Spalletti: “La squadra ha tolto ogni dubbio: la Roma è presente. Juve? Dobbiamo crederci”

Le parole del tecnico giallorosso al termine del match vinto dalla Roma sulla Fiorentina per 4 a 0

di Redazione, @forzaroma

Al termine del match vinto dalla Roma sulla Fiorentina per 4 a 0 è intervenuto ai microfoni dei giornalisti il tecnico giallorosso, Luciano Spalletti. 

SPALLETTI A PREMIUM

Grande prova di Dzeko, cosa gli dice?
Tutti risaltati sul carro di nuovo. Poi appena sbaglia un gol, tutti di sotto. Non gli si può dire niente, c’è il carro pieno stasera. Ci sono quelli che gli fanno i complimenti.

Un’altra Roma rispetto a quella di Genova.
Vero, questa è la cosa da mettere a fuoco. La squadra ha pulito qualsiasi dubbio, con questa prestazione i nostri giocatori hanno dato adito ad un pensiero corretto: la Roma è presente.

Una Roma che ci crede, nonostante la marcia della Juve?
Noi e il Napoli stiamo facendo un grande campionato, la Juve grandissimo. Noi si ha l’obbligo di provarci fino in fondo. E nello sport si può entrare, in qualche momento, in una difficoltà di risultati. E nel superbowl abbiamo visto che è possibile, che se poi c’è l’abbassare degli altri c’è sempre da farsi trovare pronti.

Come si entra nella testa dei calciatori come Mertens, Mandzukic e Nainggolan?
Il discorso diventa quello di trovare una quadratura. Quando gli dici ad un giocatore, come nel caso di Mandzukic, diventa uno stimolo. E diventa facile farcela credere, così come a Mertens che poi si incuriosice se segna più gol. E la stessa cosa anche per Nainggolan, anche perché al gol gli va dato sempre maggior risalto. Gli manca un po’ di tecnica a Radja, a volte. Ma ha questa forza, senza farsi risucchiare dal mediano, non è neanche un cattivo calciatori. Ce l’ha l’ultimo passaggio, è bravo nelle scelte. A volte se la prende comoda, vuole rimanere lì, e cerca quell’obiettivo. Ha potenzialità, gambe e polmoni per essere incisivo ed essere l’uomo più della nostra squadra.

E quell’esultanza sul 3 a 0?
Poi si capisce in campo, sul 2-0 non sei tranquillo. Sul 3 a 0 ti liberi. Era fondamentale per noi stasera, cominciava ad aleggiare qualche dubbio. E si sa che poi quando ti ci fanno il buchettino può diventare difficile reggere. Invece aver reagito così fa vedere che la squadra è tosta, oggi gara di carattere, molto fisico. Dalla mezzora Ruediger e Manolas si sono alzati nonostante il palleggio della Fiorentina, hanno fatto aggressività con forza. Non hanno concesso niente, questo è sintomo di forza. L’abbiamo vinta anche da un punto di vista fisico la gara.

Domani cosa dirà ai tuoi giocatori?
Dobbiamo fare le cose in maniera professionale e corretta. Ci alleneremo domattina, farò i complimenti alla squadra e mostrerò le cause di questa vittoria. Poi andremo a giocare la prossima allo stesso modo e vedremo alla fine, si tireranno le somme

(in riferimento alla beneficenza, ndr)
I tifosi della Roma, oltre ad essere innamorati della squadra, sono anche sensibili.

Spalletti resta?
Se voi siete attenti, nelle conferenze si è parlato già di questa cosa, e ho detto qual è il discorso finale. Rimane così.

