Spalletti: “Dobbiamo arrivare minimo terzi. Totti e Pallotta devono parlarsi ed essere entrambi felici” – AUDIO – VIDEO – GALLERY

“Mi emoziono ogni volta che la Roma scende in campo, perchè mi dà qualcosa di particolare, delle sensazioni forti. Che si giochi con una squadra o con un’altra io ricevo sempre questo urto”

di Redazione, @forzaroma

Luciano Spalletti ha tenuto presso la sala Champions di Trigoria la conferenza stampa pre Roma-Inter, un match particolarmente sentito per l’allenatore giallorosso. Un ritorno al passato, sì, ma che ha lasciato l’amaro in bocca al tecnico toscano. L’ultima volta che Spalletti ha affrontato Mancini, a sorridere è stato il tecnico nerazzurro, ma domani sarà tutto diverso. Spalletti dopo quell’ultima volta è volato in Russia a vincere con lo Zenit, ma non ha mai smesso di seguire la Roma. Adesso è tornato e ha portato tecnica ed entusiasmo in casa giallorossa. Il suo gioco affascina, forse anche più di prima. E’ una partita importante per il posto in Champions? Sì, ma è anche un’occasione di riscatto per mister Spalletti.

Di seguito la conferenza stampa testuale

In riferimento alle condizioni dei giocatori: Manolas in settimana è stato gestito per questa infiammazione al retto addominale pubico, però poi ha sviluppato una quantità di allenamento corretta. Castan è il primo allenamento che svolge oggi, ha avuto una influenza abbastanza forte e lo valuterò oggi. Totti è stato gestito per un fastidio all’anca, oggi si dovrebbe allenare. Gyomber deve ancora recuperare.

Digne, Pjanic e Nainggolan sono diffidati, quanto inciderà sulle scelte in vista del derby?
Abbiamo un numero di calciatori che ci permette di poter sopperire a una squalifica. Non peserà niente, le scelte si fanno sulle partite di domani.

All’Inter serve una vittoria o almeno un pareggio per sperare nel terzo posto. Si aspetta quindi una squadra più offensiva?
No, mi sembra che l’Inter abbia giocato tutte le partite per portare a casa un risultato pieno. Sicuramente domani ancor di più perchè mirano a questa posizione in classifica. Lo abbiamo fatto noi quando eravamo a meno 5 e ambivamo a questa posizione, è lecito che lo facciano loro ora.

Come sta De Rossi? Lo state valutando come centrocampista o difensore?
Lo si può valutare da qualsiasi parte, è quel calciatore che ha un po’ tutte le qualità dei calciatori importanti, quelli che completano l’atteggiamento in campo in base all’esperienza. Quello che diventa fondamentale è la disponibilità del calciatore che ha già dato sia da difensore centrale che da centrocampista. Viene pensato in queste posizioni qui, senza escluderne nessuna e tenendo conto del resto della squadra.

Domenica scorsa il grande risveglio di Dzeko, domani sarà confermato o andrà in panchina?
Questa volta qui ci prendiamo il tempo che abbiamo a disposizione e diciamo che tutte e due le soluzioni sono possibili. Tutte e due le soluzioni funzionano e possono essere usate. La formazione verrà messa a punto nell’allenamento di oggi e nelle ore che mi rimangono.

