Le parole del tecnico giallorosso alla vigilia del match contro la Sampdoria di Vincenzo Montella
Si dice che non ci sia due senza tre, di certo Spalletti lo spera. Dopo Frosinone e Sassuolo i giallorossi hanno l’opportunità di trovare i tre punti anche domenica prossima, contro una Sampdoria in piena crisi di risultati. Il mister ci crede, a patto che si seguano gli schemi di gioco e si resti concentrati per 90 minuti. Contro Frosinone e Sampdoria i giallorossi hanno perso molti meno palloni: “Ma ancora più importanti sono quelli riconquistati. Siamo aumentati sia sulle palle riconquistate, sia abbiamo diminuito la perdita di palla quando fraseggiamo, e lo facciamo sullo stretto. I giocatori hanno un po’ più di tranquillità, si vede. Magari c’è stato un palleggiatore in più che non un rifinitore, tutti hanno partecipato a questo dato qui. È un dato importante che è andato progredendo”. Spalletti loda le nuove qualità della sua Roma, ma professa anche attenzione alla squadra blucerchiata; il tecnico infatti conosce Montella, lo ha avuto nell’ultimo anno della sua prima Roma e lo riconosce un grande allenatore: “Tutti hanno apprezzato il suo lavoro nella Roma, ma non solo in prima squadra ma anche con i bambini. Ha fatto tutte le tappe che un allenatore per formarsi deve fare, non gli è stato concesso niente. Sarà un avversario difficilissimo e noi troveremo una Sampdoria difficilissima da affrontare".
Buone notizie in casa Roma sono arrivate ieri dal ritorno in gruppo di Dzeko, Florenzi e Digne: “Alessandro e Lucas hanno fatto tutto l’allenamento, Edin va rivisto anche oggi perché ieri ha fatto allenamento a parte. Per De Rossi bisogna guardare bene, ieri ha fatto solo cure perché un po’ di problema c’è. Sicuramente oggi non svolgerà tutto l’allenamento, il briefing della situazione lo rifacciamo dopo”. Sarà importante il ritorno del centravanti bosniaco, a caccia di gol e buone prestazioni, ma non per questo scavalcato nelle gerarchie degli attaccanti: “Secondo me c’è una cosa sola: lo serviamo male. Non gli diamo palle che lui può giocare. Lo dobbiamo sostenere di più e servire meglio. I cross da dentro il campo si possono fare uguali, e lui si predispone per riceverli. Anche la palla buttata si può usare con un giocatore di queste qualità. Lui fisicamente è una belva. Si predispone un gruppetto di calciatore che cominciano l’azione da dove fa cascare lui la palla, non è una cosa casuale. Faremo anche questo, lo dobbiamo servire meglio”.
Spalletti ieri pomeriggio è andato ad assistere alla partita della Roma Primavera contro l’Avellino di pari età, poiché tra le file giallorosse c’era un giocatore in particolare da seguire con attenzione: Kevin Strootman. Il centrocampista olandese ha disputato 45 minuti di match correndo, contrastando (ma sempre in modo molto attento) e realizzando una rete su rigore. Sulle qualità non si discute, ma ovviamente Kevin dovrà ritrovare la condizione fisica giusta per sostenere i ritmi partita: “Strootman ha fatto vedere di essere sulla strada giusta, ha fatto vedere già quali sono le sue qualità. Mi è piaciuto quando è andato a fare due contrasti mettendo il piede come lui sa fare. Di più mi è piaciuto quando è andato a fare il proseguimento della barriera, lui è talmente sensibile alla sua professione che va a fare anche le cose più normali che devono fare quelli di contorno della squadra. È una persona straordinaria”.
Il tecnico di Certaldo ha voluto anche chiarire la questione legata alle dichiarazioni di Seydou Keita, che ieri in un’intervista ha chiesto di fatto ai tifosi di non fischiare durante la partita per permettere ai giocatori la massima concentrazione e un supporto che porterebbe solo a migliori prestazioni: "È vero che se vai all’estero e fai un giro si tende di più a fare ‘viva viva viva’ che a fare ‘abbasso abbasso abbasso’. Lui sicuramente questa pressione la subisce meno, noi chiamandoci Roma siamo costretti ad avere la responsabilità di quelli che devono andare a tentare di fare risultato sempre. Noi abbiamo il privilegio, ma anche la responsabilità. Se si aiutano è meglio, però bisogna smettere di parlare di quest’ambiente di Roma. Facciamo un altro giochino, costruiamo lo stile Roma. Con lo Zenit si andava in tutte le parti del mondo a fare la preparazione, una volta trovai un ragazzino in ascensore con patatine e Cola Cola, mi guardò e mi disse “Spalletti Roma”, nonostante avessi la maglia dello Zenit, con tutte gli sponsor russi. Io gli risposi che lo ero stato, ma lui: “You are Roma coach”. Questa è la cosa che deve assorbire le nostre attenzioni. I bambini sanno chi siamo e noi abbiamo un dovere verso questi bambini, è un messaggio bellissimo”.