La società però ti appoggia per il futuro….
Contano i calciatori per vincere le partite, loro sono fondamentali. Conta fare il contratto a De Rossi, conta farlo a Totti se lo vuole Totti. Il contratto di Francesco ve lo poppate voi, non me lo puppo io. Sennò si ricomincia con la manfrina che non lo faccio giocare, io faccio l’allenatore e faccio le mie scelte. Per il contratto di Totti non dipende da quelle che sono le mie scelte, deve fare quello che gli fa piacere a lui. C’è gente come Manolas, Strootman…questi contano. Se stiamo qui a parlare di grande squadra è perché ci sono questi calciatori qui

SPALLETTI A SKY

Controllo totale della partita, come è diventata facile?
Grazie all’atteggiamento della squadra. Siamo diventati più aggressivi dopo 20-25′, abbiamo bacchettato alto accettando l’uno contro uno rischiando anche qualcosa ma fisicamente gli siamo passati sopra. Abbiamo fatto molto bene, loro nell’inizio della partita ci hanno liberato l’uomo da questa tecnica nello stretto. Nella ripresa molto bene, la squadra ha accettato i duelli nella maniera corretta vincendone molti mantenendo la lucidità per fare male.

Su Emerson Palmieri: punterete ancora su di lui?
Non ho parlato con la società dei contratti, ma penso di sì.

La società le chiede cosa pensa dei rinnovi? Ad esempio quello di De Rossi…
Se ne può parlare, la società ha altri numeri a disposizione, altri fini. Per l’allenatore è facile, ‘voglio questo o quest’altro’. Ci sono dei contratti di cui la società deve parlare ma lo faranno nei tempi giusti. De Rossi in base a quello che si vede, al potenziale, incarna lo spirito romanista. E’ maturo, esperto, che può far sempre comodo alla Roma.

Massara ha detto che Spalletti si può aspettare anche fino a giugno.
Ora del mio non se ne parla più , ne abbiano parlato ieri. L’importante sono i calciatori, mettere a posto lo spogliatoio, avere un equilibrio da far vedere nelle valutazioni che dai ai calciatori. Loro vivono nello stesso ambiente, se c’è troppa differenza qualcuno ci rimane male. Dare un senso di gestione corretta diventa fondamentale. Se siamo qui a dire che la squadra è forte è merito dei calciatori di cui si parla, Strootman, Nainggolan, Dzeko, che sono anche cresciuti. Ora sono di nuovo tutti sul carro. Si buttano facilmente, poi rimontano. Il giocatore è forte, gli va data forza, bisogna aver fiducia, è un uomo di quelli veri. E’ forte e fisico, l’ansia di dover vincere e farsi conoscere fa commettere errori ma non dobbiamo aver dubbi, gli si può concedere di sbagliare una partita. Abbiamo un altro campione qui alla Roma.

Cosa la rende più orgoglioso? Dzeko, Emerson, Fazio? Il gol del 3-0?
Il discorso di stasera è semplice, dovevamo togliere i dubbi che cominciavano a venire a qualcuno, c’era stata Genova. Qui diventa facile andare in confusione quando tutti ti mettono il dito nel problema, c’era da pulire questa incertezza, questa è la cosa fondamentale. La Roma è forte, l’ha fatto vedere e questa è la cosa più importante. Se fai oggi il passo giusto è più facile fare bene anche quello dopo.

E’ cambiato il sistema di gioco senza Salah, ora deve fare la seconda punta?
Ho retto alle richieste dei giornalisti di prendere un’altra punta. Ora diventa un problema trovare posto a quelli che abbiamo, ne abbiamo 2-3 soli per cui non diventa difficile. Poi qualcuno deve stare fuori e questo può anche essere Salah, non vedo perché non potrebbe. La squadra ora fa questi numeri e si tiene conto di questi numeri. Lo scorso anno quando Edin non giocava eravamo tutti pronti a darlo via, se Edin ha voglia di parlare quando stava finendo il campionato, gli ho detto: ‘La mia Roma prevede una punta come te, quindi non ti creare problemi e fai vedere le tue qualità’. Noi dobbiamo vincere domenica dopo domenica. Poi qui è più difficile perché la Roma è un grande club, ha tanta passione intorno. Quando fai scattare quella sensibilità che poi ti mette in connessione con il pubblico, la città e tutto, questo ti dà una spinta enorme e diventi un grandissimo. Però come per Emerson c’è anche il momento in cui bisogna lasciarlo tranquillo. Anche secondo me è l’uomo partita il brasiliano, l’abbiamo visto tutti. Poi diventa tutto un programma, insomma.

