Schick: “Non so se resterò alla Roma. Lo scambio col Milan? Speculazioni”

Schick: “Non so se resterò alla Roma. Lo scambio col Milan? Speculazioni”

Il ceco: “Sarà essenziale ciò che vorranno fare con la squadra. E’ stato un anno negativo, fatto di alti e bassi”

di Redazione, @forzaroma

Per la Roma l’attacco del futuro può avere il volto di Patrik Schick. Con Dzeko in uscita, i giallorossi potrebbero decidere di puntare su di lui, cercando quell’esplosione che manca ormai da due stagioni. In un’intervista a Sport.cz, rilasciata durante il ritiro con la Repubblica Ceca, il numero 14 giallorosso ha detto la sua.

È stato difficile ricominciare nella nazionale dopo la fine della stagione in Italia?
Fortunatamente no, perché domenica abbiamo finito il campionato e da mercoledì è iniziato il ritiro della nazionale, quindi abbiamo avuto giusto due giorni liberi. Sapevo che avevamo una qualificazione da giocarci, quindi non ho staccato la spina.

Come’è stata la stagione alla Roma?
Molto impegnativa, è stata una stagione di alti e bassi. Sfortunatamente, non è stata un’annata positiva.

I media italiani scrivono che potresti essere scambiato con l’AC Milan.
Non ne so nulla. In Italia si scrive molto, sono speculazioni.

Sul futuro.
La Roma deve prima risolvere le situazioni legate al ds e all’allenatore, poi si penserà ai giocatori.

Ti piacerebbe rimanere a Roma o preferiresti andare da qualche altra parte a giocare?
E’ difficile rispondere ora. Non so quale allenatore arriverà, cosa succederà. Quando sarà chiaro, potrò pensare più specificamente al futuro. Ma non è nella mia natura lasciare le cose a metà. Sarà essenziale ciò che vorranno fare la società e l’allenatore con la squadra.

Prima di partire hai parlato con qualcuno della società?
No. Eravamo distrutti per l’addio di De Rossi. Lui era molto dispiaciuto, dopotutto ha dato l’intera carriera alla Roma, è una leggenda del club. Voleva giocare con continuità, così è andato via. Ci dovrà essere di certo grande personalità nello spogliatoio.

Sugli allenamenti.
Ho vissuto Di Francesco, poi Ranieri, diversi l’uno dall’altro. Di Francesco era più tattico, per Ranieri, che è stato in Inghilterra, la tattica conta meno. E’ stato un grande cammino. Entrambi mi hanno dato qualcosa. Preferisco un allenamento più intenso, la tattica non può essere sottovalutata o messa da parte.

 

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