Questa la conferenza stampa integrale di Luciano Spalletti (trascrizione a cura di Melania Giovannetti):
Quali sono le condizioni degli infortunati della Roma? Come ha visto ieri Strootman?Bisogna valutarle bene oggi le condizioni degli infortunati, anche se ci sono stati miglioramenti importantissimi in diversi calciatori. Florenzi e Digne hanno fatto tutto l'allenamento sviluppato ad alti ritmi, Dzeko va rivisto anche oggi perché ieri ha fatto allenamento a parte. Per De Rossi bisogna guardare bene, è rimasto a ieri, non ha fatto niente, ha fatto solo cure perché un po' di problema c'è. Sicuramente oggi non svolgerà tutto l'allenamento. Il briefing della situazione lo facciamo tra un pochettino, per cui bisognerebbe riparlarne dopo. Strootman ha fatto vedere di essere sulla strada giusta, ha fatto vedere già quali sono le sue qualità. Mi è piaciuto particolarmente quando, a risultato già acquisito, è andato a fare due contrasti mettendo il piede come lui sa fare. Di più mi è piaciuto quando, sempre a risultato acquisito, è andato a fare il proseguimento della barriera per disturbare gli altri che sono cose che magari il campione non pensa a fare, ma lui è talmente sensibile alla sua professione e a quelli che sono i suoi comportamenti che va a fare anche le cose più normali che devono fare quelli di contorno della squadra, perché va a rischio di prendere una pallonata forte da un suo calciatore. E' una persona straordinaria.
Non ci sarà Nainggolan. Al suo posto vede meglio un giocatore con le caratteristiche di Florenzi che può fare parte dello stesso lavoro andando a pressare gli avversari o due giocatori più offensivi come Perotti e Salah?Io pensavo ci mettessi dentro anche Vainqueur, oppure se si parla di interno campo va bene Perotti. Abbiamo anche altre soluzioni, poi bisogna vedere come si svilupperanno queste situazioni a livello medico. Però son tutte giuste, bisogna lasciar scorrere anche l’allenamento di oggi per dirti qualcosa in più sulla formazione. Sicuramente Florenzi è da tenere in considerazione, c'è anche Iago Falque può fare benissimo quel ruolo lì. A centrocampo abbiamo qualità e numeri a disposizione, lì non è facile il lavoro, bisogna scegliere bene perché i livelli sono abbastanza equilibrati.
Prima volta che affronta Montella da allenatore. Cosa lo colpisce di più nel suo lavoro di allenatore ma anche nel suo atteggiamento?Colpisce la qualità del tecnico, colpisce l'equilibrio nel modo di stare in campo. Tutti hanno apprezzato il suo lavoro nella Roma, non solo in prima squadra ma anche con i bambini, perché lui è partito da là. Ha fatto tutte le tappe che un allenatore forte deve fare per formarsi, non gli è stato concesso niente. E' arrivato in prima squadra e ha fatto vedere il suo valore, c'erano dei dubbi di andar via, nel senso che poteva stare a fare quel ruolo lì perché ne aveva le qualità. Poteva rimanere, poi è andato a Catania e ha fatto vedere il suo valore, tutti hanno apprezzato il suo lavoro nella Fiorentina, dove è arrivato per 3 o 4 anni nelle primissime posizioni. Lui sa fare il suo mestiere, avrà un futuro importante perché è un ragazzo intelligente, è uno che vuole andare avanti, pronto a migliorarsi e ad imparare. Ogni volta che ci ho parlato dà quella sensazione lì. Sarà un avversario difficilissimo da un punto di vista di ruoli contrapposti e noi troveremo una Sampdoria difficilissima da affrontare. Avrei quasi preferito ci fosse stato il tuo collega al posto tuo, quando viene qui mi sembra vestito abbastanza bene. Non elegantissimo, ma vestito bene. Gli avrei chiesto se voleva sentirsi dire che non era elegantissimo o se era vestito da fare schifo. Mi è toccato andare a riprendere la conferenza per vedere quello che avevo detto di Zukanovic. Avevo detto 5 qualità: che è forte di testa, che ha un gran piede, che sa iniziare l'azione. Poi, alla fine, ho detto che non è velocissimo, però sa fare il suo mestiere. E poi nella presentazione gli è stato chiesto: "Spalletti dice che sei lento, però ti posizioni bene. Che rispondi?". Lui è venuto da me e mi ha detto: "Mister, ma ha detto che son lento?". Ho preso l'intervista e non è la stessa cosa essere non elegantissimo o vestito da fare schifo, quindi se mi fai il piacere di riportarglielo, perché avrei voluto che fosse qui lui.