Passi in avanti per lo stadio dopo quell’appello da parte sua?
Io vado per fare un po’ di cabaret, ci sono professionisti che lavorano da tutte le parti e hanno un ruolo importante. Sono convinto che sia la Roma che le istituzioni troveranno una soluzione perché è giusto così. Non ci sono alternative, bisogna costruire degli stadi migliori per dare vantaggio all’economia della città. C’è bisogno di creare posti di lavoro importanti, se si va a Londra e si guarda quello che smuove il calcio in quelle 4-5 squadre si capisce tutto, come in Germania. Poi ci sono le regole ovviamente, quelle assolutamente.

SPALLETTI A ROMA TV

Veramente tanta Roma. Una delle migliori della stagione?
Secondo me no. Belli tosti, determinati, aggressivi, fisici. Abbiamo vinto duelli individuali. Sul gioco dobbiamo migliorare. Abbiamo perso palle banali, dobbiamo migliorare.

La Fiorentina è stata annullata.
Ad un certo punto sembrava ci fosse un cancello e chiunque entrava veniva cacciato. La squadra ha fatto una prestazione imponenente.

Non era facile vincere dopo le vittorie di Napoli e Juventus.
Se ci comincia a venire il braccino per il risultato degli altri non è sintomo di grandi calciatori. Qui abbiamo delle imposizioni, cioè di vincere le partite sempre. Dobbiamo andare oltre il nostro massimo per stare al passo.

Ha mai pensato all’apporto che i centrali possono dare in zona gol?
Era diventato il nostro problema principale. Se li avessi contro su calcio d’angolo non saprei mai come marcarli e invece noi non prendiamo mai la palla. Menomale che abbiamo segnato, ne abbiamo parlato veramente tanto, pensavamo di non uscirne.

Qual è il dettaglio che cerca per fare il salto di qualità?
Abbiamo una squadra forte anche dal punto di vista mentale, si vede che sono ragazzi che si trasferiscono la ricerca continua della vittoria. Quando vinciamo è il massimo della nostra aspirazione. Siamo partecipi della nostra vita, anche quando stiamo insieme fuori dal campo.

Squadra che si è mossa in maniera incredibile. Partita da registrare.
Se vieni a casa mia ce le ho tutte. E’ importante quando iniziamo l’azione. Se ci pressano per noi dev’essere un vantaggio. Dobbiamo avere la qualità per uscire e andare nello spazio. Manolas quello che ha fatto sulla fascia lo deve fare 10 volte a partita. In difesa all’inzio eravamo troppo fermi e statici e così diventa tutto più difficile.

SPALLETTI IN CONFERENZA STAMPA

Sui primi 20 minuti.

La partita era difficile, importante, perché veniva in un momento delicato. Bisognava pulire questi dubbi che cominciavano a venire a qualcuno. Nei primi 20 minuti siamo arrivati in ritardo e loro ci hanno creato problemi, sono una squadra tecnica, fanno girare palla, si sono liberati dal pressing che abbiamo portato nella loro metà campo. Quei minuti lì ci sono serviti per prendere le distanze corrette, poi siamo arrivati quasi sempre in tempo a livello di squadra, abbiamo fatto bene da un punto di vista fisico, è salita la convinzione di poter fare la partita in maniera spavalda, la squadra l’ha fatta bene la partita. Abbiamo poi fatto anche gol per cui è tornato tutto, è tornato il fatto che la Roma è una squadra forte e che può giocare partite di questo livello. Da un certo settore in poi c’era questa forza, questa foga nel non dare spazio agli avversari, questo è il verso giusto.

Il contratto?
Ne abbiamo già parlato. C’è però la possibilità di prendere lo spunto per i giocatori, quello che diventa importante sono i loro contratti. Bisogna creare uno spogliatoio corretto, bisogna parlarci, mettere a posto le situazioni individuali. Senza i rientri di Nainggolan non ci arrivano quelle palle lì. Anche quelli di Emerson, di Džeko, di El Shaarawy…hanno fatto vedere di essere una squadra forte, come gli dico da quando sono arrivato.

