Le parole del tecnico biancoceleste: "Abbiamo fatto 60 minuti di buon livello. Abbiamo battuto la punizione del primo gol con Marusic ancora a terra, poi sui due angoli loro hanno attaccato la palla e noi l’abbiamo subita"
Dietrofront Sarri e Gasperini se la ride: "No, ha detto che non sarebbe venuto!"
Maurizio Sarri ha parlato ai microfoni di Dazn al termine del derby perso contro la Roma. Queste le sue parole:
Che analisi fa della partita? "Abbiamo fatto una buona partita per 60 minuti. Trovarsi sotto a fine primo tempo è stato pesante, non era un risultato che corrispondeva all'andamento in campo. Nel primo tempo abbiamo fatto molto meglio noi. Abbiamo fatto anche un buon inizio di secondo tempo, con due palle-gol subito. Abbiamo la responsabilità di aver preso due gol su calcio da fermo, a sensazione non abbiamo attaccato la palla. Con questi saltatori poi la paghi. La Roma ha legittimato il successo solo nel finale. Noi in 10 abbiamo fatto fatica a riorganizzarci, loro un po' meno. Ci siamo allungati e sfilacciati, ma per 60' escluse le due palle ferme non abbiamo concesso quasi niente. Abbiamo fatto una buona partita, peccato che poi finisca così. Ma la squadra non ha avuto un brutto approccio, anzi".
Ha detto qualcosa alla squadra al termine di una settimana complicata? "Perdere una finale e dopo 3-4 perdere un derby non è un momento semplice dal punto di vista mentale per i giocatori. Secondo me era assolutamente il momento di lasciarli liberi, da soli, dando un paio di giorni di riposo prima di affrontare questa partita".
E le sue di sensazioni? "Purtroppo sono abbastanza abituato a perdere le coppe nazionali, mi è successo due volte in Italia e una in Inghilterra. Evidentemente ci metto anche del mio. Bisogna farsene una ragione, abbiamo perso dai Campioni d'Italia. Abbiamo fatto un percorso di grande livello mettendo fuori Milan, Bologna e Atalanta, squadre forti. A volte bisogna essere contenti di arrivare all'evento finale. Fa più male perdere il derby perché lascia sempre un po' di rottura".
Che cosa serve per proseguire insieme nel futuro? "Non ho parlato di programmi futuri con nessuno. Da allenatore chiaramente uno potrebbe avere più voce in capitolo. Quest'anno sono stato ascoltato zero, vediamo".
GASPERINI IN CONFERENZA STAMPA
Lei si è fatto un’idea se sente o meno lo stimolo di continuare? “Avevo detto a giugno, sei in anticipo. Facciamo questa partita e vediamo se la società ha qualcosa da dirmi, al momento sui programmi futuri nessuno mi ha detto niente. La situazione di quest’anno non mi è piaciuta, non son contentissimo. Poi magari non è contenta neanche la società. Facciamo finire il campionato e vedremo se avrà qualcosa da dirmi”.
Pensa che la gestione Lotito possa avvicinarsi alle idee e le ambizioni che ha avuto con De Laurentiis? “Quel Napoli aveva un livello tecnico assoluto, aveva carenze fisiche ma tecnicamente era forte. Finita la costruzione del primo anno e mezzo avevamo una media di 88 punti a stagione. Era una squadra molto più qualitativa”.
Lei ha voglia di restare? “Vedo che della partita non importa niente a nessuno. Qui c’è da parlare in maniera separata dell’ambiente della società. A livello ambientale ho voglia di rimanere. Mi sento una parte integrante dell’ambiente, poi a livello societario se i piani non collimano, per scelta di uno o dell’altro, è inutile andare avanti. Io piani non ne ho ascoltati da nessuno, quindi non ho una risposta precisa”.
Da comunicato Zaccagni ha una lieve distrazione muscolare: il capitano non era in grado di venire neanche in panchina? “Oggi no, nessuna possibilità. Se calciava un pallone in piena velocità la distrazione sarebbe diventata una lesione da mesi, faceva fatica a camminare. Il processo di guarigione è veloce, ma nei primi 8-10 giorni non c’è la possibilità di farlo giocare”.
Cosa le fa più male della partita? “Abbiamo fatto 60 minuti di buon livello. Abbiamo battuto la punizione del primo gol con Marusic ancora a terra, poi sui due angoli loro hanno attaccato la palla e noi l’abbiamo subita. Se al 65’ abbiamo preso il secondo gol, pensando all’evoluzione della partita. Poi al momento delle espulsioni hanno faticato a rimettersi a posto, ma la Lazio aveva meritato di più”.
Quanto è lontana questa Lazio dall’anno 1 della sua prima Lazio? “Quella era una Lazio molto più qualitativa, infatti è arrivata seconda. La qualità media della rosa era nettamente più elevata. Poi se sarà l’anno 1 è da vedere il prossimo, perché ci son tanti giocatori in scadenza e altri che devono andare via”.
Questa Coppa Italia era il trofeo più necessario alla società di tutti gli altri? “In questo momento vincere qualcosa sarebbe stato importante. Ma da mesi parliamo di finale, sembra che si giocasse contro una squadra di basso livello. Ma abbiamo giocato con l’Inter, era più facile perdere che vincere, anche se potevamo fare di più. Bisogna fare un plauso ai ragazzi che sono arrivati in finale, poi abbiamo trovato una squadra ancora più forte di quelle eliminate ed era facile perdere. Però un po’ di rammarico c’è perché potevamo fare una partita più coraggiosa”.
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