È stato un caso che la miglior partita della Roma sia arrivata senza centravanti in campo?Noi siamo abbastanza fortunati, questi casi ci succedono spesso (ride, ndR). Di punte ne avevamo due, e hanno fatto gol tutte e 2. Hanno fatto un lavoro particolare. Penso che mi aiuti a fare una morale: non sono tanto le punte che fanno gol e il risultato di una partita, ma è il lavoro che produce una squadra, è quello che è il movimento che non dà riferimenti, è quello che è l’interpretazione a dare una mano, a fare la fase difensiva che non permette agli altri di sviluppare il suo gioco. È un assieme di qualità che i giocatori mettono in campo e che poi porta alla vittoria. Il fatto che si evidenzi sempre chi fa gol... è vero che dà un contributo enorme, ma altrettanto contributo enorme lo danno quelli che lavoro per la squadra, quelli che corrono. Non a caso faccio parlo di Perotti e Magnanelli, i calciatori che hanno più strada di tutte e due le squadre, entrambi sono stati abbastanza importanti, sia per l'una che per l'altra squadra. Da un punto di vista di ruolo mio devo sempre tenere in considerazione quello che è il lavoro della squadra, quello che fanno tutti i calciatori in campo, non solo quello che deve fare gol o il numero. Ha un valore aggiunto ma messo sopra una disponibilità di corsa e un lavoro di continuità.
Ieri Keita ha parlato della situazione ambientale, ha detto che non è facile giocare con i tifosi che ti fischiano alla prima occasione. Lei è d’accordo con il suo calciatore? Ha avvertito questa sensazione dentro lo spogliatoio?È vero che se vai all’estero e fai un giro per gli altri campionati si tende di più a fare 'viva viva viva' che a fare 'abbasso abbasso abbasso'. Gli 'abbasso' non ci sono, ci sono sempre i 'viva', di conseguenza si mettono ragazzi in condizione. Lui sicuramente questa pressione la subisce meno questa pressione di risultati, noi chiamandoci Roma siamo costretti ad avere la responsabilità di quelli che devono andare a tentare di fare risultato sempre. Noi abbiamo il privilegio di giocare nella Roma, ma dobbiamo avere anche la responsabilità della Roma. Se si aiutano penso che sia meglio, però bisogna smettere di parlare di quest’ambiente di Roma, di parlare di un ambiente difficile in cui non si può lavorare, in cui non si lavora. Smettiamola. Facciamo un altro giochino: costruiamo lo stile Roma. Noi siamo uno stile. Ai ragazzi pochi giorni fa ho fatto un esempio che mi è rimasto addosso. Con lo Zenit si andava in tutte le parti del mondo a fare la preparazione, dall’altra parte del mondo trovo un ragazzino in ascensore con patatine e Cola Cola in mano, mi guarda e mi fissa. Io avevo le scritte grossissime che indicavano Gazprom, Zenit, Russia. Mi guarda e mi fa “Spalletti Roma”. Come Spalletti Roma? Zenit, Gazprom... "No no no, you are Roma coach”. Roma coach Spalletti con la scritta Zenit, questa è la cosa che deve assorbire tutte le nostre attenzioni: i bambini sanno chi siamo e noi abbiamo un dovere verso questi bambini, è un messaggio bellissimo secondo me.
