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forzaroma news as roma Spalletti: “Felice della reazione ma non della prestazione. Vivo per il quarto posto”

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Spalletti: “Felice della reazione ma non della prestazione. Vivo per il quarto posto”

Redazione
Le sue parole: "Siamo stati leggeri sul secondo e terzo gol ma i ragazzi ci hanno creduto"

Luciano Spalletti ha parlato ai microfoni di Dazn al termine del match pareggiato contro la Roma. Queste le sue parole:

È molto felice? “Se si parla di reazione si, se si va a vedere altro non sono molto felice. Va fatta una valutazione obiettiva: si esce dalla Champions in quel modo con tutto quel fardello di fatica e di dispiacere. Per cui rimettere a posto quelle cose lì quando fai sotto di 2 gol diventa una montagna difficile da scalare. Siamo stati leggeri sul secondo e terzo gol ma i ragazzi ci hanno creduto”.

Ci credeva anche nei cambi? “Quando hai 65 anni come me capirai che tu crederai sempre di poter recuperare. Speri sempre che i cambi possano sempre decisive. Il calcio è un po’ così ora. Queste vampate di entusiasmo sono così. Yildiz può fare la giocata, Zhegrova anche, Boga può creare dal nulla situazioni importanti. Si è sempre fiduciosi nello sport e nella vita”.

Dopo il 3-1 poteva subire il colpo psicologico. “Si è vero, abbiamo giocato 3 delle ultime 5 in 10 per tanto tempo. Ti stremano ancora di più e non prendi neanche punti. Con l’inter così come il Galatasaray. Sono cose difficili da spiegare. Puoi dire quello che vuoi per alimentare la fiducia ma non è facile. Ci hanno aiutato anche i tifosi e quando è così diventa meno pesante di quello che è”.

Lei le ha smaltite le scorie? Ci crede nel quarto posto? “Come ci credo, vivo per questo, per il quarto posto. Diamogli una forma e io vivo per quello”.

Il suo gruppo può gestire meglio? “Noi abbiamo avuto un momento in cui ci son venute troppe cose addosso. Non siamo stati neanche troppo fortunati. La mia squadra è cresciuta, faremo un grande finale di campionato”.

SPALLETTI A SKY SPORT

Qual è lo stato d’animo dello spogliatoio? “È di quelli giusti, abbiamo agguantato un pari meritato. A fine primo tempo era migliore lo stato d’animo anche se avevamo sprecato due palle gol importanti. Diventa tutto reale, in base a quello che hai preparato. Ti porti dietro delle fatiche di qualche giorno fa. Sotto l’aspetto della volontà 110 e lode, meno da quello della qualità”.

I gol presi? “Sono troppi. La Roma è una squadra che ti martella i continuo, portando palla da un lato e dall’altro. Un po’ di fatica te la fanno fare. Abbiamo preso due gol che si potevano evitare, Si arriva in ritardo o non si lotta nel modo giusto. Dopo il 3-1 però volevano giocare. È il più bel segnale che un allenatore possa ricevere. Sarebbe un risultato pesante”.

Sedici volte la tua squadra ha sbagliato negli ultimi metri. È questa la tua più grande frustrazione? Qualcuno è sopravvalutato? “Penso sia un pensiero giusto. Nel primo tempo abbiamo riconquistato tanti palloni, abbiamo creato tante ripartenze brevi. Nella velocità di voler chiudere l’azione abbiamo sbagliato dei passaggi che se non avessimo giocato due giorni fa 120 minuti in inferiorità, avremmo fatto meglio. Ad un certo punto credevo che la squadra partisse e andasse al massimo. Ci son successe 2/3 cose che ci hanno penalizzato e siamo tornati un po’ indietro. Credevo di poter creare quell’entusiasmo visto anche a Napoli. Quello che nessuno ha un ruolo preciso. Invece queste 2/3 partite ci hanno massacrato e vederli oggi riprendere la partita è sintomo di avere persone veramente intelligenti”.

