occasioni.

La squadra cerca sempre Totti. La sua presenza fa crescere la squadra?
Prima di tutto lui quando gioca le partite è il Muhammad Ali del calcio. Tenta sempre la giocata importante che gli altri a volte non vedono, se gioca lui è bene dargli la palla. Per correre non lo facciamo giocare (ride, ndr). L’anno scorso ha ritirato la gente fuori dal parcheggio, e pure stasera è stato così.

La mentalità? Tu dai tutto per la vittoria…
Io sono contento del risultato della squadra perché sapevamo che avremmo fatto fatica perché si vedeva che stavano tranquilli. In una piazza che vive di estremi ci sono i lati positivi ed i negativi. Loro sono venuti a giocare la partita della vita. Nel secondo tempo ci siamo messi a 4 per coprire. Poi essendo due i terzini ed essendoci Mario Rui ho messo Emerson Palmieri proprio per i supplementari. Peres spinge e a volte i centrali sono rimasti soli. Ma sono difensori che riescono a risolvere da soli i problemi perché sono giocatori di personalità.

Perotti?
Ha sentito questo muscolo tirare. Sicuramente per la prossima partita non ci sarà.

Salah?
Anche se avesse perso ci sarebbe stato il terzo e quarto posto. Secondo me tornerà stanco però è un ragazzo sensibile che vuole bene ai compagni e alla maglia e sono convinto che la reazione sarà quella giusta.

Le barriere?
Sono amico di Lotti, sono fiducioso e le barriere non sono portatrici di gioia. Lotti è stato un grandissimo giocatore di seconda categoria. Ci siamo scontrati nei dilettanti, era tignoso e per togliere le barriere mi aspetto la stessa cosa.

SPALLETTI IN CONFERENZA STAMPA

“Abbiamo portato a casa una partita difficile, perché funziona così. Dopo questi due giorni poi non ce l’ho fatta a creargli tutta quella attenzione perché lo sapevo che sarebbe stata difficile, loro sono soprattutto in trasferta una squadra tignosa che si chiude, fanno bene il palleggio e poi via sulle punte in velocità, hanno 4 attaccanti che vanno forti uguali. Avevano buttato fuori due squadra di A, le qualità ce le hanno. Nel secondo tempo abbiamo fatto una buona partita, non era facile. Ci siamo ritrovati qualche complicazione nei muscoli che non mi aspettavo in diversi elementi e ci hanno condizionato. Jesus aveva sentito tirare all’inizio, Mario è stato bravo perché non ha minutaggio nelle gambe. Stasera, a parte l’infortunio sul gol, la squadra si è riorganizzata, c’era il rischio che si perdesse equilibrio. Quando non riesci a trovare il bandolo della matassa e giochi male come stavamo facendo noi, c’è il rischio che per fare qualcosa di più ti sbilanci, vai con i difensori a forzare, poi schiacci gli attaccanti, gli rimangono delle praterie. Nel secondo tempo siamo stati in campo con equilibrio, mi aspettavo una partita difficile anche se non così difficile. Si prende il buono del secondo tempo, perché quella è la vera faccia della partita e della squadra. Le altre sono tutte condizionamenti da diverse cose che purtroppo succedono”.

SPALLETTI A ROMA TV

Lei aveva avvisato la squadra ieri.
A Camplone gliel’ho chiesto come mai fossero così bassi in classifica e lui mi ha risposto ‘Non riusciamo a capirlo neanche noi, prendiamo sempre gol da ultimo’, cosa che noi noi non abbiamo fatto. La squadra ha mantenuto l’equilibrio e se non ci fosse stato quell’infortunio lì l’avremmo portata a casa prima anche se nel primo tempo loro potevano aver fatto gol.

Le difficoltà nel primo tempo?
Atteggiamento in campo, poi questa velocità sugli attaccanti, ribaltavano subito l’azione e noi non eravamo bravi a far giare la palla, non avevamo capito che dovevamo giocare corto e girare la palla nella loro metà campo. Facevamo troppo uso della velocità nell’andare a concludere l’azione, dovevamo avere più pazienza perché ce n’era bisogno.

Ben 38 passaggi sbagliati.
Troppa frenesia e fretta di chiudere l’azione, nel secondo tempo abbiamo palleggiato di più, li abbiamo fatti schiacciare e abbiamo fatto un buon secondo tempo. Primo tempo male.