Un dato che mi ha colpito è stato quello delle palle perse. Nella partita contro la Juve ne sono state perse 31, in quella dopo contro il Frosinone 27, nell'ultima 17. Il possesso palla è aumentato, sono aumentati i tiri in porta, molti meno lanci lunghi. E' frutto di una ritrovata concentrazione della squadra o è il frutto di quello che provate in settimana?Secondo me i ragazzi lavorano in maniera corretta, ma mi soffermo su questi dati a cui fare attenzione, che sono corretti da prendere in esame. Ancora più importanti sono quelli delle palle riconquistate, non della percentuale di possesso palla. Quel dato non dice niente, gli altri non ti vengono ad attaccare, tu fai il giro palla della difesa con il portiere e dal difensore di destra lo porti a quello di sinistra, la tieni per 5 minuti, la tocchi sempre te, ma gli altri son lì comodi sul divano ad aspettarti. Non funziona quel dato lì, mentre funziona questo: le palle perse e quelle riconquistate. Per non perderla va riconquistata, perché gli altri ce l'hanno come noi, si parte da 50 e 50. Siamo migliorati sulle palle riconquistate, abbiamo diminuito la perdita di palla quando fraseggiamo, e lo facciamo dentro il traffico, dentro la loro metà campo come è successo a Sassuolo, sullo stretto. I giocatori hanno un po' più di tranquillità, si vede. Magari c'è stato un palleggiatore in più che non un rifinitore in più o qualcosa del genere, però tutti hanno partecipato a questo dato qui. E' una cosa che mi fa piacere sottolineare e che confermo. E' un dato importante che è andato progredendo, sei attento.
Infortuni muscolari: in queste poche settimane si è fatto un'idea? Si tratta solo di sfiga micidiale oppure esiste un problema su cui lavorare?E' semplice la cosa, è sempre stato così. Lei si accorgerà che gli infortuni vanno sempre, o quasi, a colpire la squadra che deve fare risultato e che non sta dando quello che potrebbe, e allora si innesca il meccanismo: non fanno risultato perché ci sono gli infortunati. Ma gli infortunati vengono perché non fanno risultato, perché a livello di testa poi è più facile infortunarsi. Io sono convintissimo di quello che dico: in una situazione come quella che stiamo attraversando è più facile infortunarsi, ancor più facile se si cambia allenatore. Perché? Perché l'allenatore che arriva è quello nuovo e vogliono far vedere tutto il valore il prima possibile e strappano al massimo perché io devo conoscere le qualità, questa è una cosa che può succedere di più. Però la connessione io la darei ai non risultati, alla non tranquillità di esprimere il proprio valore e non viceversa. E' il cane che si morde la coda.
Nura è pronto per il salto in Serie A?Dell'abilitazione di Nura l'ho letto da voi prima di sentirmelo dire dal dottore. A me è stato detto "Dicono che Nura ha avuto l'abilitazione", quindi ho telefonato al dottore e invece ancora doveva fare la visita. Secondo me io ed il dottore siamo in sintonia anche in questo: il topino è sordo, perché riporta le cose sbagliate. Sta venendo qui a portare la medicina, il dottore è bravo e ha trovato la medicina anche per il topino, le supposte per il topino sordo. Nura ha fatto la visita per l'abilitazione, gli è stato concesso di potersi rialleneare con noi. E' impressionante la velocità che ha, questo fatto di essere qui, vederlo là e non sapere da dove è passato. Sembra un soffio di vento, poi quando arriva a destinazione lo guardi in faccia e sembra che non abbia corso lui ma qualcun altro, perché ci potresti parlare tranquillamente mentre io quando faccio 10 metri mi viene il fiatone. Ora va messo nel contesto di squadra, anche se in quel ruolo lì ci sono diversi calciatori e alcuni mostri sacri. Si cercherà di fargli trovare un ambiente in cui possa crescere e maturare, perché ha grandissime qualità ma è sempre un ragazzo, senza mettergli subito responsabilità addosso che potrebbero creargli difficoltà nel perfezionarsi.
La situazione di Gerson?Non è mai stato tesserato. Era qui, non era contento di questa soluzione perché giustamente voleva esercitare il suo mestiere, ha parlato con la società e ha trovato questa sistemazione. Siamo contenti se va a star bene, con noi si sarebbe potuto solo allenare. Per quello che ho visto, mi è sembrato un calciatore di grande qualità. Un trequartista che aveva qualità ed intuizione, per cui si starà a vedere. Ma a noi interessa quello che possiamo usare, quello che è nostro subito. Dobbiamo pensare alla partita.