SPALLETTI IN CONFERENZA STAMPA

Luci e ombre: la luce è il grande carattere, è più soddisfatto per questo o preoccupato per altre cose? "Ne sono rimaste un paio di luci spente. Non c'è solo il carattere, ma anche quella con cui si è sbagliati 4-5 palloni in superiorità numerica, o quella in cui Thuram aveva il corridoio per Yildiz. Quelle gli sono rimaste spente, poi quelle della reazione sono state tutte accese. La reazione viene da loro, con questa intensità e voglia. Io vado a rafforzare questa idea della reazione importantissima. Avrebbe stroncato qualsiasi testa sana, invece loro ci hanno creduto ugualmente, anche perché venivamo dalla partita di tre giorni fa in superiorità numerica in 120 minuti e l'eliminazione che lascia delle scorie. Io prendo tutto, il primo tempo in cui abbiamo giocato bene. La Roma ha giocato un calcio che ormai sappiamo, noi abbiamo sbagliato delle scelte nel primo tempo e poi abbiamo avuto delle difficoltà su quella esecuzione che devi avere su una marcatura, una presa di posizione, sull'arrivare in ritardo e prendere la pallata dietro la linea difensiva. Io però mi porto a casa la grande reazione di questi ragazzi e la buona partita".

Con lei la Juve è più competitiva. Dopo 4 mesi cosa le sta dando la Juve che le era mancato in Nazionale? "È un lavoro diverso. Ho giocato un periodo in Nazionale dove ce ne sono successe troppe e probabilmente anche nel momento in cui siamo andati a giocare delle partite importanti come quelle con la Norvegia, dove siamo arrivati col fiato tirato perché era finito il campionato, perché il gruppo più importante, della stessa squadra aveva perso la finale di Champions in quel modo lì. Sono state delle casualità che ci hanno penalizzato, per cui ci rimango male ma devo prendere atto del risultato acquisito. Poi con la squadra è un lavoro differente. Ora hai la possibilità di scherzare sulla maglia che uno indossa, il giorno dopo gli dici che è bellissima, c'è possibilità di conoscerci in maniera approfondita. La società è di livello top, situazioni totali a disposizione, la squadra ha fatto molti passi in avanti. Io pensavo infatti a un certo punto di poter tirare fuori un calcio bello e importante, che fosse divertente e appassionante ma anche che portasse risultati. Invece non è stato così, siamo tornati un po' indietro, ci sono ricapitate cose in cui non siamo stati fortunati. Questo è il periodo più importante e non abbiamo avuto la possibilità di fare risultato, giocando tre partite tutte vicine in 10 e la fatica si fa sentire. Dopo la partita col Gala ci siamo allenati il giorno dopo e venerdì è stato libero, non si può fare diversamente. Bisogna farli recuperare, non c'è altra possibilità. Il farli allenare un po' e guadagnare qualcosa nell'allenamento, riportarli lì e fare fatica rivivendo quelle situazioni diventa pesante. Infatti stasera hanno fatto vedere di aver recuperato un po', abbiamo buttato energie mentali e fisiche e stare dentro stasera è sintomo di ragazzi forti, fortissimi. Poi c'è il dispiacere personale di essere stato convinto per un momento di poter fare qualcosa di bello e importante, ma non ci siamo riusciti".

Ora che non ci sono partite in settimana, il discorso che si era interrotto pensa di poterlo riprendere? "Io penso sempre la stessa cosa della mia squadra. Voi eravate un po' perplessi all'inizio per i risultati, ma vi dicevo che se aveste sentito i calciatori vi avrebbero detto lo stesso. Era chiara la potenzialità di questa squadra. Naturalmente ci sono cose che dobbiamo essere bravissimi a mettere a posto, con altre cose si può essere normalmente bravi. Con altre cose abbiamo le potenzialità per essere bravissimi, ho una squadra che è molto vicina a far divertire e portare a casa risultati".