Ora il derby, guardando la partita di ieri che considerazioni hai tratto?
Ho tratto la considerazione che sono una squadra fortissima, che hanno vinto meritatamente il quarto di finale contro un’altra squadra altrettanto forte in casa loro, potevano chiuderla prima ma si sono strameritati questo passaggio del turno. E’ giusto così.

Non c’è stata la reazione che aspettavamo, sembrava una squadra svogliata nel primo tempo.
No, svogliata no. Probabilmente non ci siamo arrivati concentratissimi e io il mio lavoro a questo punto non l’ho fatto bene perché se la pensavo in questa maniera ma poi il risultato è quello, dovevo fare qualcosa di più, di diverso. Nel primo tempo eravamo messi differenti, poi abbiamo cercato troppo il creare l’occasione importante in velocità subito, senza alzare la palla, giocare corto, senza il fraseggio. Non riuscivamo a creare più che volevamo andare a creare l’occasione e quello ci ha un po’ portato sulla cattiva strada nello scorrimento della partita. Nel secondo tempo abbiamo giocato più corto, avendo un centrocampista in più siamo stati più corti, dove passa la più grossa percentuale di palloni durante la partita. Nel primo tempo abbiamo rischiato, ma non perché l’hanno presa sotto gamba. I nostri calciatori non prendono niente sotto gamba, involontariamente viene fatto un po’ così, di non dare proprio il massimo massimo perché si pensa che le cose vengano da sole quando giochi con squadre di categoria inferiore. Il calcio invece ti propone sempre il rovescio della medaglia se non ci metti quella passione, quell’intensità, quella corsa, quella disponibilità al sacrificio che ci vuole sempre.

Sui problemi fisici di Jesus e Perotti, come se li spiega?
Stiamo attenti a quello che facciamo, li pesiamo con varie bilance, il lavoro che facciamo è corretto sotto il punto di vista l’impostazione, ci stiamo molto attenti. Forse questa voglia o questa ricerca del risultato sempre, del massimo, della vittoria contro chiunque, le partite un po’ ravvicinate a livello psicologico ti crea quella tensione che poi si riflette sui muscoli. Poi immancabilmente le squadre che hanno molti infortunati sono quelle che vanno non benissimo in campionato, noi stiamo andando bene ma l’ultima è stata una sconfitta che ci ha disturbato, ci ha fatto male e a questa ci si arriva con un po’ di tensione a questa con qualche gamba mezza e mezza. Ho aspettato a fare la terza perché ne avevo un paio sotto schiaffo e ora si guarderà di stare pià attenti, purtroppo succedono. E’ un po’ l’esasperazione che c’è nel nostro campionato, mentre all’estero fin da bambini ti dicono giochiamo giochiamo giochiamo. Qui tu vai dentro e ti dicono vinciamo vinciamo vinciamo.

Su Salah, a segno e finalista in Coppa d’Africa con l’Egitto.
A Momo gli si tirano le orecchie per questo. Tanto sarebbe stato uguale, avrebbe giocato la finalina per il terzo posto, sarebbe tornato un giorno prima. Probabilmente dispiaciuto com’era sarebbe andato a pregare per due giorni di fila. Meglio cher abbia passato il turno e che torni contento, che giochi la finale invece che diversamente.

Sulle barriere in Sud che forse verranno rimosse.
Questa cosa qui a quelli che stanno di qua dalla barriera faceva piacere a tutti, è normale bisogna stare attenti perché non è la barriera espressione di libertà ma non è neanche il fatto di non poter andare in giro per le città con la maglia dei propri colori. Bisogna comportarsi bene, ho sentito che c’è stato un dialogo aperto, tutti hanno creato disponibilità, soprattutto Lotti, Minniti il ministro dell’interno, sono cose importanti che ci devono dare una responsabilità maggiore. Noi ora dobbiamo vincere questa partita delle coreografie, dei cori, dello stare insieme, del divertirsi, più bravi poi a risucchiare la palla dentro la porta tutti insieme quando siamo in curva, perché ci siamo anche noi, e non fare casino. Perché poi altrimenti fanno bene a dover prendere decisioni che penalizzano lo sport in generale, se poi vedono che le cose non vanno nella giusta direzione le riposizioneranno e non ci si va nessuno a dirgli di toglierle. Ci stanno poi.

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