Ogni volta che Szczesny parla va a rafforzare questo legame con l'Arsenal, non solo contrattuale ma anche affettivo. Tenterà di convincere Szczesny a rimanere a Roma? Lo vede integrato e concentrato al 100% sulla causa giallorossa?Se uno ha delle ammirazioni e ce le dice almeno sappiamo in realtà qual è il suo pensiero, peggio sarebbe se lui pensasse ad un'altra situazione e poi non dà il suo contributo. A me sembra un ragazzo intelligente prima di tutto, che ha una grandissima qualità per un portiere: la freddezza. A volte sembra quasi non pronto, che sia troppo rilassato quando si trova di fronte alle situazioni, invece è concentratissimo. Ha il carattere che dovrebbe avere il portiere vero e lui ce l'ha, mi piace come persona e come portiere. Ha fatto interventi importanti anche nell'ultima partita, è bravo a giocare con i piedi e questo nel gioco moderno è fondamentale. Ormai in Italia le squadre cominciano tutte a giocare dal basso, e se non hai il portiere che non sa giocare con i piedi questo lo devi subito escludere. Qualsiasi allenatore va ad informarsi di un portiere, una delle prime domande sulle qualità che ha è capire se gioca bene con i piedi, se sa iniziare l'azione, se è un calciatore in più. Se gioca bene con i piedi poi non giochi 4 contro 3, sei sempre in superiorità numerica, anche se gli altri ti vogliono attaccare mantenendosi la superiorità dietro. Anche se vieni 4 contro 4 poi c'è il quinto che è sempre uno scarico per buttarti palla davanti dove poi ribalti il concetto. Secondo me è un gran portiere. Mi sembra abbia anche detto che potrebbe anche rimanere alla Roma, mi è sembrato di leggere così. E io leggo tanto, quasi tutto, anche se qualcosa non ce la faccio ma le intenzioni sarebbero quelle di leggere tutto.
Dovessero giocare domani, Maicon e Keita disputerebbero la terza partita in 8 giorni. Entrambi hanno avuto problemi recentemente. Sono troppe tre partite ravvicinate?Quello che hai detto è un discorso che va tenuto in considerazione, però allo stesso tempo non hanno fatto un fiotto di partite, ne hanno giocate 3 in 8 giorni. Probabilmente queste partite gli sono anche servite per entrare in condizione avendo passato un periodo di inattività, per cui si tengono in considerazione entrambe le cose.
Su Dzeko si parla sempre di problema mentale. Per lei c'è anche un problema di condizione atletica? Lo vede pronto ed esplosivo dal punto di vista fisico?Secondo me c'è una cosa sola: lo serviamo male. Punto. Non gli diamo palle che lui può giocare. Lo dobbiamo sostenere di più e servire meglio. Non necessariamente andare sul fondo perché i passanti e i cross da dentro il campo si possono fare ugualmente, e lui si predispone per riceverli. Poi c'è anche la palla buttata che si può usare invece di tentare il fraseggio quando si ha un giocatore di queste qualità. Lui fisicamente è una belva, quando si hanno giocatori con queste qualità si va ad iniziare l'azione dov'è lui. Si predispone un gruppetto di calciatori che cominciano l'azione da dove fa cascare lui la palla, e non è una cosa casuale ma organizzata, che si può usare. Faremo anche questo. Lo dobbiamo servire meglio e dobbiamo trovare la strada per farlo sentire dentro il nostro gioco.
Al termine della conferenza stampa, Luciano Spalletti ha voluto parlare anche di Gyomber. Queste le parole rilasciate ai cronisti in sala:
"Lui ha giocato per un tempo con un dito del piede rotto e con un taglio alla testa per cui è stato suturato con 4/5 punti. Lo avevo in testa, poi come sempre voi portate sulle cattive strade e me ne son dimenticato. Lui è da portare come esempio, quelle sono le esternazioni e le situazioni che poi determinano veramente il valore dell'uomo e del calciatore. De Rossi ha preso la fotografia e se l'è attaccata all'armadietto, perché lui ha fatto una cosa che non avrebbe mai fatto nessuno e di cui io mi ricorderò. Come Emerson quando loro hanno sbagliato il rigore ed è andato sotto la curva a gioire come se fosse uno che ha sempre giocato. Questi sono particolari importanti, non potevo non dirlo".
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