Sarah Felberbaum: “De Rossi vede la fine della carriera, ma non è depresso”

La moglie del capitano della Roma a Vanity Fair: “Daniele ne ha passate di tutti i colori, a livello personale e al lavoro, ma ha equilibrio. Sul futuro gli lascio totale libertà, ma un’esperienza all’estero perché no?”

di Redazione, @forzaroma

Lui cerca di recuperare prima (e meglio) possibile dall’infortunio al polpaccio, lei invece promuove il suo film in uscita “Bentornato presidente”. Ma, a Vanity Fair, Sarah Felberbaum affronta anche la vicina fine della carriera di suo marito, Daniele De Rossi: “Non ho mai visto Daniele di cattivo umore. Tra un po’ dovrà prendere la decisione più difficile della sua vita: cosa fare da grande. Per tutta la vita ha fatto il calciatore, tutti i giorni della settimana. Ma è una delle persone più sagge che conosco: il lavoro non lo porta a casa, le difficoltà non passano attraverso la porta se non per un confronto. Ne ha passate di tutti i colori, sia al lavoro sia nella vita personale, in passato. Eppure in quest’ultimo periodo, con davanti la fine della carriera, mai una volta l’ho visto depresso. Di cattivo umore. Gli lascio libertà totale. Un’esperienza all’estero, perché no? Lui si fa molti più problemi, come facciamo con i nonni, i figli. È molto legato alla sua famiglia. Io sono diversa, dico: prendiamo i bambini e andiamo”.

La signora De Rossi, poi, racconta anche alcuni aneddoti della quotidianità sua e di Daniele: “È un po’ geloso. Non vede tutti i miei film, abbiamo un rapporto sano con le nostre carriere. È capitato che anche le partite più importanti io non le abbia viste”. Capito social: Sarah ha profilo pubblico su Instagram, Daniele invece “ha un profilo con uno pseudonimo, con una ventina di follower, i suoi amici. Io lo prendo in giro perché gli dico che spia gli altri. Quando leggerà questa cosa mi uccide”. Da Instagram ai figli, c’è già chi sogna il piccolo Noah con la maglia della Roma: “Daniele non lo sogna calciatore, neanche io e neanche i miei suoceri. I miei figli giocano con la palla come gli altri, non vanno allo stadio e de resto nemmeno sul set”.

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