Smalling, dieci giorni per il sì: Chris rinuncia a un milione e mezzo per aiutare la Roma

Smalling, dieci giorni per il sì: Chris rinuncia a un milione e mezzo per aiutare la Roma

L’inglese chiedeva 3 milioni, ora è sceso a 2,5 per dare una mano al club a trovare l’accordo con lo United. Ed entro il 3 agosto bisogna presentare la nuova lista Uefa

di Marco Prestisimone, @M_Prestisimone

Il mercato ormai si gioca anche a suon di tweet e di rinunce. La presenza di Pellegrini e Zaniolo come testimonial aveva già tranquillizzato i tifosi, ieri poi Chris Smalling ha “posato” con la nuova maglia della Roma. Per scoprire se è stato un indizio sul futuro basterà aspettare al massimo dieci giorni: entro il 3 agosto infatti il club deve presentare la nuova lista Uefa e per questo la Roma ha dieci giorni per trovare un accordo con lo United. Per la fase finale dell’Europa League ma anche e soprattutto per la prossima stagione.

Chris la sua scelta l’ha già fatta da tempo e l’ha comunicato sia ai dirigenti giallorossi sia a quelli di Manchester: vuole restare. Tanto che è disposto a fare un “piccolo” sacrificio sull’ingaggio pur di aiutare la Roma nella trattativa. Per il triennale non chiede più 3 milioni netti a stagione ma 2,5 più bonus. Una rinuncia da circa un milione e mezzo che la società potrebbe mettere sul piatto dello United. Che ora chiede 20 milioni, con la Roma per il momento ferma a 14. Ma con questo “bonus” in più, l’ok finale alla trattativa sarebbe più facile. In prestito con obbligo di riscatto o subito a titolo definitivo.

Smalling, l’Europa League e poi il nuovo contratto? 

 

Se fosse per Smalling, lui avrebbe già prenotato un posto in difesa per la partita contro il Siviglia. Che nonostante un sesto posto in campionato da scansare per evitare i preliminari di Europa League, è diventata la data cerchiata sul calendario di squadra e tifosi. Vincere permetterebbe di continuare a sognare la vittoria di un trofeo che manca da troppi anni e qualificarsi anche per la prossima Champions. E se fino a pochi giorni fa sembrava utopia, il nuovo modulo e la nuova linfa hanno riportato un po’ di ottimismo. Nella difesa a tre, in caso di accordo col Manchester, accanto a Mancini ci sarebbero proprio Smalling e Ibanez, che non hanno ancora avuto modo di giocare insieme.

Il primo è stato il trascinatore per tutta la stagione fino all’infortunio contro il Napoli, il brasiliano ha superato i vari Jesus, Fazio e Cetin e ha conquistato un posto da titolare. Poi starà a Fonseca decidere se continuare con Kolarov nei tre centrali oppure rispostare il serbo a sinistra con Spinazzola in panchina. Una doppia possibilità con cui il portoghese vorrebbe confrontarsi volentieri, perché per primo ha chiesto a gran voce la conferma di Smalling. E se l’accordo non dovesse arrivare? Contro il Siviglia ci sarebbe Ibanez al centro con Aleks sul centro-sinistra. Ma è un’eventualità che la Roma vuole scongiurare.

I numeri di Smalling con la Roma 

 

Per Fonseca, Smalling è insostituibile nel vero e proprio senso del termine. In tutte le partite che ha giocato dal primo minuto non è stato mai sostituito, fatta eccezione per la trasferta di Napoli in cui si è infortunato. Ventisei volte in campionato, cinque in Europa League e due in Coppa Italia, senza riposarsi mai. Conditi da due gol con Udinese e Brescia. Contro la Spal il rientro da titolare dopo lo stop e un salvataggio in spaccata sulla linea di porta dopo l’ennesima gaffe di Pau Lopez, oltre alla solita dose di tranquillità. Nei cuori dei tifosi ci ha messo pochissimo per prendere il posto di Manolas ma anche lui si è innamorato da subito di Roma e della sua villa sull’Appia Antica. Tanto da volerne fare la sua casa almeno per i prossimi tre anni, ad ogni costo.

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