Pallotta è stato a Roma e non ha sciolto la questione Totti, poi in una conferenza stampa a Boston ha scaricato il giocatore. Questa gestione della comunicazione è penalizzante per lei?
Secondo me così non va bene, si rischia di banalizzare una delle questioni più importanti della Roma e della storia di questa squadra. Il metodo giusto non è andare alla ricerca di un’opinione in più. Secondo me è giusto fare schermo, difendere e transennare questa situazione. E’ giusto dare il tempo di potersi finire di parlare, di potersi capire, ovviamente solo tra Totti e Pallotta. Il metodo giusto è che si incontrino, si parlino e prendano una decisione. Devono essere felici entrambi, poi noi prenderemo atto delle loro decisioni. Sono loro due che devono trovare la soluzione, non è corretto parlare noi della vicenda. Se la devono dire tutta fino in fondo, conoscersi in pieno ed essere entrambi felici. Io da questo momento smetto di parlarne, secondo me è giusto che la smettiate anche voi perchè la banalizziamo entrambi. Lei come fa a sapere quello che si sono detti, glielo hanno raccontato e le hanno detto quello volevano… Io non accetto telefonate da nessuno, ma se lei mi chiamasse io le racconterei quello che mi pare. Lei riporta delle cose non vere, distorte per sentito dire. Pallotta e Totti devono incontrarsi e parlare, qui non c’è nessuno che deve interferire. La cosa è talmente importante che la soluzione deve venire fuori da questo incontro. Lui può avere piacere di giocare anche un minuto il prossimo anno… Ma devono essere entrambi felici della soluzione. Io e voi poi ne prendiamo atto e ci comportiamo di conseguenza.

Guardando la partita che ha fatto la Juventus contro il Bayern, cosa manca alla Roma per essere di quel livello?
Se devo cercare qualcosa per migliorare la Roma guardo la Roma, non la Juventus. Quella è stata una bella partita dove ci sono calciatori eccezionali e una mentalità diffusa nei due club che si tocca per mano ed è di grandissima qualità e livello. Sono contento di quello che sta facendo vedere la mia squadra. Tutto poi si può migliorare, si deve essere aperti per cercare cose nuove per dare una spinta all’obiettivo dove si vuole arrivare. La Roma è una buona squadra che può essere migliorata.

Domani ci sarà il ritorno della sfida tra Spalletti e Mancini. la emoziona?
Io mi emoziono ogni volta che la Roma scende in campo, perchè mi dà qualcosa di particolare, delle sensazioni forti. Che si giochi con una squadra o con un’altra io ricevo sempre questo urto. L’Inter te lo condisce un po’ perchè ha grandi calciatori, un grande allenatore, un grande club. Ci sono state grandi sfide, c’è un grande traguardo come obiettivo per entrambe le squadre e spero che la mia squadra sia all’altezza dell’importanza del match.

Si rischia di vedere solo due italiani in campo. Che segnale è?
È un po’ tutto, dipende cosa vogliamo sostenere e a cosa vogliamo dare forza. Il mondo va verso le aperture, bisogna essere all’altezza di quello che propongono fuori se si vogliono avere miglioramenti. Il fatto di tutelare e difendere l’orticello va bene per certi versi, non per altri. Ci sono giocatori importanti che giocano all’estero e, che si fanno onore in un confronto europeo. Per me la soluzione è sempre quella di aprire, di imparare, di confrontarsi di far vedere il nostro valore. Se devo essere bravo perché tengo bassi tutti gli altri, è meglio che qualcuno prenda il mio posto.

In proiezione futura lei fa sempre riferimento a “se resto voglio competere per lo scudetto”. Ha la forza di opporsi alla possibilità di alcune cessioni?
Io delle cose di cui parlo con il presidente non ne parlo a voi. Non ho bisogno. Dico che da qui alla fine del campionato ci sono partite fondamentali per il futuro di ognuno di noi. Bisogna far attenzione a svilupparle. Nello svilupparle e nel vedere dove andremo a finire come posizione, come comportamenti, come forza di squadra, bisogna fare anche altri discorsi. Attualmente le attenzioni sono a mettere ora tutte quelle qualità, quelle caratteristiche che abbiamo. Che poi qualcuno cerchi i giocatori e stasera giochi una brutta partita non ha valore per me, ha valore il risultato per me. La partita di domani è fondamentale per noi, dobbiamo arrivare assolutamente in fondo in questa posizione, ci sono due squadre fortissime che ce la vogliono togliere. Dobbiamo difendere e guardare anche a qualcos’altro. Le pressioni ci piacciono, ce le prendiamo da soli, ne siamo alla ricerca. Vogliamo arrivare più in là. C’è qualcuno magari che crede di essere in linea a stare quinti in classifica, Thohir ha la faccia di quello contento del loro piazzamento. Sono qui per tentare di migliorare ogni giorno il rendimento della Roma, ci piace guardare avanti.