Rimorsi per Genova o consapevolezza di un progetto?
Ti facevo con più personalità. Ma perché non chiedi: ‘perché hai cambiato la formazione a Genova?’ Dillo! È quello a cui volevi arrivare. Il discorso è che a Genova ci sono state quelle due segnature, ma non c’era nessuna avvisaglia del fatto che potessimo andare in confusione. Manolas ha fatto bene alla fine della partita e quello è importante per la squadra. Bisogna cominciare l’azione sennò anche le piccole si fanno coraggio. Noi ci chiamiamo Roma e dobbiamo prenderci le responsabilità. Per prima cosa comandare il gioco, se levi giocatori come Pjanic diventa più difficile, Strootman è un po’ diverso. Bisogna aumentare la qualità a inizio azione. Poi abbiamo fatto tutto bene, siamo stati più aggressivi, si è tenuta più la difesa alta, si è fatto dei recuperi in extremis. È una cosa che dobbiamo fare, la Fiorentina ogni tanto ti obbliga. Qualche ansia, qualche momento in cui ti viene il fiato grosso bisogna che succeda. Lo stesso tempo di far giocare Vermaelen che è uno dei migliori che abbiamo per la guida della palla, perché a Genova ti pressano, ti portano questo nuvolo di giocatori, se esci dal pressing hai praterie. Avevo levato anche Emerson se davo retta a voi. Emerson è forte? Tutti sopra al carro. Džeko? Carro pieno. Sbaglia un gol? Carro vuoto, tutti di sotto. Andiamo avanti.

La mentalità?
Loro ormai ce l’hanno già consolidata quella spina dorsale di quando arriva un calciatore nuovo c’è un gruppo di giocatori che ti dà il benvenuto e che ti dice che bisogna vincere. Stiamo costruendo questo gruppo, abbiamo una squadra seria, ma in base a quello che si vede, far sentire subito il morso della pressione, del dovere, dell’usare tutti i momenti per essere sempre più forti e antipatici, più determinati, secondo me ora sta venendo fuori, si vede. Fino a ora c’era qualche dubbio o qualche libertà in più. Questa ossessione di cui si sta parlando ultimamente bisogna riuscire a fargliela percepire. Non è la stessa cosa arrivare quarti, secondi, quinti, bisogna arrivare davanti, sempre. È un’imposizione. Bisogna fare il massimo, senza lasciare nulla, e anzi azzardare a qualcosa in più. Bisogna essere coraggiosi per pensare di essere più forti di quello che siamo, senza diventare presuntuosi, ma bisogna avere ambizioni forti. Ci chiamiamo Roma, non c’è altra scelta.

SPALLETTI A RAI SPORT

Secondo tempo più bello dell’anno?
La squadra dal 25esimo si è comportata molto bene, a parte qualche rischio che la Fiorentina ti può sempre creare abbiamo sempre corso in avanti. Non li abbiamo mai fatti rifiatare e abbiamo avuto uno strapotere fisico.
Dzeko?
Ora salite tutti sul carro, quando sbaglierà una partita tutti giù poi… L’essenziale è riuscire a scavallare quel momento in cui tutti ti creano problemi per le tue prestazioni, ma quando lo scavalli ti sollevano e ti rendono un eroe

Il rinnovo?
Sei un giornalista distratto, ne ho parlato ieri… La Roma oggi dice che mi aspetta fino a maggio? Oggi dice così ma poi si vedrà, l’importante è che metta a posto il futuro dei calciatori, quelli sono importanti per far bene, che determinano le partite.

Lo stadio?
Mi sembra ci sia un dialogo aperto e corretto, è segno di professionalità. All’estero si vede cosa il movimento calcio crea, qui c’è una passione viva e bisogna fare degli stadi corretti per far partecipare tutti e portare la gente allo stadio. Se no c’è un’alternativa: fare fabbriche di ombrelli e impermeabili perchè allo stadio piove.

Migliorare in trasferta?
Possiamo fare meglio, prendere più iniziativa, affrontare l’uno contro uno. Siamo forti, e se gli altri accettano lo scontro possiamo fare male.

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