Smalling, leader e pilastro della difesa da strappare allo United: il piano della Roma per trattenerlo

Non si sa ancora se la nuova proprietà riuscirà confermare l’inglese anche per le prossime stagioni, ma una guida nelle retrovie è indispensabile

di Saverio Grasselli, @save_grasselli

“Rome wasn’t built in a day”. Il famoso proverbio (in italiano “Roma non fu costruita in un giorno”), andrebbe così tradotto a Dan Friedkin: nell’agenda del magnate texano, immerso fino al 17 agosto nel closing per il passaggio di proprietà, oltre alla “grana diesse” ci sarà anche e soprattutto il capitolo calciomercato, con il nome di Chris Smalling evidenziato in rosso. Il centrale inglese, dopo la fine del prestito di quest’anno, resta il primo grande obiettivo per la giovane difesa della Roma, perché è vero che Gianluca Mancini e Roger Ibanez hanno grandi prospettive ma è altrettanto vero che la squadra di Fonseca ha bisogno di leader e certezze nelle retrovie, anche in relazione alla precarietà di un Pau Lopez sempre più insicuro tra i pali, indipendentemente dal modulo di gioco.

Calciomercato Roma, come strappare definitivamente Smalling allo United

 

Le richieste del Manchester United rimangono alte: i 20 milioni più 5 di bonus per il cartellino di Smalling oggi sono troppi. Bisognerà capire quale sarà il budget messo a disposizione per il mercato da Dan e Ryan e le prossime operazioni in uscita. Il destino del numero 6 giallorosso rimane ancorato infatti alle cessioni: nel caso in cui Justin Kluivert e Cengiz Under lasciassero la capitale, nella migliore delle ipotesi la Roma guadagnerà 50 milioni da spendere nel suo acquisto. C’è sempre poi la volontà dell’inglese: l’ingaggio non è mai stato un ostacolo, così come la sua passione per la Roma che viene periodicamente dimostrata sui social.

Gli ostacoli all’acquisto di Smalling: Inter e United complicano l’affare

 

Chiaramente c’è da analizzare anche l’altra faccia della medaglia: dopo le ultime deludenti uscite in Premier League, Smalling a Roma ha riacquistato valore e le sue pretendenti sono aumentate. L’Inter rimane in corsa per il suo acquisto, nonostante il prezzo sia troppo alto anche per Suning. In Inghilterra una sua rivalutazione al Manchester risulta complessa, ma non impossibile: Solskjaer ha sempre fatto capire che l’inglese non rientra nei piani dei Red Devils, ma nei nomi in partenza al primo posto risulta quello di Philip Anthony Jones: il centrale inglese, out dalla ripresa della Premier dopo il lockdown per un infortunio al ginocchio, non si sottoporrà ad alcun intervento, evitando lo stop nei prossimi mesi e risultando cedibile già quest’estate. Tuttavia anche con una sua probabile partenza (insieme a quella di Marcos Rojo), le gerarchie in casa United sono ben delineate e Smalling risulta venire dopo Harry Maguire, Victor Lindelöf e Eric Bailly.

Smalling leader della difesa: gli insegnamenti a Mancini e Ibanez

 

L’importanza di Smalling per la Roma di Fonseca nella stagione appena conclusa è stata evidente, sotto tutti i punti di vista: prima della parziale conferma di Ibanez si è sempre faticato a trovare un degno sostituto per l’inglese. Fazio e Juan Jesus non hanno mai assicurato fiducia, uscendo dal progetto tecnico del portoghese. Importanza che cresce esponenzialmente se si considera un futuro con la difesa a tre: un’alternativa come Vertonghen avrebbe infatti bisogno di un periodo di assestamento nel campionato italiano, oltre a spezzare i meccanismi difensivi già ben oliati con Smalling. La leadership è poi uno dei suoi punti cardine: se Mancini è potuto crescere così tanto e in così poco tempo è stato anche e soprattutto grazie a lui. Un periodo di stage sotto la supervisione di Smalling non farebbe male neanche ad Ibanez.

I numeri della Roma con Smalling in difesa

 

Analizzando infine i numeri della Roma, ci si rende conto di quanto la difesa abbia avuto bisogno di un titolare come lui durante il cammino in Serie A, nonostante i numeri poco incoraggianti. Trenta presenze in questo campionato, 3 gol e 2 assist. Si contano 15 vittorie, 5 pareggi e 10 sconfitte, per un totale di 38 gol subiti con lui in campo. Una media di 1,26 a partita per niente incoraggiante, a simboleggiare il fatto che la Roma sia quasi sempre partita dal primo minuto con un gol virtuale di svantaggio. I più scaramantici poi potrebbero anche guardare le assenze di Smalling in campionato e i risultati della squadra: 6 vittorie e 2 pareggi, un totale di 10 gol incassati e una media comunque simile a quella precedente (1,25 reti subite a partita). Insomma, una difesa che quest’anno ha scricchiolato, ma che avrebbe potuto addirittura distruggersi senza Chris.

 

 

 

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