Lei si è posto l’obiettivo di allenare la Nazionale nella sua carriera?
Mi piace fare l’allenatore, tant’è che ho provato a staccare e sono stato ritirato dentro, perchè il sentimento era quello. È chiaro che se lo faccio nel posto che mi piace, ancora di più. Quando poi hai trovato tutte queste componenti, si guarda a quello che è il risultato che devi raggiungere quest’anno. La programmazione va bene quando sei tranquillo e nelle condizioni di poter decidere, ora sono dentro a una ricerca che va oltre il condizionamento della programmazione, la squadra deve sapere questo. Non voglio dare nessun dubbio di quello che è la mia ricerca momentanea. Parlo solo della classifica alla fine di questo campionato, dobbiamo minimo arrivare terzi, assolutamente. Se c’è qualcuno che perderà qualche punto, dovremo arrivare il più vicino possibile a quelle due squadre fortissime che ci sono davanti. Non so se voleva farmi un complimento che sono da Nazionale, io me lo prendo, eh. Se la allenerei? Sì.

Lo stadio domani ci sarà uno stadio Olimpico in versione teatro. Gabrielli ha detto che le barriere possono essere tolte, ma i tifosi devono tornare: come se ne esce da questa situazione? In percentuale come dividerebbe le colpe?
Mi fa piacere che Gabrielli abbia dato ulteriori aperture, bisogna farsi trovare pronti, essere bravi a diminuire quello che è il proprio orgoglio, il proprio sentimento di rivalsa sempre, che è caratteristica generale dell’italiano. Dalle parole si legge che se si vuole, insieme si trova la soluzione, che è la cosa fondamentale. Non ho letto bene, sono notizie dell’ultimo momento. Non ho la possibilità e non lo voglio neanche dire, non sono all’altezza, non conosco la questione fino in fondo per indicare chi ha torto e chi ha ragione. Siamo vicini alla soluzione, perchè c’è buonsenso da parte di chi comanda.

Quando è arrivato ha trovato diversi giocatori sotto le loro potenzialità: la gratifica aver determinato il rendimento di alcuni giocatori, come Keita?
Una delle cose più belle e cariche di soddisfazione nel mio ruolo è quella dell’evidenza dello sviluppo dell’allenamento. Se come ieri io partecipando all’allenamento vedo i ragazzi che sono dentro la causa, che pedalano, che viaggiano, che la ricerca è quella, l’attenzione e la voglia di fare contrasto senza farsi male e cadere nelle stupidità che vengono fuori dall’alzare il livello di guardia, è un risultato importantissimo. Si lavora e vive meglio nel quotidiano, e si realizza di più. Ho un cruccio, quello di gente come Keita, Maicon: sarebbe stato un piacere allenarli prima perché vedo qual è la loro assoluta forza mentale e la qualità in campo… Sarebbe stato bellissimo.

A che punto è il recupero Strootman? La difesa a tre è fattibile solo con De Rossi?
Strootman fa sempre più contrasti, si arrabbia sempre di più in allenamento: dite giusto quando dite della sua faccia. Incute timore in partitina, lotta per una punizione, per un gol, per un qualsiasi cosa gli vada contro durante la partitina, ed è una cosa spettacolare. È segno che è molto vicino a ritrovare tutte le sue qualità. Poi ha bisogno di giocare qualche partita vera, dove poi va a riscontrare le situazioni reali. In questo, deve confrontarsi col resto della squadra: ci sono calciatori che stanno facendo bene, bisogna rendere conto su tutto, non è Strootman a priori. È in un momento in cui Pjanic ha bisogno di respirare, che fa vedere di essere sotto al suo livello, cosa che non è attualmente. Si cerca di essere bravi a fare meno danni possibile e a tener di conto di tutto. Daniele (De Rossi, ndr) può giocare da tutte le parti e la squadra può giocare in tutti i modi, che ci sia o non ci sia nei tre di difesa. Si può fare anche diversamente.

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