Scudetto ’06, tifosi Roma in coro: "Riprendiamoci il titolo e portiamolo sulla tomba di Sensi"

di Redazione, @forzaroma

«Rivorresti lo scudetto del 2006 per dedicarlo alla memoria di Franco Sensi?». La Roma giallorossa si è svegliata con i giornali che ‘strillanò le considerazioni del procuratore federale Palazzi sull’Inter, e nell’etere capitolino vengono subito lanciati dei sondaggi su quel tricolore che potrebbe tingersi di giallorosso

. Così quello proposto dai microfoni di Centro Suono Sport, nel corso di una trasmissione molto seguita dalla tifoseria giallorossa, diventa un plebiscito e non lascia spazio a dubbi: dopo i primi 2040 voti, il 93,04% vuole lo scudetto che l’allora commissario straordinario Guido Rossi assegnò all’Inter. Se ciò dovesse avvenire il proposito dei romanisti, espresso sempre da Centro Suono Sport, è quello di collocare la Coppa dello Scudetto, o una sua copia, nella cappella di famiglia dov’è sepolto il presidente Sensi, con una targa con la scritta «lo scudetto degli onesti».

Anche su Rete Sport e Tele Radio Stereo, fra un interrogativo e l’altro sulle mosse di mercato del d.s. Walter Sabatini, prende piede il tema dello scudetto del 2006. Sarebbe giusto, sostengono i tifosi che telefonano, che venisse assegnato alla Roma perchè la squadra non è mai rimasta coinvolta in certe ‘manovrè. La maggioranza sostiene anche che sarebbe un giusto risarcimento «per tutti gli scudetti che ci hanno rubato». Spunta anche un pizzico d’amarezza, «perchè se l’Inter fosse stata penalizzata, o comunque punita, Ibrahimovic non ci sarebbe andato», come a dire che probabilmente senza lo svedese in nerazzurro uno o due tricolori degli ultimi anni probabilmente li avrebbe vinti la Roma. Tutti giurano che non ci sarebbero ‘carosellì in strada e sfilate bandiere in mano nelle strade, e tutto si limiterebbe a manifestazioni «in onore del grande Franco Sensi», di sicuro il vento è cambiato e tante gente che prima snobbava ‘lo scudetto degli onestì adesso invece lo vorrebbe. Chi si azzarda a ricordare che fra le telefonate prodotte a Napoli dalla difesa di Luciano Moggi ce ne sono anche del d.s. romanista Daniele Pradè all’allora vicepresidente federale Innocenzo Mazzini, poi radiato, viene zittito a forza di messaggi. Ma le uniche vere ‘protestè sono quelle di chi, e non sono pochi, si lamenta per il silenzio dell’ormai ex presidente Rosella Sensi: dopo le conclusioni della relazione di Palazzi, «stavolta doveva parlare» è la conclusione praticamente unanime degli innamorati della Magica che parlano via radio e rivendicano il primato dell’onestà in un calcio in cui, a loro dire, ne è rimasta poca. (ANSA)

 

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